Ottaviani, unico nemico la sfiga

La battaglia di Santander fu una passeggiata, con unico nemico il caldo” scrisse il corrispondente di guerra Indro Montanelli nel 1937 per descrivere lo scontro che condusse alla conquista della Cantabria.

La battaglia per il secondo mandato di Nicola Ottaviani al Comune di Frosinone è stata una passeggiata, con unico nemico la scaramanzia.

Non ci sono stati altri avversari per l’intera campagna elettorale. E quelli che ci hanno provato, si sono ritrovati il più delle volte a fare propaganda al sindaco uscente.

I numeri, sono come quelli della battaglia di Santander. Caduti tra le truppe italiane: 0. Feriti: 1 (scivolato durante la marcia).

Allo stesso modo a Frosinone: Nicola Ottaviani 54,8% e rieletto sindaco per direttissima al primo turno. Gli altri, lasciati ad una distanza da abisso. Fabrizio Cristofari 27,8%, Christian Bellincampi 7,6%, Stefano Pizzutelli 4,9%, Giuseppina Bonaviri 3,2%, Fernando Incitti 1,7% (Schede effettivamente scrutinate alle 7 del mattino). Nessuno che lo abbia impensierito.

 

PERCHE’ HA VINTO

Nicola Ottaviani ha vinto per una serie di motivi banali. L’abc della Politica. Che però in molti sembrano avere dimenticato ad ogni latitudine del Paese. Uno su tutti: ha fatto esattamente quello che ognuno si aspetta da un sindaco. E cioè ha riempito la sua città di opere: ha preso la cattedrale dimenticata nel deserto del Casaleno dagli anni 70 e l’ha trasformata in uno stadio da Serie A (facendoci mettere i soldi al Frosinone). Ha preso il rudere del Tiravanti e l’ha trasformato nella sede che l’Accademia di Belle Arti aspettava da quarant’anni (facendo mettere alla scuola i soldi per la manutenzione). Ed ha preso il Nestor e lo ha acquisito al patrimonio comunale (scalando parte del prezzo con le tasse che doveva incamerare).

Ha dimezzato le indennità sue e di tutti gli amministratori della sua maggioranza e ci ha fatto le borse di studio per i ragazzi. Con una parte ci ha mandato in gita gli anziani.

Gli avversari, nel tentativo di attaccarlo, hanno finito quasi sempre per ottenere un solo risultato: ricordare alla città che Nicola aveva realizzato quelle opere. Perché i cavilli sollevati per ognuno di quei risultati, hanno avuto solo il merito di farlo apparire come il sindaco capace anche di forzare la mano pur di ottenere qualcosa di utile per la sua città.

 

GLI ALLEATI DI NICOLA

In questa passeggiata con il caldo per unico nemico, Nicola Ottaviani ha avuto la fortuna di avere dalla sua parte due alleati importantissimi.

Il primo alleato è stato il governo regionale di centrosinistra guidato da Nicola Zingaretti. In quattro anni non è stato capace di sollevare un solo pilastro del futuro viadotto Biondi. Nicola Ottaviani invece, in quattro mesi ha fatto il ponte. Anche in questo caso, le critiche degli avversari sono state solo altre luci per illuminare la sua opera. Consentendogli di dire: io intanto il ponte l’ho fatto e già mezzo milione di macchine l’ha attraversato.

Il secondo alleato è stato il Partito Democratico. In cinque anni di opposizione non gli ha rubato la scena una sola volta. Addirittura assente nei momenti decisivi: non c’è traccia di un Bilancio alternativo con il quale denunciare le scelte economiche fatte dal sindaco.

 

PERCHE’ HANNO PERSO

L’apoteosi però il Pd l’ha raggiunta al momento di schierare il candidato che doveva sbarrare il passo al sindaco uscente. Ad un certo punto si è temuto che padre Erasmo da Rotterdam uscisse dal sepolcro nel quale riposa all’interno della cattedrale di Basilea da quasi sei secoli. E venisse a Frosinone per apporre il placet alla versione riveduta e corretta (dal Partito Democratico) del suo celeberrimo L’Elogio della Pazzia.

Tanto per fare un riassunto. Prima promette la candidatura a Norberto Venturi e glielo fa credere per due anni. Poi lo scarica per mettere in sella Fabrizio Cristofari, persona serissima ma che portava in se un ‘peccato originale’: è quello al quale l’ex sindaco Michele Marini contesta di avergli fatto perdere la rielezione cinque anni fa, abbandonandolo sui due piedi alla vigilia delle Amministrative 2012 dopo averne condiviso ogni scelta. In un colpo solo il Pd è riuscito a far girare le balle a due persone serie (e piene di preferenze) come Venturi e Marini.

Il resto è stato un capolavoro ancora superiore: il tentativo di tirare dentro i big facendoli candidare, la loro fuga a gambe levate con il pretesto che c’entravano nulla.Risultato? Tutti l’hanno interpretata come una fuga dalla barca che affonda. Perché alcuni anni fa, quando il centrodestra volle dare una mano alla campagna elettorale del suo aspirante sindaco a Frosinone, fece candidare a Consigliere un tale Storace Francesco che faceva il Governatore della Regione.

Una follia dietro l’altra al punto che un sant’uomo come Fabrizio Cristofari ad un certo punto ha perso la pazienza e mandato tutti a quel paese dicendo “Io vado avanti da solo, sono un candidato della gente, se il Pd vuole accodarsi è ben accettato”.

Che avesse ragione, glielo ha ricordato la mobilitazione fatta dal Partito per accaparrarsi una seggiola di 24 ore all’Assemblea Nazionale alla quale alzare la mano per votare il Segretario. La stessa mobilitazione, per lui non s’è vista.

 

IL CALDO, LA SCARAMANZIA E IL M5S

In questo scenario, oltre al caldo ed alla scaramanzia, gli unici avversari per Nicola Ottaviani potevano essere quelli del MoVimento Cinque Stelle. I sondaggi, quando il Movimento non aveva scelto il candidato, accreditavano i grillini di un 10% dei voti. Poi, con il candidato, sono precipitati. L’immagine proiettata da Virginia Raggi, i rifiuti mandati da Roma alla provincia di Frosinone, dichiarare che Acea è una SpA e quindi l’acqua deve farsela pagare (anche se il 51% è in mano al sindaco della Capitale) forse non hanno tolto manco un voto a Christian Bellincampi. Ma certamente non gliene ha portati.

L’unica variabile non prevedibile è proprio quella maggioranza silenziosa di scontenti che forma l’elettorato senza ideologia che vota un Partito con un ‘nonStatuto’ . Siccome l’unica sorpresa poteva arrivare da lì, negli ultimi giorni di campagna elettorale Ottaviani ha concentrato il fuoco sul bersaglio a Cinque Stelle (leggi qui).

 

In questo scenario, l’unico avversario serio per Nicola Ottaviani è stata la scaramanzia. La botta di sfiga che ti manda all’aria tutto (per informazioni andare a Torino e citofonare Fassino, il sindaco che aveva reso la città una perla nazionale con fiere del Libro e del Cinema ed ora non riesce a vietare le bottiglie di vetro durante le manifestazioni in piazza, mentre le mostre sono già emigrate a Milano).

 

A Santander il caldo non fece vittime. A Frosinone la sfiga non ha colpito Ottaviani. Inizia il regno di zar Nicola II.

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