No, non è cambiato nulla. A Verona vince il Chievo

Chievo-Frosinone è stata una partita che a tratti ha mostrato una bruttezza epica. Tra le peggiori della stazione. Ha rivelato una innegabile verità: se è Frosinone è lì sotto una ragione c'è

Fabio Cortina
Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Depaoli, Bani, Rossettini, Barba (48’ pt Tomovic); Hetemaj, Radovanovic, Giaccherini; Birsa; Djordjevic, Pellissier.

A disposizione: Semper, Tanasijevic, Rigoni, Stepinski, Pucciarelli, Leris, Cesar, Kiyine, Grubac, Vignato, Meggiorini.

Allenatore: Di Carlo.

FROSINONE (3-5-2): Sportiello; Goldaniga, Salamon, Capuano; Ghiglione, Chibsah, Crisetig, Maiello, Beghetto; Ciano, Pinamonti.

A disposizione: Bardi, Molinaro, Gori, Ciofani, Soddimo, Zampano, Matarese, Sammarco, Brighenti, Campbell, Besea, Krajnc.

Allenatore: Baroni.

Terna Arbitrale. Arbitro, sig. Gianluca Rocchi della sezione di Firenze; assistenti sigg. Valentino Fiorito della sezione di Salerno e Valerio Colarossi della sezione di Roma 2; IV Uomo, sig. Eugenio Abbattista di Molfetta; al VAR sig. Luca Banti di Livorno, Assistente VAR sig, Lorenzo Manganelli di Valdarno.

Note: spettatori: 7.000 circa; angoli: 3-1 per il Chievo; ammoniti: 10’ pt Crisetig; recuperi: 3’ pt;

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A parte rari casi, sporadiche occasioni, la classifica di un campionato di calcio, così come una qualsiasi graduatoria, rispecchia sempre la realtà dei fatti. E la realtà è che se oggi il Frosinone ha perso sul campo del Chievo, ultimo in classifica, qualcosa vorrà pure dire.

La squadra di Longo… Pardon Baroni (lapsus voluto perché nulla è cambiato) ha perso per 1-0 al “Bentegodi”, lo ha fatto impensierendo una sola volta Sorrentino e subendo per la quasi totalità del match una squadra della quale non si poteva, né doveva aver paura. Sì, hai giocato in dieci circa mezzora di gara, sì forse Rocchi è stato troppo severo, ma le giustificazioni e gli alibi crollano di fronte ad una prova così incolore.

Così in campo

Baroni si affida per gran parte alla formazione che ha pareggiato col Milan con due sole novità in difesa: Salamon al posto di Ariaudo infortunato ed il ritorno di Capuano al posto di Luka Krajnc. Di Carlo schiera invece una formazione a trazione anteriore con Giaccherini tra i tre di centrocampo e Birsa dietro a Djordjevic e Pellissier.

I primi due minuti della partita sono contraddistinti da un lungo stop per un infortunio per Pellissier con il sottofondo di cori dei tifosi del Frosinone, gli unici che si sentono nello stadio veronese. Dopo un inizio di marca ciociara il Chievo si sveglia, azione tutta di prima con la palla che arriva a Pellissier che tira, ma Capuano lo ferma sul più bello. Al 12′ lampo di Radovanovic per Djordjevic, l’ex Lazio tira in corsa al volo, ma il pallone va alto.

Zero differenze

Il Chievo è sempre più padrone del campo, mentre il Frosinone non riesce più ad uscire. La squadra di Mimmo Di Carlo gioca in maniera molto aggressiva arrivando sempre per prima sulla palla, mentre le differenze tra il Frosinone di Longo e quello di Baroni in questa gara appaiono davvero azzerate.

Al 27′ si sblocca la partita e a segnare è il Chievo: corner di Valter Birsa, Sportiello è fermato dal blocco di Radovanovic e Pellissier incorna in rete. Quel blocco però è sospetto, perché il centrocampista serbo è in fuorigioco ed allora Rocchi va al VAR ed annulla il gol. Non c’è VAR però che possa cancellare la pessima prestazione giallazzurra in questa prima mezzora.

