La Camera dei… veleni: il primo derby va a Latina (di C. Trento)

Scontro durissimo ieri all’elezione del rappresentante degli ordini professionali. Designato Efrem Romagnoli. Due deleghe non ammesse. E La Ciociaria se ne va

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Tanto tuonò che… grandinò. L’iter che porterà alla costituzione della Camera di Commercio del Basso Lazio è iniziato con un derby al veleno tra Frosinone e Latina.

Ieri, presso la Camera di Commercio di Latina, si è svolta la votazione per eleggere il rappresentante degli ordini professionali nel prossimo Consiglio Camerale, che sarà composto da 33 membri.

La sede della Camera di Commercio a Latina

È stato eletto Efrem Romagnoli, con 12 voti (lui si è astenuto e quindi in realtà erano 13 i presenti in fase di votazione), tutti degli ordini professionali della provincia di Latina. Perché quelli della provincia di Frosinone sono andati via dopo che Pietro Viscusi, commissario ad acta per la costituzione della Camera di Commercio del Basso Lazio, non aveva ammesso due deleghe di altrettanti ordini professionali della provincia di Frosinone. E precisamente, dell’ordine degli Architetti e di quello delle Professioni Infermieristiche. 

In assemblea erano presenti in totale 28 persone, 26 dopo che le due deleghe non erano state ammesse. In teoria, considerando tutti i 28 presenti, la situazione sarebbe stata di assoluta parità territoriale: 14-14. Ma in quel momento in aula si è scatenata la bagarre. Molto netti gli interventi di Vincenzo Galassi (presidente dell’ordine degli Avvocati di Frosinone), Gianluca Giannichedda (presidente dell’ordine degli Avvocati di Cassino) e, soprattutto, di Riccardo Mastrangeli, presidente dell’ordine dei Farmacisti della provincia di Frosinone.

È stato proprio Mastrangeli a suggerire ai rappresentanti degli ordini professionali di Frosinone di andare via, di non partecipare alla designazione. Perché sarebbe stato un atto più forte da un punto di vista “politico”. Vincenzo Galassi, presidente dell’ordine degli Avvocati di Frosinone, ha fatto verbalizzare «il fatto che non sono state accettate due deleghe e che a mio giudizio il divieto di delega non esiste». È chiaro che a questo punto gli ordini professionali della provincia di Frosinone decideranno se presentare ricorso contro la votazione di ieri. 

Il designato per gli ordini “ciociari” sarebbe stato il dottor Umberto Lombardi

La sede di Frosinone della camera di Commercio

Il commissario ad acta Pietro Viscusi spiega: «Avevo già spiegato che per quanto riguarda la delega, semplicemente non è ammessa. Mentre i vicepresidenti degli ordini professionali non ne hanno bisogno e infatti possono esercitare il diritto di voto tranquillamente. Lo avevo specificato sia nella convocazione del 23 dicembre che in una nota successiva. E anche la Regione Lazio era a conoscenza di questa interpretazione. Come tutti quanti del resto. Infatti non sono state ammesse due deleghe di altrettanti ordini, che avevano ritenuto di designare un tesoriere e un segretario».

In apertura di seduta Pietro Viscusi aveva detto, infatti, che si era assunto la responsabilità di questa interpretazione dall’inizio. Lasciando intendere però che se l’assemblea, all’unanimità, avesse votato una disposizione che gli avesse chiesto di riconsiderare l’interpretazione, avrebbe potuto aggiornare la seduta e verificare. Ma l’assemblea si è spaccata. Gli ordini professionali della provincia di Latina hanno fatto blocco, quelli di Frosinone pure. In un primo momento, tra i ciociari, c’era chi paventava un’astensione, poi però è passata la linea dura di Riccardo Mastrangeli. Tutti via. E strappo consumato sul nascere.

Al centro i due papabili presidenti: Acampora e Pigliacelli

Dice Riccardo Mastrangeli: «È stata scritta una pagina bruttissima, perché un progetto come quello della Camera di Commercio del Basso Lazio non può nascere in questo modo. Latina si è votata da sola il rappresentante».

Vincenzo Galassi aggiunge: «Se impugneremo la votazione? Valuteremo, certamente. Per quello che mi riguarda il divieto di delega semplicemente non esiste. La legge non lo prevede». Sulla stessa lunghezza d’onda Sandro Bartolini, vicepresidente dell’ordine dei dottori commercialisti della provincia di Frosinone. 

Va anche detto, però, che per quanto riguarda gli ordini professionali della provincia di Frosinone, in fase di votazione si sarebbero comunque registrate sette assenze. Non poche. Mentre sul versante di Latina, all’appello ne mancavano due. Un elemento sul quale riflettere.

Le polemiche “preventive” non erano mancate. Alla fine comunque il designato è Efrem Romagnoli.

Adesso toccherà alle associazioni di categoria, ai sindacati e ai vari enti indicare i loro rappresentanti.

Il consiglio della Camera di Commercio del Basso Lazio sarà composto da 33 membri, che poi eleggeranno il presidente. Intanto però si registra una distanza siderale da quel clima di governance condivisa che potrebbe fare la differenza. Clima da derby e falsa partenza quindi. Ma si prosegue comunque. 

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