Le pratiche aspettano. Gli investitori no

L'allarme lanciato dai sindacati: fino a 5 anni per un'autorizzazione ambientale in provincia di Frosinone. Tempi doppi rispetto all'Emilia Romagna. E le aziende smettono di investire sul territorio

Una parte l’hanno fatta i governi recenti. Per il resto ci abbiamo pensato noi. Il rapporto diffuso in queste ore dalla banca d’investimenti americana Merril Lynch rivela che in un solo mese, l’Italia è precipitata nella graduatoria di interesse degli investitori internazionali. Il sondaggio è stato sottoposto a decine di investitori privati: gente con un volume di capitalizzazione superiore ai 200 miliardi di dollari. Il 12% di loro è intenzionato a ridurre nei prossimi mesi la sua esposizione sul nostro mercato azionario. Ad ottobre erano meno della metà: il 5 per cento.  

Il resto ce lo abbiamo messo noi. Se un’azienda straniera decidesse di investire nel Lazio ed in particolare nella Provincia sia di Frosinone deve mettere in conto a) il rischio di dover aspettare anche 5 anni le autorizzazioni b) dover aspettare comunque il doppio circa dei tempi che attenderebbe se quello stesso investimento andasse a farlo in Emilia Romagna. Il più emblematico: l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) nel Lazio si ottiene in 725 giorni; in Emilia Romagna ne bastano 316 giorni.

I numeri sono quelli emersi nelle ore scorse dal tavolo convocato dai sindacati. C’erano i segretari provinciali Vincenzo Farina (Filctem Cgil), Antonella Valeriani (Femca Cisl), Alessandro Piscitelli (Uiltec), Enzo Valente (UGL chimici) e Massimo Arilli (Cisal).

Sul piatto ci sono 150 milioni di euro d’investimenti nei prossimi anni. In parte sono per nuovi progetti, in parte per ampliamenti di stabilimenti che già esistono. Ma i titolari spesso hanno anche altri impianti in differenti zone d’Italia. E nessuno può obbligarli a spendere quei soldi in provincia di Frosinone anziché in territori dove la burocrazia è meno lenta.

Ignazio Portelli, prefetto di Frosinone. Foto © Stefano Strani

Ma è solo la punta dell’iceberg. La tematica ambientale sta diventando sempre più centrale anche nell’economia: avere aziende Green spesso è più conveniente, i clienti preferiscono prodotti che derivano da un ciclo ecosostenibile. Ma in molti sono bloccati dai tempi di attesa delle pratiche.

Un tema che i sindaci esporranno al prefetto Ignazio Portelli il prossimo 20 novembre. Con un rischio concreto: che possa finire come nel precedente incontro, organizzato dal suo predecessore Emilia Zarrilli sollecitata in quel caso dagli industriali. Ne scaturì un tavolo con la Provincia, venne definito un protocollo ed un percorso operativo capace di allineare i tempi della provincia di Frosinone a quelli di territori più efficaci. Ancora oggi l’ex presidente Giuseppe Patrizi è sotto processo di fronte al tribunale di Cassino con l’accusa di avere ridotto i tempi: il sospetto è che ci abbia guadagnato lui ma finora nessuno è stato capace di dire che abbia preso un centesimo.

Intanto le pratiche aspettano. Gli investitori no.

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