L’offensiva natalizia di Ottaviani e l’esempio di Dibba

Non è casuale l'offensiva d'inverno messa in campo da Nicola Ottaviani. Ma a cosa sta puntando? C'è un legame con la strategia attuata dal grillino Di Battista. Entrambi puntano a vincere le elezioni. Non queste di primavera.

Firma con il presidente del consiglio Paolo Gentiloni del protocollo per il rilancio delle periferie, intervista su SkyTg24 con Olivia Tassara per spiegare una politica di rilancio del centro storico basata sulla cultura, progetto Solidiamo di nuovo in Consiglio Comunale tra pochi giorni per riproporlo anche “arricchito”. L’offensiva natalizia di Nicola Ottaviani probabilmente non è casuale.

Il sindaco di Frosinone poteva essere in corsa per la presidenza della Regione Lazio, come era stato ipotizzato dopo la conferma a valanga alla guida del capoluogo. Quando Silvio Berlusconi gli telefonò il giorno della festa in piazza. E’ andata in un altro modo: perché Ottaviani avrebbe dovuto dimettersi da primo cittadino, ma soprattutto perché avrebbe dovuto lasciare tutta una serie di opere avviate: Parco del Matusa, completamento della Monti Lepini, anello viario, raccolta differenziata e tutto il resto.

Aver sottolineato che la somma chiesta per la vicenda Forum (14 milioni di euro) sarà iscritta in bilancio vuol dire che Ottaviani sta continuando a programmare per il capoluogo.

Proverà a dire la sua sulle candidature alle regionali e forse alle politiche. Ma probabilmente sta già guardando alle politiche successive. Perché a livello nazionale i segnali sono diversi.

Silvio Berlusconi dice che, se nessuno vince, può restare Paolo Gentiloni. Alessandro Di Battista, Carlo Calenda, Angelino Alfano e tanti altri annunciano che non si ricandideranno. Probabilmente perché sanno che la prossima legislatura durerà poco.

Non certo tre mesi, magari due anni, sei mesi e un giorno (per maturare il vitalizio). Per quella data Nicola Ottaviani potrebbe anche lasciare un po’ in anticipo la carica di sindaco di Frosinone.

Magari anche lui, come Di Battista, sta pensando al dopo. Non bruciarsi ora per giocarsi le carte politiche vere all’elezione che verrà . Dopo il 4 marzo.

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