La lezione francese e l’inciucio italiano

Dal primo turno delle elezioni francesi emerge chiaramente che i partiti tradizionali sono in crisi: socialisti ai minimi storici Oltralpe e conservatori fuori dal ballottaggio. Dove invece vanno l’estrema destra del Front National di Le Pen e la formazione di Macron, centrista, liberale ed europeista.

Dopo la Brexit e la vittoria di Trump negli Usa, però, un’inversione di tendenza c’è. Fra due settimane
dovrebbe essere Macron a vincere: un uomo che proviene dal mondo della finanza e delle banche, che guarda all’Europa con fiducia e al quale l’Europa guarda con ancora più fiducia. Qualcosa sta cambiando o più semplicemente i cittadini si rendono conto che dall’Euro non si può uscire se non a prezzo di una catastrofe economica?

 

Difficile dire quali effetti avrà il voto francese in Italia, soprattutto perché dalle nostre parti si sta andando chiaramente verso un ripristino del sistema proporzionale, che consentirà ai partiti tradizionali (in crisi anche qui) di provare a costruire coalizioni in Parlamento.

Ma Forza Italia non sta più al 25 o 30%. Nei sondaggi è al 12% e quindi sarà “costretta” ad allearsi con Giorgia Meloni e Matteo Salvini, quelli che meglio interpretano le posizioni di Marine Le Pen da noi. Berlusconi accetterà un ruolo di regista o allenatore piuttosto che di centravanti?

Il Partito Democratico non “tira” e alle primarie di domenica potrebbe registrarsi una brusca frenata sul fronte della partecipazione. Dopo la sconfitta al referendum per Matteo Renzi non è facile risalire, né nei sondaggi né nell’immagine. La scissione dei dalemiani ha fatto il resto.

 

Cresce invece nei sondaggi il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. La risposta italiana in termini di antisistema. Un Movimento che al proprio interno contiene posizioni diverse, un tempo espresse dalla sinistra e dalla destra. Un parallelismo tra Francia e Italia potrebbe esserci però. Socialisti e gollisti hanno detto di voler sostenere Macron, il quale un partito vero e proprio non ce l’ha. E alle elezioni legislative di giugno dovrà comunque allearsi con i partiti tradizionali per avere una maggioranza all’assemblea nazionale.

In Italia Matteo Renzi e Silvio Berlusconi potrebbero dare vita ad una grande alleanza, in Parlamento, per cercare di fermare l’avanzata di Beppe Grillo.

Ma è proprio questo che il fondatore dei Cinque Stelle si augura.

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