Due tavoli, stesso ristorante: i destini del Cosilam si intrecciano al Mulino

I destini del Consorzio Industriale del Lazio Meridionale si intrecciano a tavola. Per ironia della sorte, nello stesso ristorante si sono incrociate due delle cordate che saranno determinanti per i futuri assetti. Al Mulino di Castrocielo, ad un tavolo gli imprenditori. All'altro, Abbruzzese con Ciacciarelli.

Hanno scelto l’angolo più riservato: quello a destra dell’ingresso del ristorante Al Mulino di Castrocielo. È l’unico nel quale chiunque entri non può vedere chi siano i commensali. Intorno al tavolino: il presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli, il presidente di Unindustria Frosinone Giovanni Turriziani, il presidente di Unindustria Cassino – Gaeta Davide Papa, il presidente uscente del Cosilam Pietro Zola.

Siccome al Destino il senso dell’ironia non manca, nell’altro lato della stanza, quello esposto agli occhi di tutti, stavano seduti il vice responsabile nazionale degli Enti Locali di Forza Italia Mario Abbruzzese ed il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli.

Stesso argomento di discussione a due tavoli separati da un’intera stanza: i destini del Cosilam.

 

La conta ci sarà prima della fine del mese: il centrosinistra schiererà il sindaco di Aquino Libero Mazzaroppi, il centrodestra non ha ancora incassato il si ufficiale di Mario Abbruzzese. Gli industriali stanno decidendo quale partita giocare.

La matematica dice che la partita è ancora aperta. La politica no.

 

Sotto il profilo numerico gli Industriali sono l’ago della bilancia, insieme alla banca Popolare del Cassinate ed alla Popolare del Frusinate. Il centrodestra ha un leggero vantaggio perché Cassino è il socio pubblico di maggioranza relativa. Il centrosinistra può ribaltare il fronte solo con un’alleanza che lo veda unito con gli imprenditori.

Sotto il profilo politico, se Mario Abbruzzese decidesse di scendere in campo potrebbe contare sul 52% del Capitale Sociale: perché ci sono sindaci ‘civici’ che non gli negherebbero l’appoggio. Come Piedimonte San Germano e San Giorgio a Liri. Lo vedrebbero di buon occhio anche alcuni privati, come ConfimpreseImprese.

 

Il punto di equilibrio potrebbe essere il nome di Pietro Zola: il presidente uscente. È l’imprenditore che per avviare il risanamento del Cosilam ha lasciato le sue aziende, rinunciato allo stipendio ed ai rimborsi che competono alla carica, messo di tasca sua i soldi per la benzina.

Un ruolo che nessuno dei fronti mette in discussione. E che entrambi intendono riconoscere.  Entrambi sarebbero pronti a spalancargli le porte del Consiglio d’Amministrazione se solo lui volesse continuare.

Il tavolo degli industriali pare che fosse riunito proprio per questo. Pietro Zola potrebbe entrare in CdA su designazione della Camera di Commercio. Marcello Pigliacelli sarebbe pronto a dare il via libera, gli imprenditori si sentirebbero garantiti da un suo ruolo du supervisione.

 

In serata gli imprenditori si sentiranno con Mazzaroppi. Che ha già appuntamento con il capogruppo regionale del Pd Mauro Buschini.

Un dato è chiaro: non si andrà allo scontro. Perché – come insegnava il generale Sun Tzu 1400 anni prima di Cristo – la migliore battaglia è quella non combattuta. Se l’avversario è vincente ti conviene allearti. E contrattare magari un posto in CdA.

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