Cianfrocca debutta con i franchi tiratori sulla via della Presidenza

Eletto come presidente dell'assise civica Sandro Vinci ma la maggioranza che contava su undici voti (dieci più il sindaco Maurizio Cianfrocca) ne ottiene due in meno. Nove voti per Vinci e otto per Gianluca Borrelli della Lega che è stato sostenuto dalle minoranze e da un collega di maggioranza. Primo colpo di scena e prima spaccatura nella maggioranza di centrodestra e nel partito di Salvini

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

Un tiepido applauso. E nulla di più. È stato lui ad accogliere l’elezione di Sandro Vinci, scuro in volto nonostante l’incarico appena ottenuto: è il nuovo presidente del Consiglio Comunale di Alatri. Il gelo è sceso nella sala del Palazzo Conti Gentili quando il giovane Matteo Recchia del Pd (che ha presieduto l’avvio di seduta) ha letto l’esito del voto. Il centrodestra guidato dal sindaco Maurizio Cianfrocca esordisce facendo i conti con la prima imboscata ed il primo agguato dei franchi tiratori.

La maggioranza che contava su undici voti (dieci più il sindaco Maurizio Cianfrocca) ne ottiene due in meno. Nove voti per Vinci e otto per Gianluca Borrelli della Lega che è stato sostenuto dalle minoranze ma anche da un collega di maggioranza.

La seduta del Consiglio Comunale

Musi lunghi. In primis nella maggioranza: sindaco, consiglieri e assessori si sono resi conto che non possono fidarsi di tutti al loro interno. Ma anche le minoranze hanno masticato amaro: per aver sfiorato il colpaccio alla prima seduta pensando di avere i numeri per il ribaltone.

Borrelli nel mirino

Il messaggio del voto d’esordio non è beneaugurante per la nuova maggioranza e per amministrazione Cianfrocca. Una mattinata uggiosa e con un brutto segnale ha aperto così l’era del neo sindaco. Ora voleranno gli stracci. In primis nella Lega

Nel mirino è finito il consigliere Gianluca Borrelli, mai amato nella Lega viste le forti polemiche con i vertici locali del suo Partito già prima delle elezioni. Da giorni aveva manifestato disappunto e delusione: per lui nessuna delega nella nuova Giunta, nemmeno una delega consiliare con cui riconoscergli il peso dei voti ottenuti. Circa 300 preferenze che avevano sorpreso, inutile nasconderlo, anche i suoi compagni di lista. Che non si aspettavano questo risultato personale.

Dinanzi a questo dato Borrelli ha reclamato una delega pesante: Cultura in primis e poi in subordine l’Istruzione. Ma la risposta è stata chiara. Non se ne parla, già sono promesse. Ci sono altre deleghe ancora da assegnare ai consiglieri, come la Sicurezza, i Grandi eventi, ilCcentro storico. Addirittura gli è stato proposto un sostegno alle prossime provinciali. Ma nulla lo ha smosso.

Il retroscena dei franchi tiratori

La maggioranza dreante il voto via App

Era nell’aria questa situazione. Più grave del lecito. Perché al voto dello scontento Borrelli va sommato quello di un secondo franco tiratore nella maggioranza. E sul quale ora è caccia aperta. Senza dimenticare che secondo alcuni spifferi nei corridoi c’era anche un terzo consigliere di maggioranza pronto a non votare Vinci. Anche lui pare deluso per come si è mossa la maggioranza in queste prime settimane soprattutto in termini di incarichi da assegnare. Poi però ci ha ripensato.

Ma il dato che emerge è che se Borrelli ha ottenuto otto voti vuol dire che sul suo nome c’è stata una convergenza. E trattativa. Con le minoranze del Pd e Polo Civico. Che hanno subito dimenticato gli attacchi ricevuti in campagna elettorale fiutando il colpaccio e inserendosi nella frattura e frizione. Per poco non gli è riuscito il ribaltone e per Cianfrocca sarebbe stato un durissimo colpo da digerire.

Ora non mancheranno riunioni infuocate, con la chat della maggioranza, già bollente durante il Consiglio che poi è proseguito con gli altri punti all’ordine del giorno. Di certo un battesimo per la nuova maggioranza che nessuno si aspettava ma i numeri, e le votazioni, sono numeri su cui non si scappa.

Un avvio flop, un segnale da invertire in fretta per la maggioranza di centrodestra che nel primo consiglio comunale è inciampata alla prima decisione ufficiale. Senza dimenticare quello che accadrà nella Lega già divisa e spaccata: una sensibilità è sintonizzata sulle frequenza del coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, un’altra sta con il responsabile provinciale Organizzazione Pasquale Ciacciarelli.

E Borrelli non intende fare un passo indietro. Ma chi lo farà?

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