Covid: sindaci nel caos, pazienti nella cappella

Ospedali al punto di sovraccarico. Pazienti covid nella cappella. I numeri del giorno: Occupato già il 31% delle Terapie Intensive ed il 57% dei posti letto. Attivazione d'urgenza di nuovi posti. La disperazione dei sindaci: il racconto in presa diretta

Fuori controllo. Il virus e le persone. Come nel peggiore incubo: il Covid-19 dilaga e la gente non si rende conto della situazione. Gli ospedali sono al collasso, il mese di autonomia previsto dalla Regione si sta bruciando in fretta. Al punto che oggi la cappella dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è stata messa a disposizione della Asl per metterci i pazienti. Il consigliere Regionale Giuseppe Simeone conferma: “E’ emergenza Covid all’ospedale Goretti di Latina. La situazione rischia di diventare esplosiva”. 

Fuori controllo. Il virus e le persone. Come nel peggiore incubo: il Covid-19 dilaga e la gente non si rende conto della situazione. Gli ospedali sono al collasso, il mese di autonomia previsto dalla Regione si sta bruciando in fretta. Al punto che oggi la cappella dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è stata messa a disposizione della Asl per metterci i pazienti.

Foto © Saverio De Giglio / Imagoeconomica

Sono 27.946 i casi positivi al Covid-19 nel Lazio. Di questi, 166 sono così gravi da essere attaccati ad un respiratore in Terapia Intensiva, 26.111 sono in isolamento domiciliare, 1.669 sono ricoverati non in terapia intensiva. Il totale dei morti è 1.158. Su quasi 23mila tamponi (2.275 in meno di ieri), oggi nel Lazio si registrano 1.963 casi positivi, 19 decessi e 140 guariti. Il rapporto tra positivi e i tamponi è 8,5%.

Nelle province si registrano 561 casi e sono 3 i decessi. Nella Asl di Frosinone sono 242 i nuovi casi: tutti si sono sviluppati dentro casa tra parenti che si sono infettati tra di loro. Nella Asl di Latina si registrano 193 nuovi casi e la situazione è identica a quella ciociara. Invece nella Asl di Viterbo si registrano 136 nuovi casi ed anche qui sono tutti riconducibili a casi isolati a domicilio o con link familiare .

Allarme posti letto Covid

Foto © Gaetano Lo Porto / Imagoeonomica

Attualmente i posti letto occupati nel Lazio sono il 57% di quelli programmati: sono 2.913 per i Covid positivi, mentre le Terapie Intensive e sub intensive occupate sono il 31% di quelle programmate.

La situazione è ad un punto critico tanto che l’assessore Alessio D’Amato sta lavorando a nuova ordinanza per ampliare ulteriormente i posti letto programmati. Stanno per essere attivati altri 1.450 posti ordinari e con altri 80 posti di terapia intensiva.

A questa sera sono 146 le stanze disponibili nella rete delle strutture alberghiere assistite per Covid positivi clinicamente guariti: cioè le persone che sono guarite ma risultano ancora capaci di infettare, per questo non possono stare accanto ai familiari perché li contagerebbero.

La disperazione dei sindaci

C’è un problema di comunicazione. «Si ha la sensazione di essere di fronte ad una gestione politica alla giornata e questo si traduce in sentimenti collettivi di incertezza»: su Il Messaggero in edicola oggi Franco Garelli, sociologo dell’università di Torino e voce nobile dell’accademia italiana, spiega che la rabbia esplosa dopo il Dpcm e la poca coesione nel Paese «sono reazioni umanamente comprensibili».

In maniera meno teorica ma molto più terra – terra, dice lo stesso il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco.  Il resoconto di una sua giornata tipo è disarmante.

Sono stato in isolamento a casa e tu che sei il sindaco nemmeno mi hai chiesto come stavo…”

Il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco

Pronto signora, salve, sono il sindaco, la chiamo per sapere come sta… Scusa ma chi te lo ha detto che sono in isolamento, come ti permetti, c’è la privacy…”

Sindaco chiudi la scuola, ci sono alunni di famiglie contagiate…”.

Sindaco, non ti azzardare a chiudere, i ragazzi devono andare a scuola e noi a lavoro…

Pronto, è la Asl? Sono il sindaco, avrei bisogno di sapere non dico i nomi dei contagiati, ma almeno l’indirizzo per organizzare la raccolta dei rifiuti in sicurezza”…

Pronto, salve, al suo indirizzo la raccolta avverrà solo il mercoledì ed il sabato per la presenza del caso covid…

No no come ti permetti, noi la facciamo regolarmente altrimenti gli operatori si accorgono che qui c’è un caso covid e poi lo sanno tutti”.

Il sindaco può chiudere vie e piazze

…sindaci, non adottate iniziative avventate che spettano ad altre istituzioni e che non vi competono”.

Sindaco devi dire chi sono i contagiati…”.

Sindaco, basta con questi bollettini di guerra, non dire più che ci sono tutti questi casi spaventi le persone”…

Tutti contro tutti

Giuseppe Conte

Sulla sua bacheca Facebook il sindaco Giuseppe Sacco racconta questa seconda ondata, tutta diversa dalla prima. “Potrei andare avanti all’infinito per descrivere il caos che stiamo vivendo, la conflittualità istituzionale: Governo che litiga con le Regioni che poi si scontrano con le Province e che riversano tutto sui Comuni e tutti che vogliono sembrare più bravi degli altri.

Racconta l’incertezza dei sindaci di fronte a norme che spuntano come funghi. Descrive la confusione dei cittadini bombardati mediaticamente su tutto e sul contrario di tutto. “Per non parlare dei pareri di esperti e scienziati sempre in contrasto tra di loro”. (Leggi qui Vaccino, Anagni e Pomezia: 3 milioni pronti a dicembre).

Chiede un attimo di tregua. Per “spegnere un attimo il cervello, riaccenderlo e ricominciare a ragionare un po’ con la nostra testa; dovremmo recuperare un po’ di buon senso interpretando la difficoltà del momento”.

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