Latina, elezioni annullate: si torna al voto in 22 sezioni

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso contro il risultato delle elezioni Comunali di Latina che avevano confermato, lo scorso autunno, il sindaco Damiano Coletta. Si tornerà a votare.

Ricorso accolto, Latina tornerà a ripetere le elezioni in 22 delle sue 116sezioni elettorali. Lo hanno deciso i giudici del Trinunale Amministrativo Regionale: c’erano errori, commessi al momento di compilare i verbali. Dovuti a scarsa esperienza, non a brogli. Ma la volontà degli elettori non è chiara. E allora si torna alle urne.

È decisivo. Perché il sindaco Damiano Coletta è in carica per un voto avvenuto ad ottobre e maturato sul filo di lana. Al primo turno appena una manciata di voti non ha eletto il suo avversario Vincenzo Zaccheo, il candidato del centrodestra unito. Al ballottaggio il tavolo è stato ribaltato. I maligni dicono che ad una parte del centrodestra è parso più affidabile un Coletta sindaco (con la maggioranza dell’aula dall’altra parte) che uno Zaccheo eletto (che non avrebbe fatto toccare palle nemmeno alla sua ombra).

La sentenza

Foto Sara Minelli © Imagoeconomica

Il verdetto è stato pronunciato nel primo pomeriggio. Ieri i magistrati avevano ‘trattenuto la causa in decisione‘ dopo avere acquisito tutti gli elementi per valutare.

Oggi hanno detto che le elezioni vanno ripetute nelle sezioni. 24, 40, 44, 60, 64, 68, 69, 73, 75, 76, 81, 83, 85, 86, 94, 95, 98, 103, 106, 107, 109, 110. Lì le operazioni elettorali sono state dichiarate nulle ed il Tar ha disposto “la rinnovazione di dette operazioni limitatamente a tali sezioni”.

Il ricorso aveva preso di mira il verbale di proclamazione degli eletti, il verbale delle operazioni dell’Ufficio Centrale, i verbali delle 22 sezioni, la delibera del Consiglio Cominale di Latina che il giorno del suo insediamento ha preso atto di quei verbali e dichiarato in carica gli attuali Consiglieri.

Il ricorso

Damiano Coletta

ll ricorso contro le elezioni Comunali che hanno confermato nella carica il sindaco civico Damiano Coletta è stato depositato il 26 novembre scorso. Sosteneva che il mancato scavallamento della soglia (50% + 1) con cui il candidato sindaco di centrodestra Vincenzo Zaccheo sarebbe stato eletto era stato determinato da un significativo numero di voti assegnati in modo sbagliato. Il ricorso parlava di schede elettorali illegittimamente rendicontate nei verbali. Brogli? No, inesperienza.

La partita tra il sindaco uscente Damiano Coletta (civico appoggiato dal Pd) e Vincenzo Zaccheo (già sindaco, appoggiato dal centrodestra unito) era finita al primo turno con 30.433 voti (pari al 48,30%) per Zaccheo; 22.469 voti (pari al 35,66%) per Coletta.

Cosa non quadrava, stando al ricorso? Il numero delle schede autenticate e bollate con il numero di voti espressi. In alcune sezioni “non sussiste la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate“.

Non solo. In altre sezioni “non sussiste la corrispondenza tra elettori votanti e numero di voti espressi”.

Ma c’è dell’altro: “ in altre il numero di schede autenticate è superiore al numero di elettori, in altre a causa delle omissioni dei verbali non è possibile effettuare un esatto conteggio, in altre è stato autenticato un numero maggiore di schede rispetto al numero di elettori”.

Tutto qui? Il ricorso parla di “verbali con evidenti correzioni ed abrasioni”.

Sezione per Sezione

INelle Sezioni n. 13, 20, 41, 51, 56, 60, 76, 84, 109, 113, il ricorso individua “omissioni tali da impedire a chiunque di verificare l’esatta corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate”.

Nelle Sezioni n. 7, 24, 40, 44, 68, 73, 75, 81, 83, 85, 86, 91, 92, 94, 95, 98, 103, 106, 107, 110 e 114 non sussiste “la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate”.

Nelle Sezioni 69 e 64 “sono riscontrabili criticità inerenti all’impossibilità di determinare l’esatta corrispondenza tra schede bollate ed il numero di elettori che hanno votato, sommato alle schede avanzate”.

Il Tar ha chiesto alla Prefettura di controllare. Cisa che è stata fatta lo scorso otto aprile.

Vizi che incidono

Il Tar stabilisce innanzitutto una cosa: “i vizi lamentati dai ricorrenti sono tali da incidere su una quantità tale di voti espressi da non poter escludere riflessi sostanziali sull’esito del primo turno elettorale”. Tradotto dal lingiaggio giuridico: la questione riguarda un numero di voti tale da poter ribaltare il risultato delle elezioni. La sostanza è tutta qui.

Andando nel merito della questione il Collegio giudicante ha accertato che “in numerose Sezioni è riscontrabile la non corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate”. Tradotto: al seggio sono state timbrate 100 schede, sono venuto a votare 80 elettori, alla fine del turno mi devo trovare 80 schede votate e 20 timbrate ma non utilizzate. Invece quei numeri non coincidono.

