«A Frosinone rivendicheremo la candidatura»

Il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone: «Abbiamo le carte in regola. Quanto successo a Sora è molto grave»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«Forza Italia resterà protagonista anche in provincia di Frosinone. Le motivazioni ci sono e abbiamo una classe dirigente nuova nei Comuni, che può fare riferimento a referenti provinciali assolutamente all’altezza della situazione. Mi riferisco ai subcommissari Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli». Così Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale di Forza Italia. Il quale fa il punto della situazione alla vigilia di una tornata amministrativa importantissima a livello nazionale ma pure in Ciociaria. Dove i Comuni al voto il 3 e 4 ottobre saranno 24. Alatri e Sora Sono i due centri più grandi e importanti nei quali si vota. Gli unici dove è previsto il ballottaggio se al primo turno nessuno dei candidati a sindaco raggiungerà il 50% più uno dei consensi.

Fazzone agli alleati: Poi faremo i conti

Claudio Fazzone ed i dirigenti provinciali di Forza Italia

Il centrodestra è unito in entrambi i casi, ma le storie sono diverse. Perché a Sora è successo di tutto e di più e il sostegno degli “azzurri” a Federico Altobelli è arrivato sul filo di lana. Spiega Claudio Fazzone: «Da sempre la regola alla quale mi ispiro è una: far decidere ai livelli locali del partito, soprattutto quando ci sono dei problemi. Ad Alatri nessun problema. A Sora che devo dire? Quanto accaduto è politicamente grave e a bocce ferme bisognerà fare una riflessione importante».

«Però vale la pena di ricordare come sono andate le cose. Il tavolo regionale del centrodestra si era concluso con la decisione che il candidato sindaco di Sora sarebbe andato “in quota” a Fratelli d’Italia. Ed era stato indicato il dottor Giuseppe Ruggeri. Ecco, se la storia fosse terminata a questo punto, avremmo sicuramente vinto le elezioni comunali. Invece è successo che alcuni esponenti di partiti alleati si sono messi di traverso e hanno ribaltato il tavolo».

«E lo dico senza filtri: quanto accaduto a Sora nella nostra coalizione di centrodestra non è politica. Non c’entra nulla con la politica. Ma dimostra pure che i partiti non sono più organizzati come un tempo. Quando si prendevano decisioni per situazioni del genere, magari si avviavano pure procedimenti di espulsione dai partiti stessi. Certe ambiguità politiche non possono essere tollerate».

Continua Claudio Fazzone: «Non è mio costume entrare in casa d’altri e non lo faccio. Però in un determinato momento davvero non si è capito a chi spettasse decidere. Adesso però bisogna guardare avanti. C’è un altro candidato a sindaco Federico Altobelli. Noi lo sosteniamo e come centrodestra abbiamo comunque la possibilità di poter vincere le elezioni. Dobbiamo dare tutto».

Frosinone sullo sfondo

Adriano Piacentini (Foto: AG. IchnusaPepers)

A giugno 2022 sono in programma le elezioni comunali di Frosinone. Quella del capoluogo sarà la “madre di tutte le battaglie politiche” in Ciociaria. Nel 2012 la prima vittoria di Nicola Ottaviani segnò la fine del centrosinistra che per anni era stato protagonista. Ora si profila un altro appuntamento di straordinaria valenza.

Claudio Fazzone lo dice in modo forte e chiaro. Così: «Al Comune di Frosinone Forza Italia rivendica la candidatura a sindaco. Abbiamo le carte in regola e le persone giuste». Il riferimento è ad Adriano Piacentini, presidente del consiglio comunale e uno dei tre subcommissari provinciali di Forza Italia.

Fazzone non entra in quelle che saranno le dinamiche dinamiche del centrodestra per la scelta del candidato sindaco. Se cioè verranno effettuate le primarie oppure se si arriverà ad una sintesi di tipo politico. Però il segnale è chiaro: gli “azzurri” rivendicano la candidatura a sindaco.

I “papabili” non mancano. Oltre a quello di Adriano Piacentini, circolano i nomi del capogruppo della Lega Danilo Magliocchetti, degli assessori Riccardo Mastrangeli (tecnico), Antonio Scaccia (Lista per Frosinone) e Massimiliano Tagliaferri (Lista Ottaviani). E pure quello dell’assessore Fabio Tagliaferri, che recentemente ha aderito a Fratelli d’Italia.

Il sindaco Nicola Ottaviani, che è pure coordinatore provinciale della Lega, non fa mistero di spingere affinché si celebrino le primarie. Ma è evidente che mancano troppi mesi. Inoltre, meno di un anno dopo saranno in programma le elezioni politiche ma pure le regionali del Lazio. Questo per dire che gli “incastri” delle candidature dovranno necessariamente essere tenuti in considerazione.

La questione Capitale

Foto: Imagoeconomica

Il turno delle comunali del 3 e 4 ottobre riguarda più di 1.200 Comuni italiani. Tra i quali Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli. Non c’è da girarci troppo intorno: la valenza politica è enorme. Soprattutto a Roma, dove il panorama politico è complesso e delicato.

Il centrodestra si è affidato ad Enrico Michetti, mentre il centrosinistra punta su Roberto Gualtieri. Ma ci sono pure, tra gli altri, la sindaca uscente Virginia Raggi (Movimento Cinque Stelle) e il leader di Azione Carlo Calenda.

Claudio Fazzone argomenta: «Le elezioni comunali di Roma non soltanto faranno la differenza, ma possono determinare un cambiamento nel vento della politica nazionale. Il centrodestra può vincere e dobbiamo farlo».

Chiediamo a Claudio Fazzone se il suo nome può essere tenuto in considerazione per la candidatura del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio. Risponde il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia: «Lasciamo stare questi discorsi, che non esistono. Le regionali si terranno nel 2023. Non è uno scenario all’ordine del giorno e non mi interessa. Certamente dovremo preparare l’appuntamento al meglio perché è arrivata l’ora che il centrodestra torni a guidare anche la Regione Lazio. Ma ci sarà tempo per organizzare le strategie vincenti. Ora pensiamo a vincere a Roma e anche nelle province. Possiamo farcela».

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