Il futuro è al litio e passa per Cassino

Fincantieri entra nel settore della produzione di batterie per la nautica. Nasce la joint venture Power4Future. Dentro c'è un pezzo di Cassino. E tanta della sua genialità

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

La sua costituzione, all’insegna della mobilità elettrica, è stata annunciata ufficialmente alla vigilia del Salone Nautico di Venezia. Per nove giorni si è fatta conoscere al mondo in uno degli oltre cento espositori dell’indotto della nautica. È stata lanciata dalle Tese delle Nappe, la parte coperta dell’Arsenale della città lagunare. Si chiama Power4Future. Ed è una joint venture di Fincantieri SI e Faist Electronics per la produzione di batterie al litio: quelle che nel 2019, per esser così tanto sviluppate da essere i migliori alimentatori ricaricabili di dispositivi elettrici, hanno vinto il Nobel per la chimica.

L’accordo è stato stretto dalle società controllate da due noti colossi. Da una parte, operante da Trieste, c’è il più importante gruppo navale d’Europa nonché tra i migliori a livello internazionale. Dall’altra parte, ramificata da Londra, Faist: 32 sedi operative al mondo che applicano le tecnologie più innovative nella produzione di componenti e assiemi.

La scossa di Cassino

L’annuncio dato dal Tg1

Perché le “figlie” delle rispettive case madri si sono unite? Perché Fincantieri Sistemi Integrati è leader nell’integrazione di sistemi di propulsione elettrica e impianti elettromeccanici complessi nel Cold Ironing e nell’Energy Storage terrestre: nell’energia marittima alternativa e nell’immagazzinamento di energia. E Power4Future intende essere un partner di riferimento anche nei comparti in cui eccelle Faist Electronics: automotive, telecomunicazioni e macchine di movimentazione.

Del Gruppo Faist, per la ricerca e lo sviluppo, fa parte anche l’E-lectra di Cassino: lo spin off dell’Unicas detenuto al 54% dalla holding fondata da Gianfranco Natali e per la restante parte anche dall’ingegnere elettrico e docente Giuseppe Tomasso. E al Salone Nautico di Venezia, vista altresì la presentazione della  Mole Urbana in cui ci ha messo lo zampino, c’era anche lui: l’uomo che sussurrava ai cavalli elettrici.

Il futuro è al litio

Uno dei convegni al Salone Nautico di Venezia

La partnership industriale che risponde al nome di P4F scatterà con la realizzazione di un sito per la produzione delle batterie al litio. L’energia totale erogata in 5 anni sarà di oltre 2 Gigawattora: si immagini un multiplo di 109.

Gli step saranno quattro: progettazione, assemblaggio, commercializzazione e post vendita. Anche in relazione al BMS (Battery Management System), il sistema elettronico che gestisce e monitora la batteria, e agli ausiliari: anticendio e condizionamento.

In generale, è anche il contributo del duo Fincantieri-Faist a uno dei fondamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): la decarbonizzazione dell’Italia, ovvero slegarsi dal carbonio-idrogeno per puntare una volta su tutte sulle energie rinnovabili. Nei trasporti e nei porti italiani.   

La sfida green

«Di fronte all’esigenza di una sempre maggiore capacità di accumulo, le batterie agli ioni di litio sono oggi l’unica soluzione tecnicamente ed economicamente sostenibile per imbarcazioni full electric e per questo rappresentano uno degli asset di maggiore importanza anche per l’industria navale, oltre che per tutti gli altri settori in cui potremo operare attraverso la nuova società». Lo ha dichiarato Giuseppe Bono: l’amministratore delegato di Fincantieri.

Giuseppe Tomasso

E il presidente di Faist, Gianfranco Natali, si è detto «orgoglioso di questa collaborazione con il simbolo dell’eccellenza cantieristica italiana e non solo – ha esternato dopo l’annuncio della joint venture -. Per un’energia verde, le batterie ed i sistemi di accumulo agli ioni di litio saranno il nuovo “serbatoio di carburante” per la mobilità marittima e terrestre del futuro».

Nella cassinate E-lectra di Tomasso, socio di Natali, si sta sviluppando intanto anche il powertrain elettrico – il gruppo propulsore – della Mole Urbana: il quadriciclo elettrico disegnato dal designer Umberto Palermo. È la pop car che sarà messa in vendita nel 2022 a un prezzo oscillante tra i 14 e i 18 mila euro. E potrà essere guidata da 14 anni in su. Ma è stata ideata tanto per la mobilità delle persone quanto per il trasporto di merci: con tanto di componenti riciclabili e sistema ausiliario di ricarica solare.

Il quadriciclo

«Il prototipo, presentato il 2 luglio 2020 al Museo Nazionale dell’Automobile, è diventato in meno di un anno un prodotto industriale – ha annunciato Palermo dal Salone Nautico di Venezia -. La previsione di volumi di vendita è legata all’esito di importanti trattative in corso con aziende italiane ed estere».

Il quadriciclo elettrico Mole Urbana

La gamma comprende La Small (due posti), La Corriera (4 posti), Il Pick-up e, per il delivery, 4 versioni da lavoro. Tutte con un’autonomia tra i 100 e i 200 chilometri. La velocità può superare i 50 km/h ma viene limitata per rispettare la legge. Il designer Palermo ha anche disegnato e presentato delle colonnine di ricarica elettrica artistiche: si integrano nei centri urbani rispettando il loro stile. La loro tecnologia? Sempre sviluppata dell’E-lectra: un’eccellenza creata da Tomasso all’interno dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Merdionale. E inglobata dal patron Natali nel Faist Group. Quello che, per la mobilità elettrica, collabora ormai con Fincantieri.  

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