Il presidente Quadrini dichiara guerra al Molise

Quando ha fatto il suo ingresso negli studi, il rullo dei tamburi non ha deliziato i suoi timpani. Mentre attraversava i corridoi non ci sono stati gli abituali squilli di tromba. E questo, un po’ lo ha infastidito. A riconciliarlo è stata la presentazione che di lui è stata fatta, all’inizio della trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso. Nell’annunciare la sua presenza, il direttore Alessio Porcu ha detto: «E’ l’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione), benvenuto al professor ingegnere Gianluca Quadrini».

Affondato nella poltrona Frau con tutta la sua abbondante presidenzialità, Gianluca Quadrini ha occupato in poco tempo buona parte della scena. Con lo sguardo fisso alla telecamera ha criticato con convinzione la riforma Delrio. Analizzato in modo compiuto la situazione amministrativa della Provincia di Frosinone. Elencato con puntualità i compiti e le difficoltà che incontrano le Comunità Montane. Preparato: su ogni tema. Mai in fallo.

Nemmeno quando il direttore lo prende alle spalle e gli domanda dell’auto blu che ha appena fatto comprare all’indomita Comunità che presiede (leggi qui). «L’Alfa 156 di servizio aveva 15 anni e un milione di chilometri, ripararla costava 5mila euro: con 3500 ci ho comprato questa che è nuova»
«Nuova? Dove le compra le auto nuove a quei prezzi?»
«Nuova… aveva 100mila chilometri, un solo proprietario, tenuta benissimo, sempre in garage»

E con la richiesta della scorta come la mettiamo? (leggi qui) «Vabbè, volevo incentivare il mio autista: starmi appresso è faticoso. Con quella qualifica avrebbe preso un’integrazione allo stipendio… se la merita…»

Ma come le è venuto in mente di farsi la fascia personalizzata da presidente? (leggi qui) «Ma mi vedete? Non ci entravo nella fascia del mio predecessore: era la metà di me. Me la sono fatta fare su misura. Ci ho messo pure le iniziali. E l’ho pagata di tasca mia».

Il presidente è padrone della situazione e della trasmissione. E come i veri mattatori della scena, riserva per il finale il colpo più grosso. Il tema è quello sull’efficacia dei tagli alle Province.

Il presidente Gianluca Quadrini, con ponderata tranquillità, annuncia la sua dichiarazione di guerra al Molise. Lasciando di sasso il povero presidente emerito della Provincia di Frosinone Giuseppe Patrizi, presente al suo fianco»

«I tagli alle Province? Sono stati un’inutilità assoluta. Hanno prodotto solo disastri. Ci troviamo con la Regione che ci ha rimandato indietro le competenze, dobbiamo fare noi il lavoro che facevamo prima, ma i dipendenti nel frattempo sono stati trasferiti». E fin qui… «Se proprio vogliono tagliare aboliscano il Molise». Panico in studio. «Ma sì, cosa ci vogliamo fare con il Molise? Ha 300mila abitanti ed è regione, noi abbiamo quasi il doppio degli abitanti e siamo solo Provincia. Si facevano leggi assurde: i consiglieri regionali del Molise avevano diritto al vitalizio per se stessi, ereditabile dalla moglie in caso di decesso dell’onorevole, ereditabile dal figlio, dal nipote e dal pronipote. Per quattro generazioni. Andrebbero aboliti».

E lei cosa pensa dei vitalizi. presidente? «Io, nella mia Comunità Montana, i vitalizi li ho aboliti». Motu proprio.

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