Prigionieri dello smog che uccide

Frosinone, Sora, Cassino e Aquino si colorano di scuro sulla mappa interattiva dell'inquinamento nelle città europee pubblicata da Guardian. È smog che uccide. Dove si respira bene. E dov'è il caos. E perché

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

L’indagine è firmata dal Guardian, il famoso quotidiano in lingua inglese considerato stampa di riferimento per accuratezza e imparzialità di esposizione. Ha preso in esame lo stato di salute dell’aria nelle città europee. Il risultato è uno choc: rileva che il 98% degli europei respira aria inquinata altamente dannosa. E questo causa 400.000 morti all’anno.

 Solo il 2% degli europei respira aria con particelle di smog entro i limiti indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E 30 milioni di loro vivono in aree dove le polveri sono concentrate ben quattro volte sopra ai limiti.

Grave crisi sanitaria pubblica

L’Europa sta affrontando una “grave crisi sanitaria pubblica“. Quasi tutti nel continente vivono in aree con livelli pericolosi di inquinamento atmosferico, ha rilevato l’indagine del Guardian.

I dati sono stati raccolti utilizzando una metodologia all’avanguardia: comprese immagini satellitari dettagliate e misurazioni da oltre 1.400 stazioni di monitoraggio a terra. L’analisi di quei dati rivela un quadro terribile dell’aria sporca, con il 98% delle persone che vivono in aree con inquinamento da particolato fine altamente dannoso che supera la salute mondiale. Quasi due terzi vivono in aree in cui la qualità dell’aria è più del doppio delle linee guida dell’Oms.

Il Paese più colpito in Europa è la Macedonia del Nord. Lì quasi due terzi delle persone in tutto il Paese vive in aree con un inquinamento quattro volte le linee guida dell’Oms per PM 2,5 cioè le polveri ultrasottili. Mentre quattro aree hanno un inquinamento atmosferico quasi sei volte superiore, inclusa la capitale Skopje.

Oriente peggio che Occidente

L’Europa Orientale è significativamente peggiore dell’Europa Occidentale, a parte l’Italia. Qui più di un terzo di coloro che vivono nella Pianura Padana e nelle aree circostanti nel nord del Paese respirano un’aria che è quattro volte la cifra dell’OMS per il particolato aereo più pericoloso.

Il Guardian ha collaborato con esperti di inquinamento per produrre una mappa interattiva che rivela le aree più colpite del continente. Le misurazioni si riferiscono al PM2,5 – minuscole particelle sospese nell’aria prodotte per lo più dalla combustione di derivati del petrolio, alcune delle quali possono passare attraverso i polmoni e nel flusso sanguigno, colpendo quasi tutti gli organi del corpo.

Le attuali linee guida dell’OMS stabiliscono che le concentrazioni medie annuali di PM2,5 non dovrebbero superare i 5 microgrammi per metro cubo (μg/m 3 ). La nuova analisi ha rilevato che solo il 2% della popolazione europea vive in aree entro questo limite. Gli esperti affermano che l’inquinamento da PM2,5 provoca circa 400.000 morti all’anno in tutto il continente. “Si tratta di una grave crisi di salute pubblica“, ha affermato Roel Vermeulen professore di epidemiologia ambientale all’Università di Utrecht che ha guidato il team di ricercatori in tutto il continente che ha compilato i dati. “Quello che vediamo abbastanza chiaramente è che quasi tutti in Europa respirano aria malsana”.

Chi sta male

(Foto: Messala Ciulla)

Dai dati emerge inoltre che quasi tutti i residenti in sette Paesi dell’Europa orientale hanno nell’aria il doppio di micropolveri indicate dell’Oms. Si tratta di Serbia, Romania, Albania, Macedonia del Nord, Polonia, Slovacchia e Ungheria.

Più della metà della popolazione della Macedonia del Nord e della Serbia vive con una popolazione quattro volte superiore a quella dell’OMS. In Germania tre quarti della popolazione vive con più del doppio delle microparticelle previste nell’aria dall’Oms In Spagna questa cifra è del 49% e in Francia del 37%.

Nel Regno Unito tre quarti della popolazione vive in aree in cui l’esposizione è compresa tra una e due volte rispetto alle indicazioni dell’Oms, con quasi un quarto più di due volte superiore a tale limite.

Quasi 30 milioni di europei vivono in aree con concentrazioni di piccole particelle almeno quattro volte superiori a quelle indicate nelle linee guida dell’OMS. In Svezia, al contrario, non esiste alcuna area in cui il PM2,5 raggiunga più del doppio del valore indicato dall’OMS. E alcune aree nel nord della Scozia sono tra le poche in tutta Europa a scendere al di sotto di tale valore.

Il problema chiave

Foto: Can Stock Photo / Gajdamak

Il traffico, l’industria, il riscaldamento domestico e l’agricoltura sono le principali fonti di PM2,5 e l’impatto viene spesso avvertito in modo sproporzionato dalle comunità più povere. Gli esperti dicono che è necessario agire urgentemente adesso. Sottolineano un numero crescente di prove che l’inquinamento atmosferico colpisce quasi tutti gli organi del corpo ed è collegato a una vasta gamma di problemi di salute: dalle malattie cardiache e polmonari al cancro e al diabete, dalla depressione e dalle malattie mentali al deterioramento cognitivo e al basso peso alla nascita.

Uno studio recente ha scoperto che l’inquinamento atmosferico è responsabile di 1 milione di nati morti all’anno; un altro che i giovani nelle città hanno già miliardi di particelle tossiche di inquinamento atmosferico nei loro cuori.

La situazione in Ciociaria

La situazione nell’area di Sora e Isola del Liri

Attraverso la mappa interrativa dell’Europa pubblicata dal Guardian è possibile monitorare ovviamente anche l’Italia, che il quotidiano inglese cita come esempio in negativo per quanto riguarda i dati della pianura padana. E di tante città del nord Italia.

Scorrendo con il mouse sull’Italia Centrale e ingrandendo i vari territori si scopre che nel Lazio sono quelli di Frosinone e Cassino, quelli più colorati di scuro, quindi con la più alta concentrazione di microgrammi di PM2,5 per metro cubo.

Ci sono alcuni poli con una concentrazione particolare di polveri. Come il polo Sora – Isola del Liri dove c’è un picco tra 14 e 16 su una scala massima di 19. La stessa situazione si registra su Frosinone mentre l’aria è più respirabile (ma non di molto) uscendo dal capoluogo: meno inquinata a Ferentino e Patrica, meno ancora a Veroli.

Il livello di inquinamento a Frosinone, Veroli e Ferentino

Una situazione analoga a Frosinone e Sora – Isola del Liri si registra ad Aquino che è una sorta di enclave delle polveri sottili. Il massimo di inquinamento viene registrato a Cassino dove siamo sempre nel range 14-16 ma il colore è di uno scuro intenso tendente al nero.

I posti con l’aria buona? Il migliore è Viticuso, poi sullo stesso livello ci sono Acquafondata e Terelle.

Per risolvere il problema non bastano i filtri alle auto: con le Euro 6 il livello di polveri è infinitamente più basso rispetto a quelle emesse dieci anni fa. I filtri alle ciminiere delle fabbriche hanno abbattuto il livello di inquinanti. I numeri registrati ad Anagni durante il lockdown sono emblematici: con le fabbriche chiuse, l’inquinamento non scendeva, con l’autostrada vuota nemmeno scendeva. È precipitato quando sono stati spenti i riscaldamenti. Questo impone abitudini diverse. Ma se a Frosinone proponi una pista ciclabile rischi la rivoluzione. E non solo lì’.

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