La Lega “congelata” e quei silenzi che rafforzano Ottaviani

Foto: © Stefano Strani

La crisi nazionale ha stoppato le strategie di ribellione del Carroccio cittadino. Il sindaco vuole soltanto concludere il mandato: il fatto che non gli credano lo aiuta. Ma intanto la guerra di successione non si ferma. Spicca però il silenzio di Gianfranco Pizzutelli: il leader del Polo Civico (5 consiglieri) sa che con lui bisognerà fare i conti. Al momento opportuno però.

La crisi politica nazionale ha avuto l’effetto di mettere il silenziatore all’azione che la Lega stava portando avanti al Comune di Frosinone. Ricordate? Le dimissioni di Enrico Cedrone come consigliere comunale per far entrare in aula Mimmo Fagiolo. Poi la nomina di Cedrone a coordinatore cittadino a Frosinone, su indicazione dell’onorevole Francesca Gerardi, responsabile provinciale del partito. Su input del parlamentare e coordinatore regionale Francesco Zicchieri. Infine la nomina di Sara Bruni capogruppo della Lega in consiglio comunale.

Tutti segnali, spiegavano a bassa voce gli esponenti del gruppo della Lega, che i vertici stanno con noi. Non con Ottaviani. Ma è proprio così? Intanto però la crisi politica nazionale ha congelato tutto, anche i malumori dei Carmine Tucci, sempre più propenso a tornare a guidare una lista civica invece di restare nel Carroccio.

Nicola Ottaviani © Stefano Strani

Nicola Ottaviani, invece, non ha detto una parola. Non ha mai creduto alle elezioni politiche anticipate, continua a ripetere che lui continuerà a fare il sindaco di Frosinone. Più non gli credono, più si rafforza. Fra l’altro ogni volta che si determinano situazioni che potrebbero accelerare il voto anche a livello locale, il castello di carte crolla in pochi secondi.

In tanti quando Salvini ha arringato la folla a Sabaudia, hanno preparato le strategie da campagna elettorale: Fabio Tagliaferri subito, Carlo Gagliardi… prima. Mentre Danilo Magliocchetti aveva deciso di accelerare per costruire una coalizione civica. Riccardo Mastrangeli, Adriano Piacentini e Massimiliano Tagliaferri sono quelli politicamente più vicini al sindaco e quindi sono rimasti tranquilli, ben sapendo che in ogni caso non era scontato che Nicola Ottaviani accettasse di candidarsi alle politiche (alle europee ha rifiutato) e che in ogni caso la strada maestra nel centrodestra sarebbe quella delle primarie. Chi non dovesse accettarle potrebbe proseguire per proprio conto.

Gianfranco Pizzutelli – Polo Civico

Ma c’è un altro esponente di primo piano della politica cittadina che è rimasto calmo. E soprattutto fermo. Parliamo di Gianfranco Pizzutelli, leader di quel Polo Civico che da solo esprime 5 consiglieri e 2 assessori. Di quel Polo Civico che “detiene” la delega di vicesindaco, anche se la stessa viene gestita da Antonio Scaccia (Lista per Frosinone). Gianfranco Pizzutelli non partecipa al dibattito sulla successione ad Ottaviani.

Ai fedelissimi ha detto: “Non amo parlare del nulla”. Sa che con lui tutti dovranno fare i conti nel centrodestra, sia in questa consiliatura che nella prossima. Ma sa anche che le prossime elezioni comunali di Frosinone vedranno un quadro estremamente frastagliato, in tutti gli schieramenti. Saranno decisive le liste civiche.

E lui parte in vantaggio. Potendo guardare perfino a 360 gradi.

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