Le pennellate di Tajani che ridisegnano Forza Italia

La blindatura di Stefano Caldoro come candidato alla presidenza della Campania (“lo ha scelto personalmente Berlusconi”), gela Mara Carfagna. In Puglia via libera a Raffaele Fitto (“pacta sunt servanda”). Gli “azzurri” vogliono dimostrare a Salvini e Meloni che senza di loro non si va da nessuna parte.

Antonio Tajani serra la porta della candidatura alla presidenza della Regione Campania. È un messaggio molto forte nei confronti di Mara Carfagna, che aveva lanciato l’idea di ragionare su una soluzione a suo giudizio più forte.

Invece Antonio Tajani ha spiegato: «Stefano Caldoro è stato il miglior governatore nella storia della Regione Campania ed ha condotto una seria e qualificata opposizione alla giunta di Vincenzo De Luca in questi cinque anni. A questo bisogna aggiungere che in numerosi sondaggi è sempre risultato il candidato più gradito ai nostri elettori. Il presidente Silvio Berlusconi ha personalmente indicato Caldoro dopo aver verificato la praticabilità di altre candidature. In tale occasione la stessa Mara Carfagnaha escluso una sua disponibilità a candidarsi.

Silvio Berlusconi e Antonio Tajani Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica

A questo punto ogni ulteriore discussione su questo argomento non è utile né a Forza Italia né alla coalizione né – ciò che più conta – alla prospettiva di dare ai cittadini della Campania una svolta positiva nel governo della Regione come è avvenuto recentemente, in Calabria».

In Forza Italia la formula che Silvio Berlusconi ha scelto personalmente un candidato equivale ad una specie di infallibilità papale.

Poi, in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno sempre Antonio Tajani ha ribadito il sostegno di Forza Italia alla candidatura alla presidenza della Regione Puglia di Raffaele Fitto, ex “azzurro”, che sarà indicato dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Antonio Tajani ha affermato: «Pacta sunt servanda: i patti devono essere rispettati».  E a proposito del voto in Calabria del 26 gennaio scorso, Tajani ha detto che “insegna che Forza Italia è decisiva nel Mezzogiorno perché raccoglie tanti consensi e offre una classe dirigente di alto livello”.

Ha spiegato in numero due degli “azzurri:”. “Lo confermano le vittorie della Santelli in Calabria, di Bardi in Basilicata e di Toma in Molise. Le ultime due sembravano perse, poi sappiamo come è andata. FI rappresenta l’elemento di punta del centrodestra nel Sud e questo può certamente rappresentare un valore aggiunto per la vittoria in Campania e Puglia”.

Raffaele Fitto

E poi, sulla candidatura di Fitto, ha sottolineato: “I patti si rispettano. Noi non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno ma quell’accordo di massima è stato pensato con grande equilibrio. E certamente non intendiamo rinunciare al nostro spazio. Quando ci sono le trattative emergono sempre momenti di tensione, ma Berlusconi è abile nel portare a conclusione gli accordi in maniera positiva. Da parte di Forza Italia non ci sono veti su di lui (ndr: Fitto) come su nessun altro. L’importante è che ci sia comune rispetto. Prepareremo liste competitive, ci sono nuovi arrivi in vista per FI e tutti coloro che chiameremo a raccolta non saranno semplicemente candidati, ma saranno parte di una grande strategia a cui stiamo lavorando”.

Forza Italia continua nella sua strategia: rilanciarsi nel centrosud per dimostrare alla Lega di Matteo Salvini e a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che senza il Partito di Silvio Berlusconi la Destra non vince. C’è bisogno del contraltare centrista e moderato.

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