La retromarcia incompresa e le cose da tenere a mente

La conferenza stampa del sindaco contro i 3 consiglieri d'opposizione che non ricorrono più contro il biodigestore. E quella proprio dei 3 interessati. Tre cose da tenere a mente per orientare la bussola nelle polemiche delle prossime settimane

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Al netto di tutte le polemiche che ci sono state nelle ultime ore ad Anagni, lo scambio di accuse tra maggioranza ed opposizione sul tema del ritiro della firma dal ricorso al Tar contro il biodigestore di tre dei cinque consiglieri comunali di opposizione (Alessandro Cardinali di Fdi, Nello Di Giulio di Anagni Cambia Anagni e Sandra Tagliaboschi del Pd) dice tre cose. Che sarebbe bene tenere a mente per non perdere la bussola nei prossimi mesi. (Leggi qui Dietrofront, in tre ritirano il ricorso contro il biodigestore).

La retromarcia incompresa

La prima. Il centrosinistra così come lo conosciamo in città, da ieri, se non proprio morto, è in cattivissime condizioni di salute. Perché, anche se i tre Consiglieri hanno cercato (legittimamente) di spiegare le loro ragioni, il messaggio che è passato è quello di una retromarcia.

Sandra Tagliaboschi (Foto: Ettore Cesaritti)

Ed anche senza usare i toni durissimi del sindaco Daniele Natalia (“lo hanno fatto per conservare la poltrona”), resta il fatto che, molto banalmente, se si comincia una cosa, bisogna portarla avanti. E se ci sono delle questioni che potrebbero creare problemi per quell’azione, bisogna saperlo prima, non tornare su propri passi poi.

Non serve essere analisti raffinati; basta fare un giro nei luoghi dell’associazionismo e della società civile che fa riferimento a quella parte politica per rendersi conto che quel passo indietro è stato capito poco. Molto poco. E criticato invece parecchio. Proprio tanto.

Cosa che mette a serio rischio, tra le altre cose, tutti i passi fatti in queste settimane (ad esempio dal Segretario del Pd Egidio Proietti) per creare, con fatica, una possibile alleanza di centrosinistra alle prossime comunali.

Adesso come adesso, sarebbe improponibile. Ed alla Tagliaboschi che dice che “c’è tempo, le comunali non sono dietro l’angolo”, si può rispondere che sarebbe invece il caso di preoccuparsi. Perché uno dei vizi atavici dello schieramento progressista è proprio quello di rimandare a dopo, pensando sempre di aver tempo e modo per risolvere le cose, magari all’ultimo momento. Una strategia che fino ad ora non ha dato grandi risultati.

Piombo diverso

Daniele Natalia e Alessandro Cardinali

Un dettaglio è sfuggito a molti durante la conferenza in Sala Gialla tenuta dal sindaco Daniele Natalia poche ore prima dell’analoga conferenza dei tre Consiglieri autori del dietrofront.

Il dettaglio è la diversità di toni utilizzati da Natalia nel suo attacco ai tre consiglieri. Palle incatenate contro Di Giulio e Tagliaboschi, una moderata comprensione verso Cardinali.In fondo, dei tre è stato quello meno incoerente”; queste le parole del sindaco.

Che possono essere, piuttosto facilmente, lette come un tentativo di tenersi una porta aperta in tal senso. L’uscita, mesi fa, di Cardinali dalla maggioranza, è stata un scossone ancora non pienamente assorbito. E lo stesso Cardinali, al momento, non ha lasciato la casa madre di Fdi per transitare verso una lista civica di centrodestra. Le parole del sindaco potrebbero, dunque, essere un modo per mantenere un legame con il discepolo ribelle. Che potrebbe, con le giuste mosse, diventare il figliuol prodigo del centro destra.

Fuori dal vicolo cieco

Come ha detto ieri una persona che lo conosce bene “il sindaco è uscito dal vicolo cieco in cui si era cacciato sul tema del biodigestore, frantumando la minoranza e compattando la sua coalizione. Chapeau”. Difficile non condividere.

Anche se resta in piedi la domanda fatta da parecchi in città; ma, al netto del passaggio (annunciato in Sala della Ragione, con tutta la maggioranza schierata, per dare il senso di una compattezza troppo esibita per essere reale) dal si al no all’impianto, contro il biodigestore, di concreto, cosa ha fatto il sindaco finora?

Il progetto presentato a sorpresa nei giorni scorsi proprio dagli ambienti che avevano spinto il sindaco a schierarsi per il No ora ha cambiato le carte in tavola. Sintetizza la situazione proprio una delle frasi pronunciate da Daniele Natalia nel corso di quella presentazione: “Mi avete fatto dire No e ora è No per tutti. Ma fatemi capire una cosa: se i biodigestori fanno male resta il No. Se non fanno male, come invece state dicendo adesso, allora voglio un dibattito scientifico serio”. (Leggi qui Colpo di scena: il biodigestore lo propongono quelli che dicevano no).

Per vincere davvero Natalia dovrà fare in modo che ci sia una risposta chiara proprio alla sua domanda.

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