Nessun indizio dalla cena di Fazzone

La cena estiva del senatore Fazzone. Tutti cercano di capire quale sarà la strategia per le Politiche e le Regionali. Le variabili. E le prime difficoltà a Gaeta

L’esortazione ha avuto quasi un carattere evangelico: “Senatore, da che parte andremo? Facci sapere… se puoi”. Il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone nelle ore in cui i giudici del Tar ibernavano il sindaco ed il Consiglio comunale di Latina ha riunito lo stato maggiore provinciale del Partito in  riva al mare.  

L’occasione è stata la tradizionale cena estiva, organizzata presso l’agriturismo “Vento di mare”: naturalmente sul litorale della sua Fondi, a metà strada con Terracina.

Le vicende giudiziarie provenienti da Latina sono echeggiate anche sulle dune fondane. Lì dove il popolo azzurro ha cercato di scrutare il progetto politico di Claudio Fazzone in vista del doppio impegno elettorale della prossima primavera: elezioni Politiche e Regionali, le prime dopo il doppio mandato Dem di Nicola Zingaretti.

La migliore arma è l’attesa

Claudio Fazzone

Quarantamila preferenze, forse cinquantamila: durante quella cena c’è chi ha fatto a spanne il conto dei voti presenti tra i tavoli. A nessuno il senatore Claudio Fazzone ha detto cosa si farà nel 2023. Nessuno più di lui sa che in questo momento l’arma migliore è l’attesa.

Perché ci sono molte variabili in attesa di definizione. La prima è la norma che potrebbe riformare le Province, riportandole come erano prima delle riforma Delrio; la seconda è l’estensione a tre mandati consecutivi anche per i sindaci dei Comuni con più di 5mila abitanti. Sono due norme che entro la fine del mese potrebbero cambiare l’elenco dei pretendenti ad una candidatura al Parlamento o in Regione.

C’è poi il dibattito sulla Legge elettorale: Pd e Lega ne parlano, a Forza Italia potrebbe non dispiacere un ritorno al proporzionale. Se lo facessero e reintroducessero anche la preferenza il senatore Fazzone stapperebbe il vino d’annata: è uno dei pochi ad avere i voti necessari per essere eletto e per eleggere. Altra variabile ancora: il taglio di 350 Parlamentari a seguito del referendum imporrà di ridisegnare i Collegi (l’insieme dei Comuni che sommando i voti determinano il vincitore).

Fazzone ha creato una striscia di amministrazioni che fanno riferimento politicamente a lui: da Sabaudia a Monte San Biagio, da Fondi a Gaeta, da Formia a Castelforte passando per Santi Cosma e Damiano. Abbastanza per mettere l’opzione sul collegio.

In lista ci saranno sindaci in uscita da grandi città? Ci si potrà candidare a Presidente della Provincia ed essere eletto dai cittadini? Si voterà con il Proporzionale o il Maggioritario? E quali Comuni comporranno il Collegio? Troppe variabili: l’arma migliore è l’attesa.

La variabile Regionale

Gerardo Stefanelli e Claudio Fazzone

Troppe variabili anche sul fronte delle Regionali che designeranno il succesore di Nicola Zingaretti.

Forza Italia è il Partito fondatore del centrodestra: ma non sempre nel Lazio riesce a farlo capire. Come dimostrano le scintille seguite alla sentenza del Tar che ha rimandato a votare gli elettori di 22 delle 116 sezioni comunali di Latina. A Lega e FdI che chiedevano compattezza, Forza Italia ha ricordato che Latina è in questa situazione anche a causa dei loro veti incrociati. (Leggi qui: I ricorsi che “consegnano” comunque vada la città a Fazzone).

Alle Provinciali di Latina ed a quelle di Viterbo, Forza Italia non ha trovato una sintesi con gli alleati e contribuito alla vittoria di un candidato diverso.

C’è poi una variabile nazionale. Se Fratelli d’Italia esprimerà il candidato governatore in Sicilia e la Lega la candidatura in Lombardia, va da se che Forza Italia rivendicherà la candidatura nel Lazio. Claudio Fazzone potrebbe tentare la scalata.

