Il dramma del dissesto che spacca maggioranza e opposizione (Conte della Selvotta)

I telegrammi del Conte della Selvotta sulla politica Cassinate. Il dramma del dissesto. La disperata ricerca dei numeri per far approvare il default. Con assenze pesanti nella maggioranza. ma pure nell'opposizione

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. ANNO CCVIII a.C. Tito Livio Libro XXVII.

Cassino 2018 d.C. Uno sciame d’api invade l’Aula consiliare.

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IL RALLY DI CMD’A – STOP AND GO

Lunedi 25 giugno, giorno in cui si venerano san Guglielmo abate ed altri undici santi, il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro ( in breve CMD’A) alle ore 18 entrerà a testa alta nell’Aula consiliare come vi entrò due anni fa dopo la storica e imprevista vittoria elettorale.

Rientra per un’altra storica assise. Meno vittoriosa ma più pericolosa. Quella durante la quale dichiarare il primo dissesto nella storia delle casse civiche cassinati. Un dissesto che politicamente CMD’A vuole con convinzione: per tracciare una linea dei totali, poter lasciare al passato tutta la massa di debiti che ogni settimana saltano fuori dopo decenni, poter iniziare a governare partendo da zero.

Lo sciame di api, che vi alberga da oltre duemila anni, potrebbe invadere l’Aula. Perché mancano i numeri: nella maggioranza non c’è la certezza che tutti votino quel documento, passando alla storia come i primi dissestatori dei conti civici. E nemmeno l’opposizione è compatta.

In due anni l’ingegnere ha combattuto con i numeri ed alla fine si è dovuto arrendere senza combattere nei tempi supplementari. Si è affidato semplicemente al gergo automobilistico: stop and go.

Mi chiamavano urlatore e visionario. Mi hanno detto che i numeri sono numeri. E allora fermiamoci e ripartiamo” . Ipse dixit.

CMD’A, solo al bancone della sala dedicata ad un sindaco della ricostruzione, il sen. Pier Carlo Restagno, venuto da Torino, patria della Fiat, per rifare Cassino, l’altro giorno ha tenuto una conferenza ed ha parlato nel segno della pace. Inascoltato. Ha voluto parlare in piena solitudine quasi a lanciare un messaggio agli alleati. “Io combatto, io ci metto la faccia, i numeri non hanno la faccia, e voi che fate?” L’avvertimento: non votate il dissesto? Andiamo tutti a casa. Io ho un posto importante da ingegnere! E precisa pure (per commuovere i cattivi del Pd): Non attaccherò l’opposizione nemmeno in Aula.

Il rally di CMD’A aspetta lo start. E lo starter (M.A.) darà il via?

 

LE SIRENE STANNO A GUARDARE

Il sindaco e il presidente d’Aula (l’ing. Dino Secondino) sono in apprensione. Perché saranno due i momenti più drammatici della seduta consiliare di lunedi 25 giugno. L’appello nominale e il voto.

In caso negativo in 25 andranno a casa per la gioia dello sciame di api.

Saranno momenti di grande suspence. Ed il cronista d’Aula, Domenico Tortolano, che dal 1963 d.C. siede attorno al bancone di quercia secolare, è curioso ma anche ansioso di registrare tali momenti di drammaticità per una storia di dissesto finanziario mai discussa nella sala Di Biasio, intitolata al primo sindaco del dopoguerra.

A fare l’appello sarà la segretaria generale, la dottoressa Rita Riccio. Arriverà a Cassino alla guida della sua vettura con i finestrini oscurati che la fanno assomigliare tanto a quella di un ministro. Parcheggiata l’auto nell’apposito spazio riservato con tanto di transenne colorate, la dottoressa siederà accanto al sindaco e al presidente. Quindi scandirà i nomi dei consiglieri. (Finora li ha quasi sempre sbagliati a leggere).

Durante l’appello in Aula calerà quasi sicuramente il silenzio, che sarà tombale se a rispondere saranno in pochi, ossia meno di 13. Se non ci sarà il numero legale si replicherà mercoledi 27 giugno alle ore 10. Se, invece, ci saranno tutti o quasi si andrà avanti con il dibattito che potrebbe diventare rovente.

Le sirene, nel frattempo, che faranno?.Votiamo, non votiamo. O usciamo dall’aula. Nella maggioranza sono indecise Rossella Chiusaroli e Francesca Calvani. E l’evanescente Sabrina Grossi dell’opposizione, vota, non vota; viene, non viene in Aula. E le donne del Pd (Barbara Di Rollo e Sarah Grieco)?

CMD’A, confortato da M.A. e dal cerimoniere abbaziale Benedetto Leone (visto più volte in questi giorni sulla Loggia del paradiso a Montecassino a pregare), aspetta il responso mentre continua a rifare i conti, ma quanti sono questi debiti, 15, 50 o 70 o 120 milioni. “Numeri da Superenalotto?”.

