Maurizio Stirpe, metà Bolt e metà San Giovanni

Tra pochi giorni sarà ufficialmente proiettato a livello nazionale. Dopo aver favorito l’elezione di Filippo Tortoriello alla guida di Unindustria, Maurizio Stirpe affronterà il primo autunno “caldo” da vicepresidente nazionale di Confindustria. Insieme a Vincenzo Boccia (numero uno dell’associazione di viale dell’Astronomia) dovrà subito sostenere esami fondamentali.

Stirpe ha le deleghe al lavoro e alle relazioni industriali, quest’ultima centrale e decisiva. L’aquila di Confindustria perde le piume, come ha scritto il settimanale Panorama: Sky Italia, Nautica Italiana e Nuovo Pignone hanno consumato strappi notevoli. Tanto per capire che aria tira, basta leggere Panorama: “Tempi duri per Confindustria, alle prese con una serie di defezioni illustri. L’ultima a Firenze, dove la situazione è complicata dallo scontro in atto tra le associazioni territoriali che da otto mesi non riescono a eleggere il presidente di Confindustria Toscana”.

Ma se c’è uno che può risollevare Confindustria, quello è Maurizio Stirpe, da anni in realtà proiettato in una dimensione nazionale. E’ imprendibile, come Bolt sui 100 metri.
 Vincenzo Boccia lo ha voluto con sé anche dopo che Stirpe aveva sostenuto l’altro candidato. Il presidente del Frosinone Calcio (miracolo sportivo celebrato in tutto il mondo) è rimasto l’unico vero personaggio di questo territorio. Gli basterà non commettere errori per dimostrare alla platea nazionale di poter essere l’uomo del futuro, una volta finto il mandato di Boccia. Non sbaglia una mossa.
 Anni fa intuì prima e meglio di tutti che il Lazio aveva bisogno di una Unindustria sola e unita. All’inizio Latina si è messa di traverso, poi lui ha chiuso il cerchio.


In terra di Ciociaria, però, predica nel deserto come Giovanni il Battista. La classe politica è stata impegnata a discutere di altro in questi anni: di come far atterrare i voli low cost in un aeroporto costruito sull’isola che non c’è di Peter Pan.
 Di come scendere al volo da un treno velocissimo Roma-Frosinone-Cassino che ha preso la strada dell’iperuranio di Platone. Di come creare uno scambio merci all’interno di un Interporto che in altri tempi avrebbe monopolizzato i ragionamenti di sofisti del calibro di Gorgia.
 Di come rendere ultramoderna la Ciociaria con bande ultralarghe e con fibre ottiche che nemmeno Tony Stark (Iron Man) avrebbe saputo concepire. Tutto rigorosamente sulla carta. 
Maurizio Stirpe, invece, non è mai intervenuto su questi argomenti, ha preferito rimanere ancorato alla concretezza della serie B e della serie A, al processo di riorganizzazione degli industriali.


Qualche mese fa si era prospettata la possibilità che Amazon realizzasse a Frosinone un centro all’avanguardia. Poi come al solito è spuntato il Passo Corese di turno. La cosa bella è che ad alimentare le polemiche sono stati proprio quelli che avrebbero dovuto cercare di assicurare l’investimento in provincia. 
In tutto questo quadro i sindaci continuano a dividersi sull’acqua e sui rifiuti, i politici si esaltano per una foto con Maria Elena Boschi, associazioni di categoria e sindacati fanno a gara per non farsi notare.


La nomina di Maurizio Stirpe al vertice nazionale di Confindustria è un fatto enorme. Ma nel contesto di una provincia sempre più anonima e marginale rappresenta un lampo nel buio. 
Gli altri restano concentrati sul referendum e sugli accordi di programma. Come se dipendesse da loro.


Buon Ferragosto. Oggi è un po’ come Carnevale, ogni gavettone vale.

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