L’attenzione ai sondaggi che allontana i Cinque Stelle dal Pd

Alle prossime comunali i pentastellati appoggiano quasi ovunque i candidati Democrat, ma ci sono situazioni (come Frosinone) dove ancora non c’è una decisione. Ma a preoccupare il Nazareno sono gli smarcamenti di Giuseppe Conte su input di Beppe Grillo.

Non siamo la vostra succursale”: qualche giorno fa Giuseppe Conte, capo del Movimento Cinque Stelle, ha tuonato in questo modo contro il Partito Democratico. Al punto che al Nazareno più di qualcuno ha domandato a Enrico Letta se l’alleanza con i Cinque Stelle esiste ancora.

Il Segretario ha risposto che in realtà alle prossime Comunali i Cinque Stelle quasi ovunque appoggiano i candidati sindaco dei Democrat. Si vota, fra l’altro, in quattro capoluoghi di regione (Genova, Palermo, L’Aquila e Catanzaro) e in 22 capoluoghi di provincia. Un appuntamento importante e significativo, non possono esserci dubbi.

L’anomalia di Frosinone

Nicola Zingaretti e Roberta Lombardi

Tra i capoluoghi di provincia c’è anche Frosinone, dove il candidato sindaco del Campo largo è l’avvocato Domenico Marzi, cha ha già l’appoggio del Pd, di Italia Viva, di Demos e di Articolo 1. Oltre che di liste civiche. Non ancora dei Cinque Stelle. La trattativa è a livello regionale ma anche nazionale.

Nicola Zingaretti ha preso l’iniziativa e ne ha parlato con Roberta Lombardi. Però la situazione non si è ancora sbloccata, forse lo sarà la prossima settimana. Eppure le continue esternazioni di Giuseppe Conte non fanno dormire sonni tranquilli ai leader del Pd.

L’apporto che i Cinque Stelle possono dare alle Comunali non si prefigura come decisivo. Specialmente in Comuni come Frosinone. Hanno la concreta difficoltà di mettere a punto una lista. Che dovrà pesarsi davanti all’elettorato cittadino. C’è in ogni caso un significato che guarda al prossimo anno, alle Regionali e alle Politiche.

China preoccupante

Giuseppe Conte (Foto Sara Minelli / Imagoeconomica)

Ha scritto Il Corriere della Sera: “Questa (nuova) china sta creando preoccupazioni in casa degli alleati del Pd. Al Nazareno non sembrano temere una caduta anzitempo del Governo, bensì che Conte sfrutti questi ultimi mesi come palcoscenico elettorale. A questo timore risponde Alessandra Todde: «Non abbiamo alcuna intenzione di rompere l’alleanza con il Pd, siamo impegnati nella costruzione di un campo progressista — dice la viceministra allo Sviluppo e vicepresidente dei 5 Stelle —, il rapporto tra Conte e Letta è forte, e stiamo costruendo alleanze in quasi tutte le città in cui si voterà, quindi non credo sia giusto drammatizzare quando due forze politiche alleate si confrontano sui temi». E poi: «In tanti ci danno per morti prima del tempo. Io, come tutto il M5S, preferisco il confronto chiaro, poi toccherà agli elettori di giudicare scelte e programmi».

Il Pd e i Cinque Stelle, al di là della legge elettorale che ci sarà, sanno che o restano uniti oppure il centrodestra dilagherà. Ma le incognite rimangono perché Beppe Grillo e Giuseppe Conte stanno guardando soltanto ai sondaggi.

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