 

EVANGELISTA SUBITO SANTO

Il consigliere ribelle di Forza Italia in procinto di transitare in Fratelli d’Italia, Franco Evangelista, lo vogliono subito santo. E insieme a lui anche il consigliere ribelle (per altri motivi) Giuseppe Sebastianelli. Entrambi combattono contro i numeri evocati dal sindaco. Ed entrambi dicono No al dissesto.

Entrambi ribattono: che cosa ha fatto il sindaco per evitarlo? Dove stanno i risparmi e perché tante nomine e incarichi e tante spese?

Risposte difficili da dare.

 

MIGNANELLI IL RAGIONIERE

Il consigliere comunale e provinciale Massimiliano Mignanelli è severo anche lui con CMD’A. E si chiede: perché tutti questi debiti sono emersi solo ora, e prima? È colpa del personale o di questi amministratori? E perché tanti incarichi, senza risparmiare nulla? E ancora:”I soldi per quegli incarichi potevano essere spesi per riparare le buche e per la manutenzione e per tutte le altre esigenze.”

Ricorda che negli anni scorsi, prima di dare il suo voto al bilancio, chiedeva che venisse letta in aula e messa a verbaòle, una dichiarazione del responsabile dell’Ufficio, in cui si dicesse che non esistevano, a quella data, debiti certi ed esigibili che non fossero stati inseriti in Bilancio. E allora – si domanda Mignanelli – se ogni anno c0era quella dichiarazione – da dove spuntano questi debiti?

Quindi un altro no per CMD’A.

 

IL REBUS DELLA LEGA

E così CMD’A e M.A. sono appesi a quei due della Lega teleguidati dall’ex assessore e vice sindaco Carmelo Palombo (che non vuole rientrare in giunta ma che vorrebbe) e dal loro ideologo.

Credono al “bosco delle favole”, dicono i maligni del corridoio comunale. I due commander pro-tempore gli hanno promesso l’avvio (salvo bloccarlo per mancanza di soldi) del progetto sulla sicurezza (855 mila euro di cui 255 a carico del Comune e dove li prende!?).

Per domani CMD’A vuole incontrare tutti i leghisti (anche quelli in ombra) e convincerli alla rinomina subito di Carmelo Palombo con il rientro in giunta entro lunedi prima del Consiglio. “Vi faccio partire il progetto. Però, dovete votare il dissesto”.

I leghisti sono diffidenti. Temono una nuova burla. Ed è suspence fino a lunedi sera.

Però, dicono ancora i maligni comunali, alla fine tutti voteranno il dissesto perché, in caso di scioglimento del consiglio, quasi nessuno dell’asilo pro-tempore rientrerà in Aula nelle nuove elezioni.

Un’Aula che ha ascoltato, in religioso silenzio, orazioni politiche, moltissimi anni fa (testimone l’antico cronista) , di autorevoli esponenti politici di alto livello culturale. Un abisso con l’attuale silenzio dell’asilo pro-tempore!

 

IL PD VA ALLA GUERRA

I consiglieri comunali del Pd andranno uniti alla guerra del dissesto? Ardua la risposta.

Gli ex Giuseppe Golini Petrarcone ed Enzo Salera hanno preparato i siluri contro l’Amministrazione D’Alessandro. L’invito di CMD’A a sotterrare l’ascia di guerra pare non abbia sortito l’effetto desiderato.

Il bulldozer Enzo Salera ha già sparato il primo colpo: ”Il sindaco ha alzato bandiera bianca di resa convinto dai suoi dirigenti, dai suoi collaboratori e dai revisori dei conti. Non sa che il calvario del comune di Cassino non durerà cinque anni ma dieci e più anni. Altro che ripartiamo”.

Ma se CMD’A è alle prese con il pallottoliere per vedere come andrà durante l’Assise di lunedì, anche nelle file del Pd sono impegnati con l’abaco. Stanno facendo la conta per vedere se il Partito, chiamato per la prima volta ad uno schieramento unitario in aula, sarà compatto o non lo sarà.

Circola voce che il Segretario cittadino Marino Fardelli avrebbe minacciato le proprie dimissioni. Per manifesto fallimento politico. Infatti, da quando è segretario, ha tentato in tutti i modi di riunire le due anime dei Dem cittadini, nelle quali si erano divisi alle scorse elezioni comunali, consegnando la città al centrodestra.

Ora c’è la concreta possibilità che i Consiglieri Pd continuino ad andare su due strade diverse, una volta arrivati al bivio del Bilancio.

Alle ultime riunioni interne non si sono visti i tre consiglieri del fronte che fa riferimento a Francesco Mosillo. I quali hanno una posizione sul dissesto che è differente da quella espressa dall’ex assessore e loro compagno di Partito Enzo Salera.

Il quale mercoledì sera ha aggiornato il Pd cittadino sulla situazione. Ma il direttivo ha sciolto la seduta senza esprimere una posizione ufficiale ed unitaria.

Lunedì, si spaccherà il Pd?

 

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