Covid: sballati i numeri di Frosinone. La curva non convince

I numeri non quadrano. La prefettura e la Asl scoprono che la curva dei contagi in provincia di Frosinone presenta anomalie. Da Roma indicano i correttivi. Troppi casi in alcune zone, pochi in altri

I numeri non quadrano. La curva non coincide. C’è qualcosa che non convince nelle cifre raccolte a Frosinone dai tamponi sul Covid-19. Se n’è accorta la Asl, lo ha rilevato la prefettura: entrambi lo hanno segnalato al centro di riferimento nazionale, il Servizio Regionale di Sorveglianza sulle Malattie Infettive che è acquartierato allo Spallanzani di Roma. Che ha controllato quelle cifre, verificato quelle curve e disposto l’invio a Frosinone di una squadra dei suoi tecnici del Servizio di Sanità Pubblica. Nel frattempo ha inviato alcuni correttivi da applicare.

Il DG della Asl di Frosinone Patrizia Magrini

Almeno duecento secondo alcuni, quattrocentro secondo altre fonti, addirittura 680 i casi che a lunedì erano in un limbo da definire. Non si tratta né di cialtroneria e tantomeno di incapacità: il problema è che la massa di tamponi raccolta in provincia di Frosinone è enorme, il servizio è stato organizzato in modo da fare tamponi facendo aspettare il meno possibile la gente. Ma poi deve esserci un metodo omogeneo nell’inserire quei dati.

La curva alterata

Dove sta il problema. Facendo un esempio concreto: se inserisco sempre i tamponi di Sora per primi e poi a fine giornata metto per ultimi quelli di Frosinone, ogni giorno risulterà che a Sora ci sono centinaia di nuovi casi mentre il capoluogo è un’isola felice.

A segnalare per prima il problema è stata la prefettura di Frosinone. Ha un modello matematico nazionale che fa riferimento al ministero dell’Interno. In base ai numeri che vengono inseriti viene deciso dove concentrare le pattuglie per intensificare i controlli. Se ci sono troppi casi positivi in un’area significa che lì va verificato e si rispettano le norme sugli assembramenti.

Il modello ministeriale ha segnalato che le curve della provincia di Frosinone erano anomale. Stessa cosa aveva rilevato il sistema utilizzato dalla Asl.

Cosa cambia

Covid, i numeri aggiornati

Cosa significa? Sotto alcuni aspetti, nulla. Sotto altri, molto. Dal punto di vista numerico cambia poco: i casi sono quelli e saperli un giorno prima o un giorno dopo cambia poco o nulla. Ma dal punto di vista clinico ed epidemiologico fa la differenza: capire se c’è un focolaio che si sta accendendo, se una zona ha così tanti casi da dover essere chiusa e dichiarata zona rossa lo si comprende da quelle curve.

Esempio concreto: quando in primavera venne ipotizzata la chiusura di Cassino e la dichiarazione della Zona Rossa in città, a dire no fu l’analisi delle curve epidemiologiche condotta dal Sisp – Servizio Igiene e Sanità Pubblica presso lo Spallanzani.

In questo caso l’anomalia è emersa a Frosinone. Picchi in Comuni che in realtà non avevano grandi variazioni, oasi in Comuni che in realtà stavano come gli altri. Un problema di metodo? Di personale da aumentare? Sta di fatto che i carabinieri andavano a verificare i bar di zone del tutto uguali ad altre, forse non andavano nei bar dove c’era gente senza mascherina. E questo ha creato un problema. Non avevano gli elenchi corretti in tutti i Comuni delle persone da controllare. Ed i Comuni non avevano gli elenchi aggiornati delle persone dalle quali raccogliere l’immondizia con accortezze particolari.

Cosa non ha funzionato è un elemento sul quale il prefetto Ignazio Portelli e la manager Asl Patrizia Magrini stanno lavorando di concerto con la Regione. Che sta mettendo a disposizione i suoi analisti dello Spallanzani per rendere reale la curva dei contagi in tutta la provincia: non solo in una parte.

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