Frosinone crolla col Sassuolo. Dagli spalti il coro: “L’anno prossimo gioco di sabato”

Il Frosinone perde un'altra delle partite che doveva vincere. In casa è ko con il Sassuolo per 2-0. Senza nemmeno provarci. Fischi e rassegnazione dagli spalti

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

FROSINONE (3-4-2-1): Sportiello; Goldaniga, Ariaudo, Capuano; Zampano, Chibsah, Maiello, Beghetto; Campbell, Ciano; Ciofani.

A disposizione: Bardi, Ghiglione, Molinaro, Gori, Soddimo, Perica, Sammarco, Brighenti, Cassata, Salamon, Krajnc, Pinamonti.

Allenatore: Longo.

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Lirola, Marlon, Ferrari, Rogerio; Duncan, Locatelli, Sensi; Berardi, Babacar, Di Francesco.

A disposizione: Satalino, Pegolo, Magnanelli, Lemos, Matri, Peluso, Magnani, Trotta, Dell’Orco, Bourabia, Brignola.

Allenatore: De Zerbi.

Terna arbitrale. Arbitro: sig. Eugenio Abbattista della sezione di Molfetta (Ba); assistenti sigg. Stefano Alassio della sezione di Imperia e Mauro Vivenzi della sezione di Brescia; IV Uomo, sig. Ivano Pezzuto di Lecce; VAR sig. Fabrizio Pasqua di Tivoli (Roma); Assistente VAR sig. Valentino Fiorito di Salerno.

Marcatore: 43’ pt Ariaudo (F. aut), 58′ Berardi (S)

Note: spettatori: 12.000 circa; angoli: 4-2 per il Frosinone; ammoniti: 23’ pt Chibsah, 34’ pt Rogerio; recuperi: 1’ pt;

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Un’altra sconfitta per il Frosinone. E questa fa più male di quella con il Napoli. Questa che era la gara da vincere a tutti i costi, o quantomeno quella in cui dare il 110%: si è trasformata in una vera e propria umiliazione. Una partita persa per 2-0 al cospetto di un Sassuolo che è sì un’ottima squadra, ma che allo “Stirpe” si è concesso il lusso di venire a passeggiare in stile Real Madrid. La squadra di Longo ha terminato in svantaggio un primo tempo in cui ha provato per una decina di minuti a vincerla, ma poi è nella ripresa che è accaduto l’inverosimile: invece di reagire il Frosinone si è letteralmente calato le braghe.

Fischio d’inizio

Longo torna all’antico e al 3-4-2-1, con Ciano e Campbell a supporto di Daniel Ciofani, nessuna sorpresa invece per quel che riguarda il resto delle scelte. De Zerbi invece conferma il 4-3-3 cambiando solo Bourabia con Locatelli rispetto alla gara con la Fiorentina, terminale offensivo è Khouma Babacar affiancato da Berardi e Di Francesco.

Il Sassuolo parte subito forte e prova a sorprendere il Frosinone muovendo rapidamente la palla, la squadra di Longo appare leggermente contratta. Al 4′ minuto Di Francesco converge al centro dalla sinistra e tira verso la porta, il pallone si trasforma in un assist per Babacar che arriva con un attimo di ritardo. La squadra di Longo risponde al 6′ con una punizione di Ciano, il sinistro del fantasista è a lato di poco. All’8′ lancio perfetto per Babacar che si infila tra Ariaudo e Capuano, l’attaccante stoppa in maniera spettacolare, ma ci mette una pezza il centrale piemontese.

La gara vive di fiammate, ma è il Sassuolo a guidare le operazioni con i ragazzi di Longo che puntano tutto sulle ripartenze. Al 17′ ancora Sassuolo: cross dalla sinistra per Babacar che gira di testa, ma alto. Il 4-3-3 di De Zerbi fornisce alla squadra neroverde la possibilità di avere sempre un uomo libero nella creazione della manovra, mentre il Frosinone è costretto a rincorrere.