E se gliela negassero in virtù di quella difficoltà di sintonia? O per un veto interno al suo Partito? Fazzone ha la forza per poter strappare. Ma tutto dipende da chi sarà il candidato governatore del fronte Progressista: se sarà un politico dalle capacità di dialogo trasversale come Daniele Leodori la tentazione sarebbe ben più interessante. Perché, se Fazzone non dovesse diventare Governatore, il punto di caduta potrebbe essere una giunta di dialogo, come quella che alla fine ha messo insieme Pd e M5S.

L’assetto di Gaeta

Leccese e Mitrano

Tra coloro che attendono un segnale c’è l’ormai ex sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano. È tornato a lavorare come dirigente del settore Finanziario del comune di Fondi. Ma gode di un ampio consenso popolare ed in vista delle prossime elezioni potrebbe essere un ottimo alfiere. Ma restano le variabili di cui sopra per capire dove e come.

Cosimino Mitrano al comune di Gaeta è ufficialmente uscito di scena. Ma la Giunta  varata quindici giorni fa dal suo erde Cristian Leccese  è stata ‘figlia’ di una serie di consigli arrivati dal suo predecessore.

Mitrano ha mediato nella nuova maggioranza. In particolare nella lista civica che prende il suo nome,”Mitrano nel cuore”. Ha convinto Lady Preferenze Gianna Conte ed il suo ex vice Angelo Magliozzi a congelare le loro ambizioni d’assessorato e di presidenza del Consiglio comunale. Spianando la strada all’elezione di Davide Speringo alla guida dell’aula: imprenditore balneare espressione della lista Avanti Tutta, seconda più votata il 12 giugno dopo Mitrano nel cuore.

Ma non tutti i soldati eseguono gli ordini dei loro generali. Angelo Magliozzi e Michela Di Ciaccio (Mitrano nel cuore) hanno mandato fuori bersaglio il loro voto: dando la preferenza a Luigi Marzullo e Gianna Conte che non erano candidati.

Equilibri da costruire

Leccese e Di Vasta

L’esperienza aveva fatto capire a Mitrano che la nuova maggioranza, nonostante i numeri bulgari usciti dalle urne, non sarebbe stata compatta sull’elezione del nuovo Presidente d’Aula. Troppe ambizioni, troppe rivendicazioni. Complici anche le giustificate assenze dei consiglieri Marco Di Vasta e Luigi Coscione (quest’ultimo vice presidente della Provincia in quota Forza Italia l’elezione di Speringo è stata messa in discussione nei primi due scrutini quando erano necessari i due terzi dei presenti. 

Le minoranze di centrosinistra hanno politicamente prestato il fianco: anziché astenersi, si sono divise ancora una volta. Qualcuno tra Sabina Mitrano, Emiliano Scinicariello e Silvio D’Amante ha votato a favore sul nome proposto dalla maggioranza. 

Vice Presidente del Consiglio comunale è stata eletta Sabina Mitrano: all’unanimità. Facendo meglio dell’altro vice presidente d’aula, l’ex sindaco di Forza Italia Massimo Magliozzi al quale qualche voto è mancato.

Senza dialogo

Davide Speringo

Le minoranze progressiste sono alla ricerca di una forma minima di dialogo dopo la Waterloo elettorale di un mese fa. 

Noi siamo pronti. Spero che lo sia anche loro” ha dichiarato il neo presidente del Consiglio comunale Speringo al termine di una riunione dei capigruppo la settimana scorsa. Era stata convocata perché manca l’accordo su quale procedura seguire per il rinnovo delle quattro Commissioni  permanenti. Non sono univoci il Regolamento comunale ed alcune recenti Circolari del Ministero dell’Interno. Parlano di “rappresentanze proporzionali”. Sostengono che “ciascuna forza politica e civica presente nel Consiglio comunale debba essere rappresentata in ogni commissione”. 

Sinora il rapporto era di 3 esponenti della maggioranza contro i 2 dell’opposizione. Termine che a Gaeta, dopo l’esito delle ultime elezioni amministrative, deve essere coniugato al plurale.

Io sono un arbitro – ha concluso il presidente Speringo – e mi dicano con quali regole giocare questa nuova partita. Se dovessimo varare le Commissioni con il criterio del numero delle liste presenti in consiglio (sono ben….11), si svolgerebbe nei fatti un Consiglio un giorno sì’ ed un giorno pure. La città ha bisogno di altre risposte. E davanti a queste inutili ammucchiate, i cittadini non capirebbero…”.

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