De Angelis parla con Vicano e rimette in moto il centrosinistra

La strambata del Partito Democratico: "Prima l'unità del centrosinistra”. Parla nella notte con Mauro Vicano. E prende una rotta diversa. Nessun semaforo rosso. Ma scelta di unità

Non è stato un semaforo rosso. Semplicemente non si è acceso quello verde. E tanto è bastato. Occorreva qualcuno che leggesse i segnali ed avesse il coraggio di riorganizzare i treni del centrosinistra in corsa sul binario delle elezioni comunali di Frosinone. Lo ha fatto Francesco De Angelis, il leader storico del Partito Democratico. Si è assunto lui l’onere di dire al Pd che non si può fare. E che l’unità del centrosinistra è superiore a qualunque altra cosa. Traduzione: il Pd resetta il dibattito dell’ultimo mese, rinuncia al candidato che riteneva vincente, traccia una rotta alternativa a quella del suo ex capogruppo Mauro Vicano.

De Angelis lo ha incontrato in tarda serata. Hanno ragionato. E poco prima della mezzanotte c’è stata la svolta.

Senza veti

Mauro Vicano

Non ci sono stati veti. Non ci sono stati No. La candidatura lanciata dall’ex Direttore Generale della Asl ed ex presidente della Saf Mauro Vicano è finita al centro di un confronto su scala nazionale. Dicono che il sottosegretario grillino Ilaria Fontana ne abbia parlato con Giuseppe Conte. E l’avvocato del popolo si sia confrontato con Nicola Zingaretti. Leggende secondo alcuni.

Che la candidatura a sindaco di Frosinone sia arrivata a ridosso dell’uscio del Nazareno è vero. Ma non si è acceso il semaforo verde. Vero che non è un semaforo rosso. Ma non basta. Che significa?

Significa una cosa chiara: non è possibile che in tutta l’Italia si costruisca il Campo largo e solo a Frosinone non ci si riesca. La candidatura di Mauro Vicano è forte, autorevole, aggrega: ha portato subito dalla sua parte Azione ed Italia Viva. Ma non è questo il Campo largo. Perché mancano i Socialisti, manca il Movimento 5 Stelle, manca Articolo 1, manca una parte importante del mondo civico.

Si riparte dal tavolo

Stefano Pizzutelli

E allora? Francesco De Angelis si è assunto l’onere di dire al Pd: Prima di ogni cosa viene l’unità della coalizione. In pratica? Si cercherà un candidato capace di essere altrettanto autorevole ma più condiviso. Gli alleati sono stati già informati: nelle ore scorse il Segretario provinciale Luca Fantini ha incontrato ufficialmente il consigliere comunale uscente Stefano Pizzutelli, leader di Frosinone in Comune e lo ha aggiornato sulla nuova rotta del Pd.

Risultato? Fantini ha incassato l’appoggio di Stefano Pizzutelli: “Siamo pronti a tornare ad un tavolo nel quale individuare un candidato forte per una coalizione vincente ed unita”. Cosa cambia rispetto ad un mese fa? Semplice: non c’è un candidato già deciso, non c’è Mauro Vicano sul quale poter convergere. “Per noi – ha detto Pizzutelli – adesso si può fare”.

Che fine fa Vicano?

Foto: Canio Romaniello / Imagoeconomica

Resta in campo. Dal fronte di Mauro Vicano assicurano che il Dg resta in corsa con le sue liste civiche. Pronto ad unire il centrosinistra al turno di ballottaggio.

In realtà c’è anche un altro elemento contro Vicano, oltre a quello politico: troppo ruvido, troppo autonomo, troppo indipendente, del tutto insofferente alle gerarchie. È l’uomo che non esitò a farsi cacciare dalla Direzione Generale della Asl dopo avere detto No a quello che era all’epoca l’uomo più potente in Italia messo dal Governo Monti a revisionare la spesa pubblica.

Ora si riparte. In fretta. Da un nome nuovo. Capace di unire tutto il centrosinistra. Perché l’unità, per questo Pd, viene prima di tutto.

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