La mimetica di Durigon e le pantofole di Zingaretti

Il deputato della Lega ha attaccato frontalmente il premier Conte alla Camera, giocando sul celebre “Giuseppi”. E’ lanciatissimo per le regionali. Ma se oggi al Senato va in un certo modo, “Zinga” può restare alla Pisana comodamente in pigiama.

“Da avvocato degli italiani nel Conte 1 a Giuseppi nel Conte 2, dopo essere arrivato alla presidenza del consiglio sull’onda lunga della Vaffa-day dei Cinque Stelle”. Claudio Durigon, deputato e coordinatore regionale della Lega nel Lazio, ha attaccato duramente il presidente del consiglio ieri nel suo intervento a Montecitorio. Indossando la mimetica.

Lo ha fatto definendo Conte un “trasformista” e concentrando il suo ragionamento sul tema del lavoro. Ha spiegato: “Lei presidente non ha detto una sola parola sui lavoratori, ha soltanto ringraziato chi li rappresenta”.

La mimetica di Durigon

Claudio Durigon nel primo Governo di Giuseppe Conte è stato sottosegretario al ministero del lavoro, diventando l’artefice di Quota 100. Non è casuale che nella Lega siano affidate spesso a lui le esternazioni più importanti sul piano politico. Non è un mistero che il segretario e Capitano del Carroccio Matteo Salvini pensi proprio a Durigon come candidato alla presidenza della Regione Lazio.

Salvini, da politico di razza, sa che in una competizione del genere, la popolarità conta almeno quanto la competenza. Dunque, occorre far conoscere sempre di più Claudio Durigon nel territorio. Nel Lazio sono molto forti i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Chiaro che un nome come quello di Fabio Rampelli, per esempio, sarebbe pesantissimo. Ma intanto si sta costruendo un percorso.

Ma tornando al discorso di Claudio Durigon alla Camera, c’è un elemento che vale la pena sottolineare: il riferimento al passaggio da “avvocato degli italiani” a “Giuseppi”. Cioè da leader scelto per un Governo di rottura, come quello gialloverde, ad elemento di garanzia per l’alleanza atlantica nell’era di Donald Trump. E questo segna davvero un punto di non ritorno.

Per carità, anche la Lega ha guardato con interesse al mandato di “The Donald”, ma è la collocazione politica a fare la differenza. Un conto è stare nel centrodestra (come il Carroccio), altro discorso è far parte dell’alleanza giallorossa, con il Pd che inevitabilmente è schierato con i Democratici americani. E quindi con Biden.

Le pantofole di Zingaretti

Dicevamo del Lazio: le elezioni sono fissate per il 2023. E se oggi Conte ottiene la maggioranza assoluta, come auspica Nicola Zingaretti, le elezioni anticipate verranno archiviate definitivamente. Ad ogni livello.

Nicola Zingaretti non sta sbagliando una mossa da mesi e in questa crisi di Governo può fare “bingo”: via Renzi e magari anche Conte da Palazzo Chigi. Se centra questa doppietta potrà restare in pantofole alla Pisana per i prossimi due anni.

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