Mattarella: «L’Europa è la risposta ai prepotenti»

Il monito del Presidente della Repubblica Mattarella da Montecassino. La cooperazione come antidoto contro le guerre fratricide. Il ringraziamento ai valorosi soldati del 2° Corpo d'Armata polacco.

La cooperazione tra gli Stati europei è l’unico antidoto contro le guerre fratricide che hanno insanguinato il continente. Difende l’Europa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: lo fa dal sacrario nel quale riposano i soldati dell’esercito polacco che si fecero decimare per conquistare Montecassino durante la Seconda Guerra Mondiale.

Parla durante la cerimonia per il 75° Anniversario della Battaglia di Montecassino. E si rivolge ad Andrzej Duda: il Presidente di quella Polonia che a Montecassino vide i soldati del 2° Corpo d’Armata donare “l’anima a Dio, il cuore alla Polonia, il corpo alla terra italiana“. Ne ricorda il sacrificio, ne onora la memoria, ne esalta il significato, ricordando quanto sia attuale: «I tre quarti di secolo trascorsi da allora non hanno intaccato il senso di profonda riconoscenza degli italiani nei confronti di quanti hanno combattuto in questi luoghi» ha detto il Capo dello Stato.

Caddero per la nuova Europa

Un pezzo di Europa nacque a Montecassino. I Polacchi ne conquistarono il diritto a parteciparvi attraverso il loro coraggio ed il loro sacrificio. La Storia glielo negò per tutta una parte del Ventesimo secolo.

«Coloro che qui combatterono e caddero, lo fecero per liberare l’Italia dal nazifascismo, e per rendere possibile la nascita di una nuova Europa, i cui popoli, abbattute le ultime barriere che troppo a lungo hanno diviso il nostro Continente, potessero sentirsi uniti. Come oggi possono dirsi, in un’Europa finalmente libera dal giogo della dittatura e del conflitto».

C’è il ritorno di un sentimento di odio in una parte dell’Europa. Sergio Mattarella lo sottolinea dicendo che l’Europa di oggi è «contrapposta a quell’Europa della prevaricazione e degli orrori di cui furono testimoni, tra gli altri, due straordinarie personalità che quest’anno ricordiamo, nel centenario della loro nascita, Gustaw Herling e Primo Levi».

«Oggi – ha detto ancora il Capo dello Stato – rendiamo omaggio a voi veterani e ai vostri commilitoni caduti, insieme agli altri combattenti stranieri e ai soldati della nuova Italia, che qui si sacrificarono. E ricordiamo il tributo di sangue delle coraggiose popolazioni locali, in quei terribili mesi del 1944. Un tributo di sofferenza che non risparmiò uno dei simboli più antichi dell’intera cultura occidentale, l’Abbazia di Montecassino. I tre quarti di secolo trascorsi da allora non hanno intaccato il senso di profonda riconoscenza degli italiani nei confronti di quanti hanno combattuto in questi luoghi».

Non ripetere gli errori

Il sacrificio dei soldati del 2° Corpo d’Armata è attuale. Serve per dire ai ragazzi di oggi che le libertà vennero conquistate dai loro coetanei del 1944. Combattendo intorno all’abbazia.

«Un sentimento -ha proseguito Mattarellache è anche un monito per le generazioni che si susseguono. Un monito a non cadere più negli errori della guerra, a rispondere alle sfide del nostro tempo rilanciando il progetto di cooperazione europea, rinsaldando il legame fra i nostri popoli e i nostri Paesi, unico antidoto al ripetersi di conflitti fratricidi».

«Quella che avete contribuito a costruire è un’Europa finalmente democratica e pacifica, nella quale ogni cittadino può dispiegare la propria azione con libertà. Un’Europa ancora in cammino, che non deve mai rinunciare a divenire più inclusiva e giusta, ma anche un’Europa che è e rimane -come il Presidente Duda e io, insieme ad altri 19 Capi di Stato dell’Unione, abbiamo recentemente ricordato, invitando i cittadini europei a partecipare al voto – ‘la migliore idea che abbiamo mai avuto’. Montecassino, e tutti i luoghi nei quali si è combattuto per la libertà, sono memoria e riferimento presente e futuro -ha concluso il Capo dello Stato- per la pace e la prosperità di domani».

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