Pd, tra Michele e Fabrizio arriva… Norberto

Grande imbarazzo l'altra sera all'iniziativa elettorale di Maria Spilabotte. Si sono ritrovati Michele Marini e Fabrizio Cristofari. Il simbolo, insieme a Norberto Venturi, dell'incapacità di questo Pd a fare sintesi politica

Si sono ritrovati seduti allo stesso tavolo qualche giorno fa, nel corso di una manifestazione elettorale a sostegno di Maria Spilabotte, candidata del Pd a Senato. Fabrizio Cristofari e Michele Marini sembravano quei compagni di scuola che si ritrovano, loro malgrado, ad una festa di “rimpatriata” dopo 30 anni e che non sanno come rompere l’imbarazzo. Se non con quelle frasi banali del tipo “come va?”. Quando l’unica risposta vera appare nella nuvola parlante dei fumetti, quindi a mente: “E’ andata benissimo fino ad ora perché non ti vedevo da 30 anni”.

Il presidente dell’ordine dei medici e l’ex sindaco si sono politicamente “massacrati” prima nel 2012 e poi nel 2017. Con il risultato di aver consegnato la vittoria  Frosinone a Nicola Ottaviani per due volte consecutive. Certo però che la sconfitta di Cristofari nel giugno scorso è stata di dimensioni enormi.

Comunque, il Pd a traino renziano ha fatto quello che sa fare meglio davanti ad ogni sconfitta: fare finta di nulla e andare avanti fino alla prossima sconfitta. Naturalmente il centrosinistra cittadino si è ben guardato in questi mesi dall’avviare una riflessione per capire come iniziare ad impostare la prossima campagna elettorale. Perché servono anni di anticipo.

Alla candidatura a sindaco aspirano Angelo Pizzutelli e Alessandra Sardellitti, diventati dei pasdaran di Francesco De Angelis, al punto che sosterranno il presidente dell’Asi alle politiche e Mauro Buschini alle regionali. Nel Pd Pizzutelli era entrato dalla porta di Francesco Scalia ed era stato vicinissimo a Michele Marini. Ma si sa, tutto cambia. Specialmente nel Pd. Erano tutti dalemiani, poi bersaniani, quindi lettiani, successivamente renziani e adesso gentiloniani. La prossima tappa sarà…minnitiani? O calendiani? No, forse…zingarettiani.

Che nel Pd cittadino non c’è trippa per gatti lo ha capito benissimo Norberto Venturi: doveva essere lui il candidato sindaco di Frosinone, Francesco De Angelis glielo aveva promesso. Poi è andata diversamente, non si sono neppure più celebrate le primarie. E’ stato candidato Fabrizio Cristofari. Norberto Venturi ha fatto come Garibaldi a Teano: “Obbedisco”.  A denti stretti, ma obbedisco.

Alle regionali si è candidato nella lista Centro Solidale per Zingaretti. Punta ad un buon risultato, specialmente a Frosinone. Non perché voglia fare il candidato a sindaco, ma per dimostrare che possono esserci spazi nuovi. Anche al di fuori del Pd. Con un unico punto di riferimento vero: Nicola Zingaretti, il quale gli ha chiesto di scendere in campo.

Norberto Venturi è stato l’unico a dimettersi dopo la sconfitta delle comunali. Da segretario del circolo cittadino. Insieme all’allora presidente Francesco Brighindi. Lo ha fatto per favorire una discussione che non c’è stata. Un gesto nobile che nessuno ha seguito. Nel Pd funziona così: tante chiacchiere sui massimi sistemi, ma poi l’obiettivo vero è quello di occupare gli spazi. E le poltrone. Le candidature alle politiche e alle regionali hanno dimostrato che a dare le carte sono sempre i soliti: De Angelis, Scalia, Costanzo.

Norberto Venturi ha deciso di andare avanti per la sua strada. Comunque vada, sarà un successo. Non si potrà prescindere da lui nel centrosinistra che verrà. Anche perché sembra che per ritagliarsi un ruolo vero nel Pd sia fondamentale dimostrare di sapersi mettere di traverso.

E Fabrizio Cristofari? Dicono che alle regionali sosterrà Daniela Bianchi. Che non è candidata nella lista del Pd. Norberto Venturi lo sa.

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