Quelli come David che non scappavano dopo avere preso i voti

Senza ricevuta di Ritorno. La raccomandata del direttore su un fatto del giorno. Quelli come David Sassoli: che una volta eletti non si dimenticavano di chi li aveva votati

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La attribuiscono a Giulio Andreotti: ne sarebbe stato capace ma in questo caso venne preceduto da un altro gigante della Repubblica Italiana (la I naturalmente, nella II il problema della statura non si pone: è geneticamente rachitica).

Il gigante che arrivò prima di Andreotti fu Enrico De Nicola: primo presidente della Repubblica Italiana anche se con la Repubblica c’entrava poco. In realtà era monarchico. E proprio per questo i Partiti dell’epoca lo scelsero come Capo provvisorio dello Stato: perché oltre ad essere un gigante (già presidente del Senato, della Camera, della Corte Costituzionale) era in grado, per le sue ben note convinzioni, di attenuare il trauma del passaggio.

Sta di fatto che fu De Nicola, non Andreotti, a dire che la gratitudine è il sentimento del giorno prima. Un modo per dire che tutti ti sono grati fino a quando non gli dai quello che vorrebbero da te. Poi spariscono.

Quelli che sparivano, David che resta

Lo hanno sperimentato tante volte quelli che oggi hanno i capelli grigi: vedevano paracadutare dalle loro parti candidati che dovevano essere eletti con certezza. E qui venivano eletti.

Anche menti eccelse: come il professor Giuliano Vassalli, uno dei giuristi più raffinati, capace di mettere a punto l’attuale Codice Penale (la versione originale prima che ne venisse fatto scempio). Vassalli lo eleggemmo senatore a Sora. Come lui, tanti altri. Che però presero i voti e sparirono per sempre. Come se essere votati fosse un atto dovuto. Spariti. Ma così usava.

David Sassoli con Simone Costanzo

David Sassoli non fece così. Venne paracadutato da queste parti nel 2009 da Dario Franceschini: lo convinse, lui che era vice direttore del Tg1, a lasciare il Giornalismo per dedicarsi alla politica. Lo mise nelle mani di gente come Simone Costanzo ed Aldo Antonetti: gli fecero prendere una marea di voti alle Europee. (Leggi qui Quel giorno che Antonetti insegnò a Sassoli come si mangia Ciociaro).

Con la differenza che Sassoli non sparì. E si ricordò di tutti quelli che lo avevano aiutato. E anche di quelli che non conosceva. Ma fu al fianco di tutti i candidati sindaco che glielo domandarono. Anche una volta diventato presidente del Parlamento Europeo. Domandare per conferma ad Enzo Salera, Antonella Di Pucchio, Antonio Pompeo, Libero Mazzaroppi, i sindaci della valle dei santi. Che non è Amsterdam né Parigi. Ma lui andò lo stesso.

Perché gli uomini per bene sono fatti così. È per questo che con la sua scomparsa lascia un vuoto così grande.

Senza Ricevuta di Ritorno.

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