Provinciali: i protagonisti della vittoria a Latina

Se volete capire cosa c'è sotto. Gli intrecci, gli accordi, le convenienze: la strategia di Fazzone, La Penna e Coletta è stata micidiale, concreta. E condizionerà la politica dei prossimi anni

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

È una vittoria. Per il sindaco di Latina Damiano Coletta che ottiene la sua maggioranza in Consiglio. Ma è soprattutto una vittoria per due elementi cardine, centrali, due anelli imprescindibili, benché silenti, della politica pontina. Da un lato, il consigliere regionale del Pd, ex segretario provinciale Dem, Salvatore La Penna; dall’altro, il segretario regionale di Forza Italia, Claudio Fazzone.

I protagonisti della vittoria

Salvatore La Penna

Lavorano dietro le quinte, poche dichiarazioni pubbliche, ma accordi solidi. Sono loro due i principali autori della candidatura – e della vittoria – di Gerardo Stefanelli come presidente della Provincia di Latina. (Leggi qui La Provincia salva il Comune, il Comune salva la Provincia).

Staccatasi FI dal resto del centrodestra, Fazzone ha puntato subito su di lui, concentrando i voti insieme a quelli di Pd e Civici, lasciando FdI e Lega inizialmente orfani. Fazzone e La Penna, insieme ai civici con Coletta in testa, furono già autori dell’intesa per la guida di Acqualatina, cinque anni fa. Un ruolo di governo della più importante realtà pubblico-privata provinciale che oggi si ripropone, alla guida del governo provinciale e del capoluogo.

L’eterno Claudio

Ancora una volta, come negli ultimi 20 e più anni, Claudio Fazzone appare come uno dei veri protagonisti. E accade sia quando FI ha una posizione prioritaria, come venti anni fa, sia oggi, in cui il partito azzurro ha un numero minore di rappresentanti istituzionali locali.

Qual è l’interesse del segretario regionale di FI? Il primo aspetto è quello puramente politico: Fazzone, senatore da quasi dieci anni, ragiona anche a livello nazionale, con FI elemento di aggregazione moderata nel centrodestra, rispetto a un fronte sovranista rappresentato da Lega e Fratelli d’Italia: uno schema che intende evidentemente riproporre anche in chiave locale, in un capoluogo pontino che rappresenta anche la seconda città del Lazio dopo Roma, per la creazione di un polo moderato centrista.

E, per ottenere questo, da un lato Fazzone ha aperto a un supporto a Damiano Coletta nel Consiglio comunale di Latina, dall’altro non si è rigidamente impuntato su un nome proprio di FI o del centrodestra per la candidatura della presidenza della Provincia, supportando pienamente quella di Gerardo Stefanelli, portata avanti da Pd e parte delle civiche e, appunto da FI.

Visioni strategiche

Damiano Coletta (Foto: Valerio Portelli / Imagoeconomica)

L’accordo è anche strategico: Fazzone lega così indissolubilmente i destini di FI, nel capoluogo pontino e nella Provincia.

In ballo c’è parecchio: il capoluogo guida infatti le conferenze dei sindaci della provincia su temi come acqua, sanità, rifiuti. Il primo, in particolare, con il gestore Acqualatina, vede ormai da 5 anni una governance Pd-FI-civiche; il secondo, la sanità, è centrale, nel momento in cui sono stati definitivamente presentati i progetti per la costruzione di nuovi ospedali in provincia; il terzo, i rifiuti, è quello più delicato.

La Regione ha commissariato la Provincia per l’identificazione dei siti di stoccaggio del secco residuo, su cui per due anni non si è trovata un’intesa tra i sindaci. Su questo dato, in particolare, occorreranno mediazioni, intese, unanimità.

Segnali lontani

In Comune, d’altronde, i segnali per l’accordo FI-Coletta erano chiari da settimane. In particolare da quando, dopo appena due confronti, il Partito azzurro decise che i colloqui con il sindaco di Latina per un eventuale accordo politico di non belligeranza in Consiglio, sarebbero dovuti continuare in maniera individuale: ogni partito per sé, mentre FdI, Lega e Lnc insistevano che dovessero continuare a livello di coalizione.

FI, dei partiti del centrodestra presenti in Consiglio, è quella con il minor numero di consiglieri: appena tre, rispetto ai sei consiglieri di FdI, ai cinque della Lega, ai quattro di Lnc, che ora sono diventati tre, con Alessio Pagliari che ha scelto di uscirne.

Coletta ora potrà contare su 18 voti, per poter vivere tranquillo. Certo, con le sedute svolte sempre in seconda convocazione, quando il numero legale minimo cala, ma d’altronde è così dalla metà della sua prima consiliiatura, quando Lbc perse i primi tre consiglieri (Olivier Tassi, Massimo Di Trento, Salvatore Antoci) passati al misto. Tra i 18, c’è quello di Annalisa Muzio, protagonista, anche lei come Fazzone, del doppio accordo: in Consiglio comunale ha stilato l’accordo programmatico con Coletta, e contemporaneamente è stata candidata in Provincia da Fazzone, come indipendente, nella lista FI: è stata eletta consigliera provinciale e, da quello scranno, sarà anello cardine dell’intesa.

Eletta la Provincia, ora in Consiglio a Latina si potranno sbloccare anche le commissioni consiliari, e le rispettive presidenze.

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