“Mamma, i sondaggi”. La preoccupazione del Pd spinge il riassetto di Governo

I Dem rischiano seriamente di perdere Puglia e Marche, mentre in Toscana il vantaggio scende. Zingaretti prepara il piano di contenimento e intanto al governo è certo un valzer di ministri. Entrano Delrio, Orlando e Boschi. Tremano Lamorgese, De Micheli e Azzolina.

Al Nazareno, quartier generale del Pd, sono preoccupati. Secondo gli ultimi sondaggi alle prossime elezioni regionali i Democrat rischiano seriamente di perdere due delle Regioni che ancora governano, ossia le Marche e la Puglia.

Il quadro

I sondaggi di Tecnè, nelle Marche danno Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia) tra il 43,5 e il 47,5 per cento, ossia 7 punti e mezzo sul candidato di centrosinistra Maurizio Mangialardi (36-40%). Stessa situazione in Puglia, dove Noto sondaggi dà Raffaele Fitto (centrodestra) avanti di sei punti sul governatore uscente Michele Emiliano.

In Puglia, se la Lega stando al sondaggio è il primo Partito ed ha il 13 per cento, subito dietro trova Fratelli d’Italia con il 12%. Buona tenuta anche di Forza Italia che arriva al 10%.

Sempre secondo i sondaggi, i dem dovrebbero ‘reggere’ in Campania (Vincenzo de Luca al 42,5-46,5 contro Stefano Caldoro 37-41%, fonte Tecnè), e in Toscana dove però la forbice si va riducendo (Eugenio Giani 44-48% contro la leghista Susanna Ceccardi al 38,5-42,5, sempre Tecnè). 

Il piano

La riunione del consiglio dei ministri

Nicola Zingaretti sta preparando il piano di contenimento (mediatico) e di reazione (politica). Lui non entrerà nel Governo: in queste condizioni no può certo “azzardare” le elezioni nel Lazio. La soluzione è un mega rimpasto di Governo. Il quotidiano La Repubblica ieri ha ipotizzato uno scenario, sia in entrata che in uscita.

A rischiare sarebbero soprattutto tre ministri: Alfonso Bonafede, Nunzia Catalfo e Paola De Micheli. Il Guardasigilli, che sarebbe disposto a lasciare solo in cambio del Viminale, potrebbe essere sostituito da Andrea Orlando, ma non è da escludere che il vicesegretario del Partito Democratico possa vestire l’abito del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. In ogni caso Orlando è un fedelissimo di Zingaretti.

Graziano Delrio potrebbe andare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; al Lavoro andrebbe il viceministro del Tesoro, Laura Castelli (a cui subentrerebbe Stefano Buffagni). A temere l’esclusione sono Luciana Lamorgese e Gaetano Manfredi dell’Università. Nel frattempo Matteo Renzi starebbe spingendo per l’ingresso di Maria Elena Boschi con una delega di peso: l’attuale capogruppo di Italia Viva alla Camera punta all’Istruzione, riunificando il Ministero con quello dell’Università. Ecco perché Lucia Azzolina trema.

In questo scenario Giuseppe Conte resterebbe al suo posto. Sicuri allora che c’è bisogno di cambiare i ministri?

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