Barillari riunisce i dissidenti M5S a Firenze: un documento verso la scissione

Foto © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Secondo vertice dei dissidenti M5S da tutta l'Italia. Il Consigliere regionale del Lazio Davide Barillari li riunisce a Firenze. Quattro tavoli di lavoro. Un documento per tornare ai ?valora fondativi, non negoziabili'

Si sono visti un’altra volta. La prima era stata a Bologna ed avevano gettato le basi. (leggi qui A Bologna i dissidenti del M5S annunciano: «Sorprese nella tana di Zingaretti»). Ora i 5 Stelle ‘duri e puri‘ si sono dati appuntamento a Firenze. Senza dare pubblicità all’evento, comunicandoselo attraverso il tam tam interno. Riunendo, a due passi da Piazza della Signoria i dissidenti che non accettano il nuovo governo con l’odiato Partito Democratico.

Davide Barillari

A guidare le truppe contrarie al Conte 2 è ancora una volta: Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio, primo sfidante di Nicola Zingaretti alle elezioni del 2013, messo all’angolo dalla sua attuale capogruppo Roberta Lombardi che invece è tra i pontieri grazie ai quali è stata costruita la linea di dialogo nazionale con il Governatore – Segretario.

A Firenze da tutta l’Italia

«Oggi a Firenze è stata scritta una pagina di democrazia interna al MoVimento 5 Stelle – annuncia il Consigliere del Lazio – : si è dato l’esempio concreto di quel principio fondativo che è la partecipazione del “cittadino attivo”.

Chi c’era a Firenze? Portavoce e attivisti provenienti da Toscana, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Sardegna, Umbria. Ma bisogna fare a fidarsi perché l’annuncio è stato dato a lavori finiti e delegati rientrati a casa. Impossibile verificare. Barillari è persona dalle opinioni di nicchia anche dentro al MoVimento (no vax, dossier con schedatura politica dei medici, no a qualsiasi forma di collaborazione con altri Partiti): ma non è uno che si inventa le cose.

Davide Barillari non stringe la mano a Nicola Zingaretti nel giorno dell’insediamento in Regione Lazio © Imagoeconomica

Assicura che si sono riuniti in assemblea in un hotel fiorentino «per discutere e cercare di tracciare possibili scenari sul futuro del MoVimento 5 Stelle». La scelta dei tempi e del luogo non sono state casuali: dieci anni fa venne scritta la Carta di Firenze che segnò l’inizio «del cammino della più innovativa forza politica della storia italiana recente».

Verso un forum nazionale

Cosa si sono detti a Firenze? L‘assemblea si è posta l’obiettivo di «evidenziare i bisogni concreti dell’attivismo e dell’azione politica sui territori. Sono state proposte soluzioni coerenti a tutte le criticità esistenti (dalla democrazia interna al ruolo di capo politico, dagli strumenti di partecipazione al rapporto con le altre forze politiche)».

Dal dibattito è emersa una priorità. Che è quella di riportare il MoVimento alle posizioni delle sue origini, riconnettendolo alla base. È per questo che il gruppo di Firenze ha sollecitato «una rinascita partendo dall’ascolto e dal confronto democratico, auspicando l’attivazione immediata di un forum nazionale degli attivisti».

Il gruppo M5S in Regione Lazio © Imagoeconomica, Stefano Carofei

È stato ribadito che i principi ed i valori fondativi non sono trattabili. E che quei valori diventano «essenziali per il mantenimento di una identità politica forte ed innovativa».

Quanti erano a Firenze? No comment. Barillari assicura che non erano pochi. Al contrario, così tanti che «l’assemblea ha attivato 4 tavoli di lavoro che hanno prodotto un documento su temi comuni». Il documento, sarà pubblicato a breve e reso disponibile agli attivisti per la sua sottoscrizione.

La via per la scissione

Nessuno ha usato la parola scissione: ma la strada imboccata rischia di portare in quella direzione. Le posizioni non negoziabili, sull’uno e sull’altro fronte sono troppe ed incompatibili: da una parte c’è chi vuole il M5S fedele ai propri principi fondamentali.

Dall’altra c’è chi, sulla base delle esperienza maturate in questi anni, ritiene improbabile riuscire ad arrivare al 50% del consenso per poter governare in solitudine il Paese.

Barillari assicura «Escludiamo ogni ipotesi di scissione…». Infatti il rischio non è quello di una collisione. Ma di una repulsione.

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