Occasione persa ma il Frosinone si coccola un super-Charpentier

Il pari con il fanalino di coda Pordenone è un passo indietro per i giallazzurri che hanno sprecato la chance per scalare ancora la classifica. La squadra di Grosso è stata discontinua regalando un tempo agli avversari. Giallazzurri poco aggressivi ed anche distratti in difesa. La nota positiva è il bomber Charpentier al sesto gol stagionale

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Il pragmatismo è la filosofia di Fabio Grosso. “Sicuramente vincere è meglio che pareggiare ma pareggiare è meglio che perdere. Ci prendiamo questo punto pesante, voluto fino alla fine”, ha spiegato il tecnico nel post-gara. Un ragionamento molto logico improntato su una visione realistica e pratica. Ma è pur vero che il pari contro il Pordenone è un’occasione mancata per il Frosinone: si è giocato contro il fanalino di coda, ancora a secco di vittorie, 4 punti soltanto ed ultimo in quasi tutte le graduatorie. (Leggi qui la cronaca Il solito Charpentier salva il Frosinone dai ramarri).

Una grande occasione per scalare ancora la classifica e confermarsi squadra di personalità. Ed invece i giallazzurri si sono fatti imbrigliare dalla formazione di Tedino ridotta anche in dieci dal 14’ della ripresa. Un passo indietro per tanti versi, 2 punti persi, ma sarebbe ingiusto non sottolineare il carattere dei canarini che non si sono mai arresi ed hanno rimontato 2 volte. (Leggi qui le pagelle Il Giudizio Universale: Frosinone – Pordenone 2-2).

COSA NON VA

Il Frosinone ha di nuovo regalato un tempo agli avversari. Non è stata la prima volta. Una lacuna che si sta portando dietro dall’inizio del campionato. Insomma manca la continuità durante la partita. La squadra va a folate e con il Pordenone ha avuto addirittura bisogno di uno “schiaffo” per scuotersi.

Inoltre il Frosinone diventa micidiale quando riesce a pressare alto e recuperare subito palla. Al contrario fatica com’è successo contro il Pordenone lasciando grandi spazi alle ripartenze con il centrocampo che viene puntualmente tagliato fuori. “Ci siamo un po’ slegati non riuscendo a fare le pressioni giuste”, ha ammesso Grosso.

Sempre nel primo tempo si è sentita la mancanza di un attaccante come Charpentier bravo ad alzare il baricentro della squadra e chirurgico in zona gol (quasi un terzo delle 20 reti portano la sua firma). La scelta di un Novakovich, ancora a corto di condizione, non ha pagato.

Anche a centrocampo qualcosa da rivedere: Lulic non ha trovato le misure ed i tempi giusti, Maiello non ha demeritato ma Ricci resta elemento fondamentale nell’economia del gioco. La difesa ha subito 2 reti quante se aveva incassate nelle precedenti 3 partite. Errori individuali e di piazzamento: non a caso ha incamerato il primo gol di testa della stagione. Con 12 marcature al passivo è scesa al secondo posto delle difese meno battute (prima è la capolista Pisa con 11).

COSA SALVIAMO

Anche un pari contro l’ultima della classe può avere dei risvolti positivi. In primis il Frosinone ha dimostrato generosità, grinta e voglia di non mollare. Poi ha allungato la serie utile: sono 7 i risultati (4 pareggi e 3 vittorie) senza sconfitte.

Un altro dato significativo: tra vecchio e nuovo campionato i giallazzurri hanno perso solo 1 volta nelle ultime 18 partite. In classifica poi i ciociari restano al quarto posto da soli e staccano di 1 punto la Cremonese (prossima avversaria martedì) e la Reggina.

Ma la gara col Pordenone ha confermato soprattutto il valore del centravanti Gabriel Charpentier, doppietta e sesto gol in 438’ giocati. Una media altissima: 1 rete ogni 73’ con una proiezione di potenziali 17. Un attaccante che a Frosinone si sta affermando dopo un inizio di carriera tormentato dagli infortuni. Una delle rivelazioni della Serie B. Elemento forse imprescindibile per le sorti dei giallazzurri.

Gabriel è un giocatore di qualità – è l’elogio di Grosso – Non giocava da troppo tempo, è stato sfortunato. Ma ha grandi doti. Sono contentissimo di come è entrato al pari dei suoi compagni”.

Il match di sabato inoltre ha ribadito la bontà dei cambi di Grosso e la risposta di quei giocatori che partono dalla panchina. Oltre a Charpentier hanno inciso con un assist ciascuno Ciano e Tribuzzi. Ed anche Cicerelli è entrato benissimo colpendo la traversa interna con una punizione delle sue.     

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright