La Lega agitata chiama un carabiniere

Il centrodestra adesso è ufficialmente diviso anche a Gaeta. La Lega propone il nome dell'ex appuntato dei carabinieri Italo Taglialatela come sindaco. Ma si rischia la spaccatura con Giuseppe Matarazzo: non invitato al Coordinamento. Dove avrebbe posto la sua candidatura. Il niet di Sabina Mitrano

Nemmeno a Gaeta. Il centrodestra non andrà unito alle elezioni Comunali nemmeno in quella che è stata l’ultima piazzaforte borbonica. Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega si presenteranno divise in due blocchi: esattamente come avvenuto lo scorso autunno a Formia, Minturno e Itri; come era successo nella tornata precedente a Terracina e Fondi. Com’è avvenuto a dicembre nelle elezioni Provinciali.

Il Carroccio non si riunirà all’alleanza che da due consiliature governa la città. Non starà con la coalizione che ancora una volta vedrà insieme Forza Italia, una parte del Partito Democratico, Fratelli d’Italia e liste civiche.

Il passo decisivo è stato compiuto l’altra sera durante la riunione del coordinamento comunale di Gaeta della Lega. Le assenze, pesanti, non sono mancate ma il gruppo dirigente del carroccio ha deciso di tracciare una linea di demarcazione. Il coordinatore comunale Vittorio Ciaramaglia ha lanciato la proposta di candidare a sindaco il carabiniere in pensione Italo Taglialatela.

Tutti dalla cantera di Cosimino

Italo Taglialatela

Itali Taglialatela ha avuto una breve frequentazione amministrativa con la Giunta di Cosimino Mitrano.  

Protagonista alle vittoriose amministrative del 2017 nella lista filo mitraniana “Il Quadrifoglio”, Taglialatela era stato nominato assessore alla Polizia Urbana e alla sicurezza  per via della sua appena conclusa attività professionale nell’Arma. Rimase in sella  soltanto quindici  mesi sino al 12 ottobre 2018 quando ci fu il primo rimpasto nell’esecutivo di Mitrano. Uscirono Antonella Vaudo, Mauro Fortunato e appunto Italo Taglialatela. Il suo sostituto venne individuato nell’attuale coordinatore comunale della Lega Vittorio Ciaramaglia.

Vittorio Ciaramaglia avrebbe dovuto occuparsi di Attività Produttive ma il ristoratore di Gaeta vecchia rimase in carica per meno di 12 ore. Da Nicola Zingaretti a Bruno Astorre passando per l’allora Segretario provinciale Pd Claudio Moscardelli arrivò un violentissimo pressing nei confronti di Mitrano: “Se non revochi quella delega al nuovo assessore proveniente da Forza Nuova, ce ne andiamo noi del Pd”. (Leggi qui Via l’assessore ‘fascista’ in 24 ore: ecco cosa c’è dietro il blitz politico).

Un appuntato per la Lega

Italo Taglialatela quando era in servizio

Da allora Ciaramaglia ha attenuato molto la sua visione radicale, entrando nella Lega ed edificando il Partito a Gaeta. Ora su input del capogruppo regionale Angelo Tripodi ha avviato una ricognizione con cui individuare il candidato sindaco alle amministrative di maggio. È così che si sono incrociate di nuovo le strade con Italo Taglialatela.

Italo Taglialatela, 59 anni, è gaetano d’adozione per via del suo trentennale lavoro presso l’ex Compagnia dei Carabinieri di cui è stato appuntato scelto. È il nome che Ciaramaglia  sottoporrà nelle prossime ore al Coordinamento provinciale della Lega ed al senatore Gianfranco Rufa. È componente del Coordinamento cittadino, vicino al capogruppo in Regione Lazio Angelo Tripodi.

Il coordinatore cittadino della Lega ha chiesto che i tempi di esame della proposta di Taglialatela non siano biblici perché – ha osservato Ciaramaglia – “per demeriti altrui abbiamo perso già sin troppo tempo”. La gomitata è per Fratelli d’Italia, con la quale la Lega ha sperato fino alla fine riuscire a costruire una coalizione alternativa a quella messa in campo da Cosimino Mitrano intorno al suo successore Cristian Leccese.

Il cortocircuito politico

Cristian Leccese

La corsa di Taglialatela avverrà alla testa di una coalizione in cui campeggi il simbolo della Lega. È figlia di un cortocircuito politico di cui il suo Partito è stato allo stesso tempo vittima ma anche protagonista. Per due ordini di motivi. Era stato Vittorio Ciaramaglia a tentare di convincere Fratelli d’Italia a sganciarsi dalla coalizione elettorale di Cristian Leccese per creare un asse alternativo all’interno del centrodestra. 

Manca solo l’ufficialità ma il consigliere comunale e portavoce di Fdi Marco Di Vista, contrariamente a quanto sostenuto sinora dal suo coordinatore provinciale Nicola Calandrini, ha deciso di tornare sotto lo stesso tetto elettorale che nel 2017 gli ha permesso di approdare in Consiglio comunale attraverso la lista surrogato del Pd, Gaeta Democratica.

La decisione di candidare Taglialatela è stata determinata anche dall’impossibilità di costruire una coalizione intorno alla professoressa Sabina Mitrano

Sabina dice no

Sabina Mitrano

L’incontro tra i due c’è stato  ma la disponibilità del coordinatore della Lega a dar vita ad una coalizione trasversale è stata rigettata dalla docente di lettere. “Caro Vittorio, ti ringrazio del tuo sostegno – gli avrebbe risposto Sabina Mitranoma ho nella coalizione altre sensibilità, politiche e culturali, un po’ lontane dalle tue”.

Sabina Mitrano è impegnata a costruire un polo civico che guarda a sinistra. Aggregare la Lega le avrebbe fatto perdere immediatamente l’appoggio garantitole da storici personaggi della sinistra gaetana come l’ex assessore  ai Servizi sociali di Sel Ersilia Vitiello e di Luca Armorini, esponente di primissimo piano dell’ambientalismo cittadino.

A questo punto  Ciaramaglia si è visto costretto ad effettuare un giro di orizzonte e decidere il profilo più identitario da schierare ai nastri di partenza della sfida amministrativa di primavera.

L’invito dimenticato

Giuseppe Matarazzo

Ha riunito il direttivo della Lega con una dimenticanza più o meno voluta: l’invito all’ex sindaco Dc Giuseppe Matarazzo. Come ha confermato l’interessato, non lo ha mai ricevuto.

In quella riunione è avvenuta la formale l’investitura a Taglialatela ora in attesa di essere ratificata dai vertici provinciali del carroccio. 

Matarazzo non ha commentata con un sorriso a 32 denti questa manovra del direttivo cittadino.  Ha ricordato che aveva offerto la sua disponibilità a candidarsi a sindaco, un’istanza che, a causa di veti interni, non è stata mai sottoposta ad un esame  e tantomeno ad un voto finale. 

La Lega di Gaeta ora rischia di agitare le sue acque. Il vulcanico avvocato Matarazzo si augura che la scelta di  Taglialatela resti solo una proposta del coordinamento comunale della Lega. Se dovesse formalmente arrivare a Latina, non perderebbe un istante a chiedere al commissario provinciale Rufa e al coordinatore regionale Claudio Durigon di avviare le procedure per commissariare il partito di Gaeta. 

Cristian Leccese, di fronte a questo scenario, sentitamente ringrazia…

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