Dal voto sulla Gregoretti passano i destini politici dell’Italia

Foto © Imagoeconomica / Sara Minelli

Vince la linea di Matteo Salvini: il 20 gennaio la Giunta per le immunità voterà sull’autorizzazione a procedere. Decisivo il voto della presidente del Senato Casellati. Il Partito Democratico all’angolo. Cosa può succedere, e perché, in Emilia Romagna.

La Giunta per le immunità del Senato voterà il 20 gennaio l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per la vicenda Gregoretti. Sei giorni dopo si voterà per le regionali in Emilia Romagna. Il nesso? Evidentissimo.

La Giunta per il regolamento, approvando l’ordine del giorno del centrodestra per un verdetto il 20, nonostante scadano oggi i giorni perentori, ha dato un segnale enorme politicamente. È passata la linea del centrodestra grazie al voto decisivo della presidente del Senato Casellati, che ha partecipato alla votazione, esprimendosi a favore.

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Nella Giunta, reintegrata di due senatori di maggioranza, le due parti sono 6 a 6, esclusa la presidente. Polemiche furibonde da parte della maggioranza per la decisione della presidente che però “respinge ogni messa in discussione della propria terzietà”.

La linea però è stata dettata da Matteo Salvini. Il Capitano pensa, nel caso dovesse essere concessa l’autorizzazione a procedere, di ottenere un effetto elettorale forte e decisivo per le Regionali in Emilia Romagna. Lo stesso schema, vincente, applicato per un quarto di secolo da Silvio Berlusconi. Se invece non dovesse essere concessa l’autorizzazione a procedere, potrebbe ancora una volta “sbeffeggiare” i Cinque Stelle.

Il Pd diserterà sta valutando se disertare o no la Giunta delle immunità il 20 gennaio.

Non lo so, ne ragioneremo. Di sicuro la Giunta si riunisce in modo illegittimo”, ha risposto il capogruppo del Pd Andrea Marcucci al termine della Giunta per il regolamento del Senato. Ha affermato: “Ma la cosa più grave è che noi avevamo proposto che si riunisse oggi per completare il nostro lavoro, ma evidentemente questa cosa non era di gradimento. Così hanno fatto un colpo di mano gravissimo. Siamo molto preoccupati per la democrazia”.

Andrea Marcucci e Nicola Zingaretti Foto © Imagoeconomica / Stefano Carofei

Dall’Emilia Romagna passa tutta la politica italiana dei prossimi cinque anni. Lo schema della campagna elettorale è chiaro: da una parte il modello regionale incarnato da Stefano Bonaccini, dall’altro quello nazionale della Lega di Matteo Salvini, il quale è convinto che poi potrebbe lanciare l’attacco definitivo per prendersi il Paese.

Il voto della Giunta per le immunità del Senato avrà un significato politico enorme. Nessuno può permettersi errori. Alla fine però si è già perso il motivo di quel voto, che non è politico. Ma tecnico, visto che si dovrebbe valutare esclusivamente se ci sono i presupporti per concedere o meno l’autorizzazione a procedere nei confronti di un esponente del Senato.

Ma in Italia tutto è politica.

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