Il raffinato Risiko innescato dalle dimissioni di Pigliacelli al Cosilam

Il raffinato Risiko innescato da Marcello Pigliacelli con le sue dimissioni dal CdA Cosilam. Il gioco di equilibri lungo l'asse che porta all'Asi. Fino alla nuova Camera di Commercio unificata. Sistemando Confartigianato e Federlazio. E non solo

Marcello Pigliacelli si è dimesso dal Consiglio di Amministrazione del Cosilam, il Consorzio Industriale per lo Sviluppo del Lazio Meridionale.

Lo ha fatto a dieci giorni dall’assemblea che dovrà rinnovare le cariche.

Non è una scelta casuale ma un segnale preciso.

Il presidente della Camera di Commercio è stato il grande tessitore della trama che ha portato tre anni fa l’imprenditore Pietro Zola alla presidenza dell’Ente. Una trama fatta di equilibri e alleanze tra le forze sul territorio del cassinate. Allo stesso tempo bilanciata da altri equilibri sul Frusinate: in primis l’altro consorzio industriale, l’Asi nel capoluogo.

 

La decisione presa da Marcello Pigliacelli di dimettersi innesca un Risiko, di dimensioni ben più grandi del Cosilam. Perché lascia vuota una casella in quota Camera di Commercio all’interno dell’ente: uno slot che ora potrà essere riempito. E ad occuparlo potrebbe andare un uomo di Confartigianato.

Perché proprio quell’associazione? Per liberare così una casella all’interno dell’Asi, quella occupata oggi dal presidente di Confartigianato Augusto Cestra. Che si sposterebbe (o sposterebbe la sua rappresentatività) dall’Asi al Cosilam.

In questo modo a Frosinone ci sarebbe il posto in Consoglio d’Amministrazione reclamato mesi fa da Federlazio. La Federazione delle Piccole e Medie imprese aveva minacciato di far saltare il banco ed investito della questione direttamente la Regione Lazio. (A De Angelis la presidenza Asi, a Buschini il cerino acceso). 

Ad entrare in CdA Asi, vuole la logica che sia il presidente reggente Emanuele Di Gennaro. Facendo cadere così le tensioni dei mesi scorsi e spianando la strada al ritorno di Giovanni Proia (Cna) in quota Regione Lazio che l’aveva congelato proprio in attesa di definire la questione.

 

Riassumendo. Pigliacelli esce dal Cosilam. Entra Confartigianato che però lascia il CdA Asi. Al suo posto va Federlazio. Che chiude così la questione aperta nei mesi scorsi ed elimina anche un problema sul tavolo della Regione.

Tutto qui? Per niente proprio: non c’è l’equilibrio. E per raggiungerlo manca la nuova posizione per Marcello Pigliacelli, l’astutissimo presidente che con una sola mossa ha sistemato tutte le associazioni e disinnescato tutte le tensioni.

L’unica casella che potrebbe ristorare in modo adeguato il raffinato tessitore è il rinnovo della presidenza della Camera di Commercio: quella nuova e unificata Frosinone – Latina, l’ottava in Italia per peso economico. Una corsa all’ultimo centimetro ed all’ultima gomitata. Una corsa nella quale il voto di Confartigianato e di Federlazio è importante. Logica vuole che ora sia chiaro dove andrà quel voto.

 

La presidenza Cosilam? Il passo indietro di Pigliacelli è un segnale anche in quella direzione. Come a dire: il sistema di equilibri che ho costruito io e che per tre anni ha retto, adesso ha esaurito ora la sua funzione. Avanti un altro.

Che – numeri alla mano – ad oggi è Mario Abbruzzese. Molto difficile che possa essere il sindaco di Aquino Libero Mazzaroppi. Perché non ha i numeri, non ha un sistema di equilibri, non ha un Pigliacelli nel ruolo di Grande Tessitore.

 

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