La tigna dei vecchi tempi in attesa del Frosinone nuovo (di A. Salines)

L'ANALISI Il Frosinone è ancora un cantiere aperto ma ritrova la tigna dei vecchi tempi. La vittoria con l'Ascoli scaccia le ombre e regala un'iniezione di fiducia

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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Vincere non è tutto, è l’unica cosa che conta”. Lo affermò per la prima volta Henry Russell “Red” Sanders, celebre quaterback e coach americano morto nel 1958 a Los Angeles. Un motto in seguito fatto proprio da Giampiero Boniperti e dalla Juve. E poi come si dice “chi vince festeggia e chi perde spiega”. Il Frosinone domenica doveva condurre in porto la partita e alla fine pur soffrendo le pene dell’inferno ci è riuscito in rimonta, bagnando l’esordio allo “Stirpe”. Grazie al guizzo vincente di Paganini sul fil di sirena e ad una tigna che è sempre stata una caratteristica dei giallazzurri. Gioiscono i risultatisti, storcono la bocca i giochisti. Ma ad inizio stagione non si può pretendere vittoria e bel gioco. 

Tre punti di fiducia

Frosinone-Ascoli 2-1

La sconfitta ad Udine contro il Pordenone aveva lasciato il segno e fino al 36′ della ripresa la gara contro l’Ascoli non faceva presagire nulla di buono. Bianconeri in vantaggio, canarini confusi, partita che sembrava ormai impiccata. Poi il carattere di Dionisi e soci è venuto fuori e nel giro di dieci minuti la partita è stata rovesciata. La vittoria è fondamentale ed è un’iniezione di fiducia. E scaccia qualche ombra che già aleggiava dalle parti del “Benito Stirpe” dove tra l’altro i ciociari la stagione scorsa hanno vinto una volta sola e non esultavano dal 3 aprile. Anche questo è un dato che va rimarcato. 

Un altro passo falso sarebbe stato difficile da assorbire e avrebbe creato ansia in tutto il mondo-Frosinone. Tre punti pesanti che consentiranno a Nesta di lavorare con tranquillità in questa sosta prima della difficile trasferta di Chiavari in casa dell’Entella, una delle tre squadre a punteggio pieno insieme alla Salernitana dell’ex ct Ventura e al Perugia. 

Un cantiere aperto

I due turni di Coppa Italia, superati brillantemente, avevano illuso che il Frosinone fosse più avanti e invece la formazione giallazzurra è ancora in rodaggio. Le prime due gare di campionato lo hanno certificato. E non potrebbe essere altrimenti considerando che rispetto alla stagione scorsa è cambiata radicalmente la filosofia di gioco. 

Frosinone-Ascoli 2-1

Il 4-3-1-2, disegnato da Alessandro Nesta, ha bisogno di tempo per essere digerito completamente dalla squadra. I meccanismi devono essere oliati e più di qualche giocatore fatica abituato ad un altro tipo di gioco. Tutti i reparti devono assestarsi e assimilare i movimenti che chiede Nesta. La difesa ha ballato sulle palle alte-inattive e ha patito la forza fisica degli avversari. Il centrocampo deve alzare l’asticella come velocità e qualità mentre l’attacco non ha inciso anche se nel finale l’innesto di Dionisi ha dato la scossa. 

C’è da sottolineare comunque che i numeri del match con l’Ascoli danno ragione al Frosinone e qualcosa vorrà dire: maggiore possesso palla (67.9% contro 32.1%), più tiri (20-12; 9-7 le conclusioni in area) e passaggi fatti (451-253) e riusciti (357-169), 7-2 il computo dei corner. Statistiche che sicuramente vanno tenute in considerazione anche se a volte possono trarre inganno.

Infortunati e giocatori in ritardo

Un cantiere aperto ma anche infortuni e giocatori in ritardo. In queste prime due partite Nesta non ha potuto contare su due rinforzi del calibro di Szyminski, difensore molto forte fisicamente e che avrebbe fatto veramente comodo, e su Rohden, centrocampista di spessore e nazionale svedese. Dionisi è appena rientrato dopo l’incidente patito in ritiro e non può essere sicuramente al top. Pure l’interno Haas deve trovare la condizione ottimale. Gli stessi Paganini e Brighenti durante la preparazione hanno avuto più di qualche acciacco.       

“Garra” ed umiltà

Frosinone-Ascoli 2-1

Rispetto alla sfida con il Pordenone, il Frosinone ha ritrovato lo spirito battagliero dei vecchi tempi. I canarini, malgrado le difficoltà e lo svantaggio, non si sono disuniti ed anzi hanno tirato fuori la grinta giusta per ribaltare la gara. Un segnale sicuramente incoraggiante in un campionato dove  il cuore e l’agonismo possono fare la differenza. Ed infatti le prime due giornate hanno messo in risalto un torneo dove si corre molto e il fattore fisico è fondamentale. Anche gli arbitri sono in linea e fischiano molto poco come succede storicamente in Inghilterra. 

Alla “Dacia Arena” di Udine invece il Frosinone si era letteralmente sgonfiato dopo la prima rete del Pordenone ed aveva toppato anche dal punto di vista del carattere. Non c’era stata insomma una reazione degna di questo nome. La reprimenda di Alessandro Nesta che aveva chiesto tanta umiltà è servita.

Mercato e sosta

Frosinone-Ascoli 2-1

Questa sera alle 22 finisce la lunghissima campagna trasferimenti. Il Frosinone deve annunciare l’attaccante serbo-americano Novakovich che sostituisce Ciofani. Un arrivo molto atteso e che dovrà alzare il livello del reparto avanzato. Ma non sono escluse operazioni last-minute. Il mercato nelle battute finali è sempre imprevedibile. Dopodichè i giochi saranno fatti e gli organici completi. 

Il campionato domenica si fermerà per gli impegni delle nazionali. Uno stop che permetterà a Nesta di completare la fase di rodaggio e soprattutto di recuperare quei giocatori ancora ai box. Non a caso il tecnico ha anticipato che saranno giocate alcune amichevoli per alzare il minutaggio e provare schemi.