È in atto una ‘sostituzione etnica’ dei bimbi italiani: scontro in Regione

Scontro in Aula sul 'Pacco Mamma': il bonus per sostenere le famiglie nel primo anno di vita del neonato. Ma si accende la lite sulla 'sostituzione etnica' in atto: più bimbi stranieri nelle culle. "Voi non siete umani”.

Camilla de Tourtrissac
Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Lo scontro si accende quando il dibattito in Aula è in corso da 4 ore e 51 secondi. In Regione si discute del Collegato al bilancio: c’è una serie di norme che riguardano in modo trasversale quasi tutti. Gianluca Quadrana, consigliere della Lista Zingaretti, è fasciato nel suo maglioncino ‘a lupetto‘ di colore blu sotto una giacca nera. Fissa i banchi dove siedono i colleghi del Gruppo di Fratelli d’Italia e lancia la sua accusa, fredda come una sciabolata: “Parlare di bambine e bambini riferendosi ad una farneticante ‘sostituzione etnica’ non è cristiano e non è neanche umano, quando dite queste cose voi siete disumani”. Se avesse lanciato una Molotov l’incendio non sarebbe stato altrettanto vasto.

Il Pacco Mamma

Chiara Colosimo (FdI)

Tutto è legato all’emendamento proposto da Fratelli d’Italia. Lo ha illustrato il consigliere Chiara Colosimo. Si chiama “Pacco Mamma“: è una norma che prevede un aiuto con cui sostenere le famiglie durante il primo anno di vita dei neonati; dai pannolini ai biberon, dai ciuccetti fino al trasportino.

L’emendamento è il numero 459. E – spiega Chiara Colosimo – “cerca di proporre un rimedio al Lazio con le culle vuote. Parlo di una politica che non si occupa dei nascituri. In Italia è in corso il ricambio naturale più basso dal 1918: qui non nasce più un figlio”.

Spiega allora i contenuti del Pacco: “Per sostenere la maternità proponiamo di prendere in carico la donna in gravidanza, con tutto quello che necessita alla donna che aspetta un figlio, tranne i servizi clinici e strumentali perché sono già forniti dal Servizio sanitario Regionale”.

In pratica una valigia con il kit base per sostenere bimbo e mamma durante il primo periodo di vita del neonato. “Il problema non è la sostituzione etnica, non è fare finta di niente, noi vogliamo sostenere tutte le fasce sociali soprattutto quelle più in difficoltà nel mettere in mondo un figlio”.

Vergogna

Gianluca Quadrana

A nome del governo Zingaretti il vice presidente Daniele Leodori esprime parere contrario: “siamo nel piano di rientro dal debito sanitario, non possiamo aggravare le spese in quel settore. Però è possibile ripresentare l’argomento sotto forma di Ordine del Giorno ed aprire un dibattito più ampio”.

L’aula sta già per passare al punto successivo. Ma il consigliere Gianluca Quadrana chiede la parola. Il presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini gliela concede, senza immaginare l’incendio che sta per accendersi.

Premette il consigliere “Parlo a titolo personale. E annuncio voto favorevole. Questo tema finora è stato disatteso dalla politica tutta e finalmente ora viene messo ai primi posti dell’agenda”. Fin qui nulla di strano.

Poi però prosegue: “Ma vorrei sottolineare alcune cose. Una può sembrare scherzosa: perché chiamarlo Pacco Mamma e non Pacco Genitori, visto il ruolo che nella procreazione ha anche il sesso maschile, visto che spesso voi (rivolgendosi ai banchi di FdI) sottolineate la naturalità dei rapporti tra i sessi”.

La prima frecciata è lanciata. Ma subito c’è la seconda: «Non riesco a capire, sarà un mio deficit, perché questo pacco verrà distribuito, se approveremo questo emendamento, solo a quelle famiglie o quelle donne che dal IV mese sono state seguite dalla struttura sanitaria».

È il terzo punto ad innescare l’incendio. «Non sono credente. Ma sono molto rispettoso della religione. E mi sento parte di una cultura lata e diffusa che è quella del Cristianesimo. Quando voi in Aula parlate di sostituzione etnica vi dovreste vergognare! Vergognare!! Vergognare!!!»

Mauro Buschini stava studiando le carte dell’emendamento successivo: sobbalza dalla sedia. Dai banchi di Fratelli d’Italia si è levato un boato all’indirizzo del consigliere Quadrana. Che imperterrito prosegue: «Parlare di bambine e bambini riferendosi ad una farneticante sostituzione etnica non è cristiano e non è neanche umano, quando dite queste cose siete disumani».

Parlano i dati

Foto © Imagoeconomica / Sergio Oliverio

Dai banchi di FdI protestano. Gridano. Chiedono la parola. Il presidente Buschini capisce che se non governa subito le fiamme rischia di prendere fuoco tutto. Prova a tagliare corto. Ma Chiara Colosimo è incontenibile. E le concede la parola per replicare.

«Tanto per iniziare volevo chiarire che si chiama Pacco Mamma perché va a coprire le visite che, durante la gravidanza, fanno le donne a meno che non mi sia persa qualcosa nel frattempo».

E poi il nodo centrale: «Sono i numeri che raccontano che nascono tanti bambini stranieri in questo Stato. Ma io non mi sono mai sognata di mettere un discrimine: ho solo fatto riferimento a dei dati. Sono i dati che dicono che nascono più bambini da genitori stranieri che italiani. Io non faccio differenza. Non attribuitemi cose che qui non sono scritte» .

Buschini interrompe entrambi. Chiude i microfoni. Passa la palla a Leodori per fargli spiegare il motivo tecnico del no all’emendamento. Ma in sottofondo si sentono i Fratelli d’Italia e Quadrana che continuano a strepitare. FdI accusa il presidente di avere consentito a Quadrana di insultarli, Buschini discetta sul fatto che la parola ‘Vergogna‘ non sia un insulto “e poi, in quest’aula, è stata pronunciata da entrambe le parti con molta frequenza, nel corso di questi anni“.

Fino a quando Chiara Colosimo dice: «Si, accetto di ritirare l’emendamento per trasformarlo in Ordine del Giorno. Accetto perché così posso riaprire questo fantastico dibattito». Come a dire: non finisce qui.