Il Frosinone non pare essere stato scosso dal gol annullato al Chievo, la squadra di Baroni non riesce ad imbastire un’azione degna di nota ed è in completa balia della vigoria del Chievo, commettendo soprattutto errori di natura tecnica.

La partita, di una bruttezza epica, si trascina stancamente verso la fine, l’ultimo quarto d’ora rappresenta “il nulla” che prova a spezzare Salamon con un destro da 40 metri. Brutto anch’esso.

Dopo un recupero abbondante per l’infortunio di Barba, sostituito da Tomovic, finisce il primo tempo. Primi 45 minuti che hanno dimostrato perché Frosinone e Chievo sono lì in fondo alla classifica, anche perché ad Udine l’Udinese è avanti col Cagliari e questo pareggio serve davvero a nulla e a nessuno.

Secondo tempo

Nell’intervallo non ci sono sostituzioni e Rocchi puntuale dà il via alla gara. La ripresa inizia anch’essa con tantissimi errori, quelli di natura tecnica che avevano contraddistinto il primo tempo. Il primo tiro verso una delle due porte arriva dopo cinquanta minuti ed è quello di Djordjevic che si coordina bene su cross basso di Birsa, ma Sportiello blocca centrale. Dopo un minuto risponde Ghiglione con un destro di prima da fuori area, ma il suo tiro è altissimo.

Al 9′ minuto della ripresa Sorrentino si traveste da Superman e vola su un colpo di testa di Chibsah, togliendolo letteramente dalla porta con un colpo di reni fantastico.

Il Frosinone sembra aver cambiato volto. Lo slancio viene però frenato da Rocchi che espelle Capuano: una espulsione strana, che arriva per doppia ammonizione ma senza che il primo giallo venga assegnato. In pratica nella stessa azione, secondo Rocchi, il difensore ha commesso due falli, il primo non sanzionato per il vantaggio, il secondo che ha visto la pena cumulativa. Ora la montagna da scalare diventa l’Everest.

E da Udine continuano ad arrivare pessime notizie: la squadra bianconera vince 2-0 ed il Cagliari è in dieci. Al 65′ ancora Sorrentino: punizione di Ciano, il portiere non è impeccabile, sulla ribattuta c’è la rovesciata di Pinamonti, ma Sorrentino è reattivo e blocca.

Vantaggio di punizione

Dopo due minuti Pellissier si divora il vantaggio: percussione di Bani, palla dietro per Pellissier che all’altezza del dischetto cicca. Baroni non cambia nulla, mentre la squadra giallazzurra comincia a dare segni di stanchezza. Al minuto 72 è ancora Pellissier a cercare il gol, ma Sportiello blocca la sua girata sotto misura in corsa. Al 31′ del secondo tempo il Chievo passa e stavolta nessuno può negarglielo: punizione dai 25 metri di Giaccherini che si infila in maniera perfetta sotto il sette. Al Bentegodi è notte fonda.

Baroni prova a cambiare le cose inserendo Campbell al posto di Crisetig, ma del costaricano non si avverte neanche la presenza, entra in campo anche Ciofani e si fa sentire subito con una sponda che pesca Campbell che viene fermato con un fallo al limite dell’area. La punizione di Ciano è una telefonata a Sorrentino che risponde presente bloccando.

Gli ultimi minuti sono schiuma di rabbia lanciata in campo senza un costrutto, il Frosinone non riesce mai a dare la sensazione di poter essere pericoloso, perché le idee sono poche e pure confuse. 

Dopo quattro minuti e un po’ di recupero Rocchi dice che può bastare e forse è proprio così, forse è il momento di cominciare a pensare ad altro. Perché il Frosinone siamo certi che continuerà a lottare almeno fin quando la matematica non lo condannerà, ma ciò di cui abbiamo avuto l’ennesima conferma è che questa squadra, adesso come adesso, sia la meno attrezzata per la massima serie.

L’allenatore, l’ambiente, i malumori, c’entravano davvero poco. La verità assoluta è che forse questa squadra se è lì in fondo merita di esserci. Punto.