Sezione per Sezione

Vincenzo Zaccheo

Nella Sezione n. 7 i numeri quadrano (firmate dagli scrutatori e bollate 881 schede; più 4 autenticate successivamente. Totale 885. Tante ne ha trovate la Prefettura).

Nella Sezione 13 pure i numeri quadrano ( 994) così come nella Sezione 20 (1099); qui però manca il dato delle schede bollate, ma il Tar escludere irregolarità si sostanza; nella Sezione 24 risultano mancano 2 schede (798 schede autenticate, ma la prefettura ne rinciene 800); nella Sezione 40 è impossibile verificare la corrispondenza con le complessive n. 701 schede autenticate.

Nella Sezione 41 coincidono le 820 schede timbrate e votate; nella Sezione 44 il numero delle schede autenticate rinvenute dalla Prefettura, utilizzate e no, è di 798: per cui mancano al conteggio 6 schede;

Invece nella Sezione 51 c’è corrispondenza mentre nella sezione 56, inspiegabilmente risultano 928 schede firmate dagli scrutatori e 1000 schede bollate; Il numero di 1000 schede, tuttavia, corrisponde alla somma delle schede autenticate rinvenute dalla Prefettura, utilizzate e no; quindi qui è tutto in regola.

Nella Sez. 60 risultano 1250 schede firmate dagli scrutatori e bollate dal presidente. La somma delle schede autenticate, utilizzate e no, rinvenute dalla Prefettura però (1251) è superiore di 1 unità rispetto a quelle firmate e bollate; invece nella Sezione 64 mancano al conteggio 4 schede autenticate;

Poi nella Sezione 68 mancano al conteggio 6 schede autenticate; nella Sezione 69 le schede fmanca al conteggio 1 scheda autenticata; nella Sezione 73 mancano al conteggio 24 schede autenticate; invece nella Sezione 75 mancano al conteggio n. 6 schede; poi nella Sezione 76 i numeri non quadrano di una scheda.

I numeri che non collimano

Foto © Saverio De Giglio / Imagoeconomica

Nella Sezione 81 mancano al conteggio n. 2 schede, nella Sezione 83 mancano al conteggio n. 6 schede, nella Sezione 84 tutto coincide mdentre nella Sezione 85 c’è una scheda in più della somma complessiva delle schede firmate e di quelle autenticate; Invece nella Sezione 86 mancano al conteggio n. 3 schede autenticate. Tutto in regola invece nella Sezione 91 e nella Sezione 92. Mentre nella Sezione 94 c’è una scheda in più; nella Sezione 95 inspiegabilmente la somma delle schede autenticate, utilizzate e no, rinvenute dalla Prefettura è di 859. Il numero dei votanti a verbale (pag. 29) è di 596”;

Una scheda di scarto anche nella Sezione 98 mentre nella Sezione 103 ci sono ben 91 in più di quelle risultanti autenticate a verbale; nella Sezione 106 mancano nel conteggio n. 4 schede autenticate e nella Sezione n. 107 mancano nel conteggio n. 4 schede autenticate; discrepanze anche nella Sezione 109: mancano nel conteggio n. 2 schede autenticate; invece nella Sezione 110mancano nel conteggio n. 5 schede autenticate.

Tutto coincide nella Sezione 113, nella Sezione 114.

Requisito non soddisfatto

Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica

A conti fatti, le cifre non coincidono nelle Sezioni: 24, 40, 44, 60, 64, 68, 69, 73, 75, 76, 81, 83, 85, 86, 94, 95, 98, 103, 106, 107, 109, 110. Quei numeri sono sufficienti a consentire a Vincenzo Zaccheo di scavallare la quota del 50%+1 dei voti, necessaria per essere eletto al primo turno? Il Tar ha calcolato di si. Perché quella quota non è stata toccata per 1071 voti.

È evidente, infatti, che dietro l’apparente minimo scarto (tranne i casi eclatanti delle sezioni 40, 73, 95 e 103) può nascondersi il fenomeno della cosiddetta scheda ballerina. Cos’è? Consistente nel far uscire dal seggio una scheda vidimata e non votata; su quella scheda quale viene poi scritto il nome del candidato e consegnata all’elettore che, entrando nel seggio, ritira la scheda vuota, depositando nell’urna quella già votata consegnatagli all’esterno del seggio.

Facaendo la somma, il Tar ha deciso l’annullamento delle elezioni nelle sezioni nn. 24, 40, 44, 60, 64, 68, 69, 73, 75, 76, 81, 83, 85, 86, 94, 95, 98, 103, 106, 107, 109 e 110. Qui bisognerà rivotare.

Sindaco Decaduto

Decadono il sindaco Damiano Coletta e il consiglio comunale di Latina perché la sentenza ha annullato l’esito elettorale di 22 sezioni e, conseguentemente, la proclamazione degli eletti.

Secondo la sentenza, dalle risultanze si deve affermare che non risulta soddisfatto il requisito della corrispondenza tra le schede autenticate, quelle utilizzate per il voto e quelle non utilizzate in alcune sezioni del capoluogo.

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