Rare tracce del Frosinone

Il primo squillo del Frosinone è firmato Ciofani: combinazione sulla destra tra Ciano e Zampano, cross di quest’ultimo e colpo di testa del capitano, Consigli ricaccia il pallone. Dopo 23 minuti il risultato è sempre di 0-0, ma i giallazzurri hanno battuto un colpo. Al 29′ ancora una ripartenza del Frosinone vede Campbell poter giostrare al limite dell’area, il costaricano cerca Ciofani dentro, ma il suo pallone è troppo lungo. Al 32′ Ferrari è bravissimo ad anticipare Ciofani su una palla bassa di Beghetto, il Frosinone ora appare meno timoroso.

Doppia occasione Frosinone tra il 34′ ed il 35′: prima Consigli vola su un missile di Maiello, poi sul corner successivo nella mischia in area il pallone balla davanti la porta emiliana, ma nessuno riesce a spingerlo in rete. Sul più bello passa il Sassuolo: Duncan punta Capuano all’interno dell’area, il difensore è troppo tenero e gli concede uno spazio mortale, il ghanese crossa basso ed il pallone sbatte sul piede di Ariaudo che con un tocco mette fuori causa Sportiello. Al 44′ il Frosinone è sotto.

Il primo tempo finisce tra i fischi dello “Stirpe” ed è questo forse il riassunto più giusto per i primi quarantacinque di una gara che era da vincere, ma in cui il Sassuolo è padrone assoluto del campo.

Seconda parte

Nella ripresa Longo passa al 4-3-3, inserendo Cassata al posto di Capuano. Nei primi cinque minuti di gioco nonostante il cambio di modulo la situazione nella sostanza non cambia: il Sassuolo gioca, il Frosinone aspetta. Cosa non si riesce a capire. Dopo altri cinque minuti di possesso palla del Sassuolo i fischi dello “Stirpe” diventano la colonna sonora della partita, e non ce la sentiamo di dire che ci sia qualcosa di sbagliato.

E l’epilogo più giusto è il raddoppio del Sassuolo che arriva al 58′: la difesa del Frosinone è piazzata malissimo, Duncan allarga per Berardi che tutto solo in area ha il tempo di stoppare, pensare e piazzare il sinistro sul palo più lontano. Il gol del 2-0 spinge lo stadio a chiedere alla squadra di tirar fuori gli attributi, ma non c’è alcun segnale di vita, anzi, il Sassuolo è sempre più in fiducia. Longo tira fuori Campbell e Chibsah ed inserisce Soddimo e Pinamonti, una mossa disperata, ma la situazione è tale da giustificarla.

“L’anno prossimo gioco di sabato”

Al 66′ il Sassuolo rischia di triplicare: cross al bacio di Duncan e Ferrari salta tutto solo in area, schiacciando un po’ troppo con il pallone che schizza sulla traversa.

Dopo settanta minuti la tifoseria prende coscienza che la retrocessione è solo una questione di tempo ed intona il coro delle promozioni dalla C alla B: “Tanto già lo so, che l’anno prossimo gioco di sabato”. E dal campo non accade nulla, nessuno scatto d’orgoglio, il niente assoluto.

Quello del Sassuolo è un torello, i giocatori giallazzurri allargano le braccia sconsolate, dagli spalti la frustrazione viene acuita dagli “olè” di scherno dei tifosi. All’85’ Pinamonti ricorda un po’ a tutti che si potrebbe tentare anche di attaccare e tira col destro da 25 metri, ma Consigli si distende. Gli ultimi minuti hanno un valore meramente statistico, perché la partita è finita da tempo, ed è finita davvero male.

Non siamo troppo duri se affermiamo che la stagione del Frosinone è finita qui. Perché a meno di scosse davvero mai viste, la salvezza è un’utopia. Se non riesci neanche a provare a vincere una partita, come puoi tentare di salvare la categoria? 

Certo è che stavolta, sotto la curva nord, la squadra non si è neanche fermata, ha raccolto i fischi passando: anche questo è un segnale. A Maurizio Stirpe l’onere di riannodare i fili.

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