E Fardelli dice si: «Vediamoci, senza pregiudizi né ricatti»

Si vedranno. La data la fisseranno lunedì. Il consigliere regionale Marino Fardelli e l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone incontreranno Salvatore Fontana ed il gruppo di Io Democratico.

E’ un si al segnale lanciato dal gruppo Pd che alle scorse Primarie si è schierato con Emiliano (leggi qui). Nelle ore scorse Fontana aveva detto «Siamo stati alleati alle scorse elezioni comunali, nel nome di Petrarcone. Va chiarito se la vecchia alleanza è ancora valida. Incontriamoci e decidiamo se siamo ancora un gruppo o siamo separati».

Il vero obiettivo è l’alleanza con cui determinare il segretario del circolo Pd di Cassino nel prossimo congresso di luglio. E’ il Congresso che dovrà ricostruire la sezione, dopo la frantumazione avvenuta un anno fa al momento di decidere il candidato da appoggiare alle Comunali: un gruppo aveva seguito Francesco Mosillo, un altro gruppo aveva deciso di appoggiare la ricandidatura di Giuseppe Golini Petrarcone, un altro si era schierato con Marino Fardelli che poi però aveva ritirato la candidatura per convergere sull’ex sindaco.

Le Primarie per l’elezione del segretario nazionale, hanno visto per la prima volta insieme sotto la stessa bandiera, i voti dei sostenitori di Mosillo e quelli dei fedelissimi di Petrarcone – Fardelli. Tutti uniti nel listone renziano. E’ stata l’occasione per aprire il tema del dialogo e della ricomposizione (leggi qui ‘Prove di pace nel Pd, Alfieri come mediatore’). Un’eventuale intesa tra i due blocchi, taglierebbe fuori dai giochi Fontana relegandolo ad un ruolo di minoranza interna nel Circolo. Ma l’area di Io Democratico, politicamente è più vicina a Petrarcone di quanto lo sia quella di Mosillo.

Proprio per questo, Fardelli ha preso al balzo il segnale lanciato da Fontana. E questa mattina, mentre era in viaggio per Roma, ha detto: «Per quanto mi riguarda sono favorevole all’incontro. Purtroppo in queste ultime due settimane non c’è stata occasione per vederci: colpa di un’agenda troppo fitta tra impegni in Regione e familiari. Ma da lunedì metteremo mano a questo capitolo: abbiamo il dovere, tutti, di esaminare ogni spiraglio ed ogni possibilità di giungere ad un’unità del Circolo. E se non fosse possibile l’unità, un legittimo e reciproco riconoscimento di una maggioranza e di un’opposizione. Proprio per questo, abbiamo il dovere anche di sederci al tavolo del confronto senza pregiudizi, senza posizioni preconcette e senza aree non negoziabili».

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