Scontro in Provincia. D’Ambrosio: «Consiglio senza dignità»

La vera sfida è stata tra la cravatta rosa del presidente d’aula Danilo Magliocchetti e quella blu classico del direttore generale Adriano Marini. Gli altri hanno rinunciato e si sono schierati a colletto aperto: tenuta estiva e consiglio provinciale lampo.

Se qualcuno si aspettava un confronto serrato, oppure un presidente della Provincia Antonio Pompeo messo sotto assedio, ha sbagliato film. Niente tensioni interne con il Pd che non vuole stare con Forza Italia. Nessun segnale dal centrodestra che sta per separarsi da questo governo per vararne uno nuovo dopo il voto di gennaio.

L’unico scossone al consiglio provinciale di Frosinone che si è riunito nel pomeriggio lo ha portato il consigliere Alessandro D’Ambrosio. L’avvocato Cassinate è passato all’opposizione già dalla scorsa primavera. Lo ha fatto in segno di protesta per l’atteggiamento avuto dai vertici provinciali del Pd  quando si è trattato di scegliere il candidato sindaco a Cassino. E in segno di sfiducia al presidente Pompeo. Da allora gli rimprovera di avere delegittimato il direttore generale della Formazione (Arduino Incagnoli – Area Pd pro Petrarcone) lasciando campo libero al consigliere Massimiliano Mignanelli (Area Popolare – Pro Mosillo e poi D’Alessandro).

Proprio la Formazione è stato il nodo sul quale D’Ambrosio oggi ha sferrato l’attacco. Facendo emergere ancora le vecchie ruggini delle Comunali. «Devo rilevare che ancora non è stata individuata la definizione della posizione del direttore Incagnoli, in pieno conflitto con il commissario liquidatore Giuseppe Poggiaroni(leggi qui) Questo Consiglio non ha trovato ancora il coraggio di assumere una posizione. E questo lo rende un Consiglio senza dignità»

Scatta il presidente d’aula Danilo Magliocchetti. In pieno contrasto con il rosa della cravatta replica: «Il Consiglio provinciale ha piena dignbità in tutte le sue componenti».

Per il resto, il Consiglio è scivolato via tra gli sbadigli.

Via libera a tutte le decisioni. La Provincia di Frosinone ha chiesto alla Regione Lazio di avere qualche certezza sulle competenze. Chi deve fare una cosa e chi un’altra, fissando paletti precisi dopo la rivoluzione introdotta dalla riforma Delrio. Che ha creato situazioni al limite del paradossale (leggi qui)

In attesa di capire chi lava i calzini e chi li stende, chi lava i piatti e chi spazza il pavimenti, la Provincia ha approvato  una delibera per permettere all’Agenzia Frosinone Formazione di procedere con l’iter di messa in liquidazione. Il procedimento va di pari passo con la definizione della nuova società che dovrà rilevarne le funzioni. Ripartendo da zero e senza il peso di vecchi debiti e interessi. Quelli vengono lasciati nella vecchia società.

Alla Regione Lazio sono stati chiesti 250mila euro in più. E’ stato fatto presente che il mezzo milione promesso da Roma non basta nemmeno per pagare gli affitti delle sedi per la formazione.

Chiarezza è stata chiesta anche sul futuro dei Centri per l’impiego, delle autorizzazioni ambientali, dell’assistenza specialistica, della Polizia Provinciale.

Per la cultura, il Consiglio ha approvato la convenzione, con la quale recepisce la delega per la gestione dell’Archivio e della Biblioteca provinciali.

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