Chi conta di più tra Daniele ed Alessandro? (di F. Ducato)

Cosa rallenta la trattativa per la composizione della nuova giunta comunale di Anagni. Il sindaco Daniele Natalia non vuole ripetere l'errore del suo predecessore. Esecutivo tutto politico. Il peso di Cardinali. Ed il dilemma Provincia.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Quanto conta Alessandro Cardinali nella nuova maggioranza ad Anagni? E quanto conta, di riflesso, il sindaco Daniele Natalia? Le due domande, oltre a non essere peregrine, sono suggerite dalla piega lunga che stanno prendendo, proprio in queste ore, le dinamiche che dovrebbero portare alla creazione della squadra di governo della città.

Dovrebbero, appunto. Perché l’unico dato certo è che, a dieci giorni dalla vittoria nel ballottaggio, una giunta il comune ancora non ce l’ha.

 

 

Proviamo a fare il punto della situazione.

1- Il neo sindaco Daniele Natalia ha sempre detto, e di questo gli va dato atto, di non voler seguire le tentazioni tecniche della prima giunta Bassetta. Che è finita male, dopo poco più di un anno, segnando di fatto l’inizio della fine dell’esperienza del colonnello.

Natalia difende la legittimità della giunta politica. E dice a tutti che seguirà il criterio dei più votati per ogni lista. A questa logica si collega anche l’esigenza di avere in giunta due donne, per la legge delle quote rosa.

Questo porta ad un schema già noto, e così riassumibile: in giunta entrano Pace (Anagni domani), D’Ercole (Lega), Marino (Cuori Anagnini), Chiarelli (Fdi) e Retarvi (Per Anagni). Le ultime due sono donne e risolvono anche il problema delle quote rosa.

Ci sarebbe il dettaglio che la Retarvi è figlia di Guglielmo Retarvi, già assessore storico all’epoca Noto, ma vabbè. Ah, e la carica di Presidente del Consiglio comunale andrebbe a De Luca ( Polo civico).

Tutto a posto, quindi.

 

 

2- Nelle ultime ore però Alessandro Cardinali ( Fdi) decide di alzare la voce. Sembrava che non volesse entrare in giunta, pensando ad una destinazione in Provincia, ma sembra che ci abbia ripensato.

Perché non è più chiaro se e quando si voterà per la Provincia. Se verrà abolita la riforma Delrio (come chiede la Lega) e riportato tutto a quando Cardinali era assessore provinciale ai Lavori Pubblici con il presidente Antonello Iannarilli.

Oppure se le Province verranno definitivamente abolite (come chiede il M5S)

O se ci sarà un rinvio del voto, per abbinarlo alle prossime Europee.

 

3- Il suo ingresso (oltre a non essere esattamente nel segno del rinnovamento tanto decantato dalla nuova maggioranza) scombinerebbe le carte. Perché a quel punto Fdi non potrebbe avere due assessori.

La Chiarelli dovrebbe quindi uscire. Ed il problema delle donne rimarrebbe. Un problema di non facile soluzione.

 

Ecco perché, al di là degli incontri che si susseguono, le cose rallentano. E la domanda iniziale rimane sempre valida.

Chi conta di più tra Daniele ed Alessandro?

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