Il Pd traccia la rotta per il 2022 nel nome di Proietti

Il tesseramento del Pd ad Anagni traccia la rotta politica per il 2022. Nulla da spartire con le 33 tessere del 2018. Ora gli iscritti ci sono. E molti sono volti nuovi. C'è un segnale preciso

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

I numeri ufficiali ancora non ci sono. Ma gli ordini di grandezza sì. E parlano chiaro. Ad Anagni il tesseramento del Pd che si è tenuto negli ultimi giorni ha fatto registrare (dato di ieri sera) circa 150 tessere (ma potrebbero essere di più). Numeri importanti, soprattutto se si prende come punto di riferimento un altro numero, il 33. Il numero delle tessere che erano state sottoscritte nel 2018, durante il congresso legato alla fase commissariale, in cui il Partito era stato gestito da Francesca Cerquozzi dopo la batosta delle comunali del 2018.

Lì davvero il Partito era arrivato al limite della dissoluzione, tra drammatiche rese dei conti dopo il tracollo elettorale e faide interne tra gruppi di potere l’un contro l’altro armati.

Il risultato della scommessa

L’elezione del Segretario di Anagni Egidio Proietti

In questo senso, l’arrivo di Proietti, nell’estate successiva, era stato salutato come una svolta necessaria. E si era detto che il successo di quella Segreteria sarebbe stato deciso dall’atteggiamento del neo segretario. Che avrebbe dovuto cercare di risvegliare una sinistra addormentata in città. Mentre in caso di gestione timida, tesa più al rispetto dello status quo che ad una svolta necessaria, ci sarebbe stato un fallimento.

A tre anni di distanza, e con in mezzo tutto quello che è successo, a partire dal covid, Proietti sembrerebbe aver vinto questa scommessa. Anche perché, fanno notare dall’interno del Partito anagnino, molte di quelle tessere sono nuove, frutto della scelta fatta da più di qualcuno d’entrare ex novo nel Partito. A dimostrazione, ancora una volta, che la strategia di Proietti ( che certo ha avuto pause e commesso sbagli, come tutti) sta funzionando.

Anche grazie, va detto anche questo, all’azione di dirigenti nuovi, come Luigi Vecchi ad esempio, che si sbattono sul territorio per far risalire il Pd nella città dei papi.

Una risposta ai critici

Vittorio Save Sardaro

Il risultato di Anagni ha anche l’effetto, automatico a  questo punto, di mettere in secondo piano le voci critiche nel Partito. Come quella di Vittorio Save Sardaro, che solo qualche giorno fa si era scagliato direttamente contro le iniziative del Segretario, definendole illegittime.

E come quella dei fratelli Tagliaboschi, a partire dal consigliere comunale Sandra Tagliaboschi, che non avevano mai nascosto le loro riserve contro l’azione del Segretario. Senza dimenticare Maurizio Bondatti, pure lui piuttosto critico nei confronti della nuova stagione democrat ad Anagni.  

Se in politica contano i numeri, allora i numeri dicono che c’è una platea in città che ha scelto di dare fiducia a Proietti.

Il quale però ha davanti a sé, adesso, il compito forse più delicato. Quello di confermare con le sue scelte il credito che gli è stato assegnato. Ovvero, andare avanti con determinazione sulla strada di quel campo largo da realizzare contro il centro destra di Natalia. Cercando di allargare l’orizzonte oltre quello del centrosinistra tradizionale e coinvolgendo anche forze più moderate ma non necessariamente alternative al campo progressista. E recuperando, magari, forze che, almeno al momento, sembrano essersi allontanate. (Leggi qui Tre tronconi per il Pd verso le elezioni).

La rotta verso le Comunali

Non farebbe male anche un’azione politica più forte sul territorio, evidenziando con maggior forza le contraddizioni ed i punti deboli ( che ci sono)  dell’amministrazione di centrodestra. E sarebbe auspicabile, almeno una volta nella  vita, non arrivare al giorno prima della scadenza per proporre  un nome concreto come candidato a sindaco.

Nomi, anche autorevoli, sul campo, ce ne sono. Bisogna cercarli e convincerli con una proposta seria. Che è esattamente il compito del Pd di Anagni nel 2022.

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