«Matteo, è arrivata l’ora di guardare al Centro»

Il confronto nella casa romana del Capitano. Il suo vice capogruppo a Montecitorio propone una rotta più moderata. Per fare breccia nel Centrosud, tra gli ex Udc e ex Forzisti rimasti senza riferimenti.

«Matteo, a destra abbiamo fatto tutto il possibile: ora dobbiamo guardare al Centro, il Paese è lì ed è da noi che sta aspettando risposte»: parola più, parola meno, la frase è stata pronunciata nella residenza romana di Matteo Salvini. Con toni non proprio concilianti. A mettere il Capitano di fronte alla situazione politica è stato il vice capogruppo della Lega a Montecitorio Francesco Zicchieri. È fresco di nomina a responsabile per il radicamento del Carroccio nel centrosud. Ma la sua visione delle cose scuote il Partito alle fondamenta.

Cambiamento di rotta

Giancarlo Giorgetti © Imagoeconomica, Livio Anticoli

Qualcuno pensava che l’avessero designato a fare le tessere sotto la Ciociaria e fino in Calabria. Sbagliato. Il parlamentare di Terracina eletto a Frosinone vuole convincere il Capitano a modificare la rotta del Partito, puntando verso il centro.

Un ragionamento simile a quello che a Nord stanno facendo il vice segretario Giancarlo Giorgetti ed il governatore del Veneto Luca Zaia. Ma meno lacerante, senza pensare a strappi. Senza l’insofferenza manifestata nelle settimane scorse dai due big.

Zicchieri sta provando a convincere Salvini che nel centrosud c’è un bacino elettorale immenso: fatto da ex Udc rimasti senza riferimento, Forzisti di Berlusconi delusi dalla deriva presa dal Cav. È un Centro che fatica però a votare per una Lega tutta sbilanciata a destra, lontani dal linguaggio moderato capace di rassicurarli e rappresentarli.

Puntare sui territori

Una Lega nella Lega, più centrista e meno urlata, più di territorio e di identità territoriale. Fatta di sindaci e consiglieri rimasti orfani di un Partito di Centro. Ma senza abdicare ai principi fondanti «perché devi capire che a Sud c’è un mondo diverso, fatto di risposte che la politica deve saper dare, di dialogo con la gente. Quello che a Nord interpretate come invadenza a Sud è dialogo. Puoi essere il più bravo del mondo ma se non bussi ad ogni casa della gente i voti non li prendi, i sindaci non li eleggeremo mai».

Francesco Zicchieri con Matteo Salvini

Fino a poco tempo fa erano concetti da non pronunciare. Da non pensare. Perché il dogma era che la Lega è una. Quando il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani provò a proporre uno suo Movimento civico interno alla Lega poco ci mancò che non lo facessero più salire sul Carroccio.

Era l’epoca in cui per accogliere un migrante in fuga da Forza Italia bisognava prima controllarne il dna politico, nel timore di inquinamenti.

«A destra abbiamo preso tutto il possibile – ha continuato Francesco Zicchieri non possiamo impegnarci in un confronto a chi è più di destra tra noi e Fratelli d’Italia. Il Paese è al Centro ed è da lì’ che si aspettano risposte da noi. Dobbiamo saper parlare anche a quel mondo moderato. Tornando alle nostre origini: la Lega è nata perché i Partiti di Centro non davano più risposte»

Chi c’era dice che la risposta di Matteo Salvini sarebbe stata: «Provaci, se sei convinto». I prossimi giorni diranno se anche il Capitano ne è convinto.

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