Pigliacelli: «Siamo in Serie C, la fusione ci farà giocare in A» (di C. Trento)

Foto: © Imagoeconomica, Giacomo Quilici

Lettera del presidente della Camera di Commercio all’assessore Manzella. La richiesta è quella di procedere con l’accorpamento tra gli enti di Frosinone e Latina

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Una lettera all’assessore regionale allo sviluppo economico, commercio e artigianato Gian Paolo Manzella, per chiedere di procedere con l’accorpamento delle Camere di Commercio di Frosinone e Latina. L’ha inviata Marcello Pigliacelli, presidente della Camera di Commercio di Frosinone. Rompendo un silenzio assordante sul tema, che durava dal marzo scorso. Quando sembrava tutto pronto, quando mancava soltanto la firma del Governatore Nicola Zingaretti.

Poi l’iter si è bloccato, dopo che il Tar del Lazio ha disposto di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale, relativamente all’accorpamento dell’ente camerale di Pavia con quello di Mantova e Cremona. (leggi qui La fusione può attendere: Camere di Commercio, nuovo stop e atti alla Consulta).

Pigliacelli, perché questa iniziativa?

«Ma guardi che la mia non è certo un’iniziativa rivoluzionaria. Ho soltanto chiesto di procedere seguendo quella che è la legge. L’accorpamento è stato previsto da tempo, si tratta soltanto di dare corso alla normativa».

Sono passati dei mesi però. Secondo lei la Regione Lazio si è distratta?

«Ma no. Penso che tra ricorsi e controricorsi presentati, forse la Regione ha semplicemente preso fiato. Tutto qui. Diciamo che la mia iniziativa, adesso, serve a riprendere il cammino».

Lei ha creduto dall’inizio nell’ipotesi della Camera di Commercio del Basso Lazio. Perché?

«Ma perché è evidente, fa parte della logica delle cose. Con l’aggregazione le due realtà diventano più forti, unendosi idealmente in una logica di sinergia vera».

Ma se alla fine gli organi della giustizia amministrativa dovessero bloccare l’accorpamento tra Rieti e Viterbo, soltanto Frosinone potrebbe perdere la sede principale. Dal punto di vista politico qualcuno potrebbe contestarle questo.

«Questa obiezione me l’hanno già fatta e ho risposto che io ho sempre ragionato nella logica della fusione. Perché bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno: l’accorpamento è nella legge. E poi bisogna pure dire un’altra cosa… ».

Cioè?

«Che Frosinone non perde nulla. Resta la sede, rimangono gli uffici, rimane la dotazione organica. Non cambia nulla: bisogna essere seri. Ci saranno due sedi. Basta con il distorcere la realtà. Mancherà soltanto l’ufficio di presidenza».

Si potrebbe dire che in questa situazione lei sta ottenendo il massimo. Comunque l’accorpamento con sede principale a Latina ci sarebbe.

«La si potrebbe leggere anche così, ma non amo i retroscenismi. Frosinone non perde nulla della vocazione a servizio del cittadino».

Sarebbe pronto per la presidenza della Camera di Commercio del Basso Lazio?

«Guardi, io sono nato pronto. Mi passi la battuta. Ho una storia che conoscono tutti: ho guidato Confindustria Frosinone, sono stato tra quelli che hanno voluto Unindustria. E come presidente della Camera di Commercio sono orgoglioso di guidare un ente che brilla per iniziative, capacità di mettere in campo progetti ed idee e tutto il resto. Certo che mi sentirei pronto, ma come sempre metto davanti a tutto la crescita del territorio. Quindi, spingo per la fusione, pur non avendo ad oggi contezza e certezza di essere quello che la guiderà. Ribadisco: la fusione e la presidenza non sono collegati».

Che tempi si aspetta per l’accorpamento?

«Rapidi. Credo che il percorso possa essere concluso entro la fine dell’anno».

E se non dovessero rispondere alla sua lettera?

«Il dubbio non mi sfiora minimamente. Ho la certezza di vivere in una Regione guidata da un’Amministrazione regionale che fa della legalità e del rispetto delle regole e delle procedure un “must” di vita. Non solo amministrativa. Per concludere: sarebbe l’ottava Camera di Commercio in Italia. Mi chiedo e chiedo ai due territori: decidiamo di giocare un campionato di serie A o vogliamo continuare a restare in serie C?»

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