E dopo le primarie Pd c’è già chi prepara l’assalto al sindaco (di F.Ducato)

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

di Franco DUCATO
Conte del Piglio
(ma non) in Purezza

 

 

La nettissima affermazione di Matteo Renzi alle primarie del Pd (anche) ad Anagni, con 638 voti raccolti dal segretario nazionale contro i 93 che hanno scelto di appoggiare Andrea Orlando ed i 9 che hanno dato il proprio voto a Michele Emiliano, è un bene o un male per il sindaco Fausto Bassetta?

E quali possono essere le eventuali conseguenze per la sua giunta? Domande che non hanno una risposta unitaria.

Proviamo ad analizzare i dati. A partire dai numeri. Nel 2013, a votare per il Pd, erano andati più o meno in 800. Un dato che sembrerebbe mostrar come, nella città dei papi, il seguito che accompagna il Pd non si sia affatto affievolito; una considerazione non da poco, alla luce delle polemiche che, negli ultimi mesi, hanno fatto ondeggiare in più di una occasione il Partito Democratico cittadino. Insomma, nonostante le beghe (in ordine sparso) su ufficio tecnico, ospedale, ex polveriera, parcheggio sotto il Parco della Rimembranza, una base piuttosto solida il partito sembra averla.

Anche la decisione del primo cittadino (annunciata pubblicamente) di sottoscrivere la mozione Orlando, non dovrebbe avere conseguenze in termini di unità interna. Il sindaco ha sempre detto di aver conosciuto Orlando e di averne apprezzato lo spessore umano e professionale. E dunque quello ad Orlando sarebbe un voto alla persona, e non contro il segretario. Anzi, in prospettiva il voto ad Orlando potrebbe essere un modo, per Bassetta, per rimarcare, sia pure dall’interno, un ruolo autonomo. Del resto, il sindaco ha sempre giocato la sua partita ponendosi come uomo fuori dagli apparati. E la scelta alle primarie potrebbe essere un altro segnale in tal senso. Un modo per dire ( anche a chi non lo ha ancora capito) che il Pd è forte in maggioranza, ma a decidere è il sindaco.

E però. Già dalle prime ore successive alla consultazione, in città, e nel Pd, sale la voce di chi vuole un’azione di governo “più politica”. E quella di chi mette in dubbio una possibile ricandidatura del sindaco alle comunali del 2019. Parlando senza mezzi termini di candidati che, nel 2013, si misero (o furono messi) da parte, ma che adesso potrebbero voler tornare sulle barricate.

Ma soprattutto. In vista delle elezioni della Pro Loco sono sempre più quelli che ritengono la probabile vittoria di Enzo Ciprani un pericolo per Fausto Bassetta. Già perché, dalla carica di presidente della Pro Loco, il referente locale della lista (di maggioranza) Progetto Anagni, potrebbe lanciare la sua lunga campagna elettorale per le comunali.

Ed infatti, in giunta sembra che negli ultimi tempi si sprechino le voci di chi non vede probabile (per usare un eufemismo) la ricandidatura del Colonnello. Che in questo senso sarebbe (vedi la celebrazione del 25 aprile) un uomo solo. Del resto, giovedì scorso il sindaco, partecipando alla trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso, alla domanda ‘Si ricandiderebbe?’ aveva risposto: «Si, nonostante le difficoltà e gli imprevisti, tornando indietro lo rifarei». A bruciapelo il direttore Alessio Porcu allora aveva subito rilanciato: “Si ricandiderà?”.  Pausa e poi: «E’ una possibilità».

Si vedrà. A partire dal 2 maggio. Giorno, bene ricordarlo, in cui inizia all’ufficio tecnico, sezione lavori pubblici, la stagione di Vincenzo Benincasa. Una buona cartina tornasole per vedere come andranno le cose nei prossimi mesi.

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