Frosinone, se le elezioni slittano da giugno a ottobre…

Se ancora una volta la curva dei contagi dovesse portare a votare in autunno, quali sarebbero gli effetti nel capoluogo? Coalizioni, partiti, liste civiche e candidati dovrebbero fare i conti con una variabile chiamata “logoramento”.

Negli ultimi anni le elezioni comunali di primavera sono state rinviate in autunno. Causa Covid. E quest’anno? Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla salute, ha spiegato come il forte aumento dei contagi di queste ultime settimane non c’entra nulla con la variante Omicron. Semplicemente perché in Italia Omicron non ha ancora dispiegato i suoi effetti. Vuol dire che la situazione  dovrà essere rianalizzata dopo Natale.

Tanto per fotografare la situazione: solo oggi ci sono stati 20mila contagi, lo stato di emergenza è stato prorogato, la situazione si sta facendo così seria che gli analisti ritengono possa inchiodare Mario Draghi a palazzo Chigi. Omicron si sta diffondendo ad una velocità mai vista in Europa e presto sarà la versione dominante del Covid-19. L’Italia oggi ha disposto restrizioni per tutti gli arrivi dai Paesi dell’Unione Europea.

I mesi decisivi saranno febbraio e marzo, quando la percentuale di terze dosi sarà sicuramente più cospicua di quella attuale. Soltanto allora si deciderà se votare a giugno oppure se rinviare a settembre-ottobre. 

Se dovesse accadere…

Foto © Paolo Cerroni / Imagoeconomica

Guardando alla curva dei contagi. Tra i Comuni al voto c’è Frosinone, il capoluogo. L’incertezza sui tempi è un fattore che coalizioni, Partiti e liste civiche devono considerare. Soprattutto perché sia il centrodestra che il centrosinistra intendono scegliere il candidato attraverso la celebrazione delle Primarie.

In effetti però il tema può essere affrontato sotto un duplice punto di vista. L’eventuale rinvio è un’opportunità oppure una penalizzazione? A Sora è accaduto: l’ondata di Covid ha costretto al rinvio delle elezioni Comunali. Erano previste per la fine della primavera scorsa ma è stato necessario farle slittare ad ottobre. Ed il quadro politica è stato stravolto, incidendo sul risultato finale.

La situazione nei poli

A Frosinone, nel centrodestra la frattura tra Fratelli d’Italia e il resto della coalizione che sostiene Nicola Ottaviani (sindaco e coordinatore provinciale della Lega) è molto più profonda di quello che appare. Ottaviani ha già deciso che ci saranno le Primarie: a marzo se si vota a giugno, a giugno se alle urne si va a settembre-ottobre. Il parterre dei possibili candidati è sempre lo stesso: Riccardo Mastrangeli, Antonio Scaccia, Adriano Piacentini, Danilo Magliocchetti, Massimiliano Tagliaferri. Potrebbe aggiungersi qualche outsider.

Le bandiere sul municipio di Frosinone

Fratelli d’Italia non vuole prescindere dalla logica della coalizione di centrodestra: il senatore e leader provinciale Massimo Ruspandini e il portavoce cittadino Fabio Tagliaferri stanno lavorando per questo. Se poi si faranno le Primarie o se invece la candidatura a sindaco verrà decisa sui tavoli regionale e provinciale è un altro discorso. Però al momento la distanza che separa Nicola Ottaviani da Fratelli d’Italia è siderale.

Nel centrosinistra alle primarie parteciperanno quasi sicuramente Mauro Vicano, Stefano Pizzutelli e Christian Bellincampi. Forse se ne aggiungeranno altri, ma lo schema è quello di un Campo Largo che parta dal centrosinistra e arrivi fino alle liste civiche provenienti dal centrodestra.

C’è anche una parte di centrosinistra, con il Psi al centro, che è su posizioni differenti. Per il partito di Schietroma le primarie non sono la scelta migliore e le liste civiche trasversali non possono rappresentare il punto di partenza. Se alla fine le elezioni dovessero slittare in autunno, causa Covid, ci sarebbe una ulteriore variabile da considerare: il rischio di logoramento di partiti, civiche, coalizioni e aspiranti candidati.

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