Da Draghi a Berlusconi. Ma attenti alle strategie di Renzi

E’ di queste ora la notizia di un possibile faccia a faccia tra l’ex rottamatore e il fondatore di Forza Italia. Sotto i buoni uffici di Gianni Letta. Ma in realtà Matteo Renzi ha in mente una strategia chiarissima: se si dovesse arrivare alla quarta votazione, allora lui proverebbe a far passare Casini. Ecco perché.

Se i partiti e i leader politici continuano a non prendere sul serio Matteo Renzi, allora farebbero meglio a cambiare mestiere. E’ di queste ore l’indiscrezione che il leader di Italia Viva abbia incontrato Silvio Berlusconi, grazie ai buoni uffici e al lavoro diplomatico di Gianni Letta. Lo riporta Il Tempo.

Ma se anche non fosse vero, cambierebbe poco. Perché dalla festa di Atreju in poi, il leader di Italia Viva non fa altro che ripetere questo concetto: “Più siamo, meglio è per eleggere il Capo dello Stato”. Sia per un fatto istituzionale di regole sia per un fatto politico, dopo di che dipende.

Per la prima volta il centrodestra ha dei numeri in maggioranza, da FdI a Forza Italia, alla Lega, il 45% dei grandi elettori. Il punto è se il centrodestra prenderà l’iniziativa insieme o no. Si va a votare il presidente della Repubblica a gennaio, punto. Abbiamo detto in tutte le sedi e in tutte le salse che continuare a discutere di nomi è un gioco che non porta da nessuna parte. A gennaio, quando si inizierà a votare, noi proporremo il metodo più condiviso possibile”.

Il nome di Renzi

Pier Ferdinando Casini con Maria Elisabetta Alberti Casellati (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Matteo Renzi il nome di punta ce l’ha: Pierferdinando Casini. Un nome da quarta votazione in poi. Ma al momento occorre risolvere il nodo legato a Mario Draghi. Tutti sanno che il percorso era tracciato: prima Palazzo Chigi poi il Quirinale. Ma in politica le situazioni evolvono. Non è una “scusa” l’argomento che Mario Draghi dovrebbe restare Presidente del Consiglio. Ma il punto è che, con le aspettative che si sono create, se una parte della sua maggioranza non lo votasse come Capo dello Stato, allora la crisi della stessa maggioranza sarebbe conclamata.

E per tirarlo fuori dalla mischia in modo indolore, occorrerebbe una soluzione altrettanto autorevole da poter essere votata da tutti nei primi tre scrutini.

C’è un solo nome: Marta Cartabia. Dalla quarta votazione in poi può succedere di tutto, ma se si arriva alla quarta votazione, allora sarà complicato pensare di andare avanti comunque con il Governo di Mario Draghi a larghissima maggioranza. Detto questo, Matteo Renzi non ha mai chiuso a Silvio Berlusconi. Ma sa che ad un certo punto dalle Sinistre e dai Cinque Stelle verrà tirato fuori il tema che come Capo dello Stato dovrebbe presiedere anche il Csm. Ci sta, è così. Ma è evidente che si scatenerebbe una polemica politica fortissima.

Marta Cartabia (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

A quel punto quali nomi provare a mettere in campo? Probabilmente due: Pierferdinando Casini e Paolo Gentiloni. Ma è quello di Casini il profilo che potrebbe riscuotere anche i voti di una parte del centrodestra.

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