Rappresaglia contro il sindaco: l’assessore M5S se ne va

A Pomezia arrivano le dimissioni dell'assessore M5S. Subito dopo la spaccatura determinata dalla decisione del sindaco Fabio Fucci di ricandidarsi. Contro il parere del Movimento.

La rappresaglia del Movimento 5 Stelle è arrivata: l’assessore volta le spalle al sindaco scomunicato dal Partito. Giuseppe Raspa si dimette dalla giunta comunale di Pomezia e lascia il sindaco eretico Fabio Fucci. Colpevole di essersi ricandidato nonostante il no del M5S. (leggi qui Lo scisma di Fucci: si candida contro il suo M5S come Pizzarotti a Parma)

LA PROFEZIA DI SABATO

«Chi mi sfiducia o si dimette é un irresponsabile che non ha a cuore la città. C’è bisogno di politica e non di un commissario»: il sindaco di Pomezia Fabio Fucci lo aveva detto sabato scorso annunciando la sua decisione di candidarsi per il secondo mandato.

Una candidatura bis che però è la terza: seppure per pochi mesi Fucci era già stato in amministrazione prima di diventare sindaco. Stava tra i banchi dell’opposizione, poi il Comune era caduto, lui si era ricandidato e lo avevano eletto sindaco.

Sabato scorso la rottura e la decisione di ricandidarsi per il bis (il Ter per il suo Partito). E il M5S lo ha scomunicato.   La rappresaglia temuta: le dimissioni dei duri e puri. Che ora sono iniziate ad arrivare.

LE DIMISSIONI DI RASPA

L’assessore del Comune di Pomezia Giuseppe Raspa ha rassegnato formalmente le dimissioni irrevocabili a causa della “ormai totale impossibilità di proseguire l’incarico in scienza e coscienza”.

Lo ha fatto sapere il diretto interessato, dopo l’annuncio del sindaco Fabio Fucci di ricandidarsi alle elezioni di maggio con una sua lista civica, nonostante il divieto del M5S che ha già schierato Adriano Zuccala’.

Con il primo cittadino, scrive Raspa, “ho lavorato in sinergia fino a dicembre quando, mio malgrado, mi e’ stato comunicato che erano ‘cambiate le condizioni. Io sono rimasto al mio posto perche’ per mio conto nulla era cambiato. Ho sempre lavorato al servizio dei cittadini ed in rispetto e tutela delle scelte del Consiglio comunale. Io sono solito dare il mio contributo silenziosamente, senza proclami, vanti personali; preferisco che i fatti parlino per me”.

ASSENTE ……NON INVITATO

Giuseppe Raspa sostiene di aver svolto tutto i suoi obblighi in qualità di assessore fin quando gli é stata data l’opportunità di fare il suo dovere. E la possibilità di offrire il proprio contributo, “lavorando proficuamente con gli uffici comunali su tutti i compiti a me affidati e percependo una indennità dimezzata. Avevo già pubblicamente segnalato che (da quando erano ‘cambiate le condizioni’) non venivo più informato delle scelte e delle attività della Giunta e dunque impossibilitato ad offrire il mio contributo per partecipare alle riunioni deliberanti. Di tutta risposta e’ stata svolta una riunione deliberante senza convocazione e sulla quale sono risultato ‘assente’…, oltre a convocazioni totalmente prive del testo da dover votare in Giunta”.

NON SONO ABITUATO AD ALZARE LA MANINA

 Prosegue Raspa: “Oltretutto, solo per non aver partecipato alle riunioni deliberanti per i motivi suddetti (tanto per capirsi una manciata di minuti a settimana) sono stato tacciato di assenteismo. Mi spiace, ma io sono stato abituato a esprimere il mio parere su scelte di cui posso comprendere la direzione e l’indirizzo, non ad “alzare la manina” perchè qualcuno mi dice di farlo. Se questo comportamento dava fastidio, si poteva tranquillamente revocarmi il mandato.

INCARICHI LIMITANTI

“Inoltre a fine gennaio – spiega ancora Giuseppe Raspa mi e’ stato comunicato, tramite email, un cambio radicale circa i compiti a me assegnati, relegandomi ad incarichi molto limitati che, ad oggi, ho di fatto assolto. Ringrazio, senza alcuna retorica, tutti gli uffici e le persone con le quali ho avuto davvero il piacere di collaborare in sinergia e di condividere i traguardi, al beneficio di tutta la cittadinanza, ottenuti durante il mio incarico. In ultimo, ma non per ultimo, mi sia concesso rivolgere un ringraziamento ai tutti i miei compagni di viaggio del gruppo M5S Pomezia, per tutto cio’ che hanno saputo dare per l’intera comunita’ cittadina”.

LA VERSIONE DI FUCCI

Fabio Fucci aveva difeso la sua posizione in mattinata, intervenendo alla trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la Notizia“, condotta da Gianluca Fabi e Daniele Moretti ed in onda su Radio Cusano Campus. L’emittente radiofonica dell’Università Niccolò Cusano.

Di Maio dice che il M5S e’ per la meritocrazia, ma con la regola dei due mandati chi merita se ne deve andare” ha affermato Fabio Fucci.

Il primo cittadino di Pomezia svela anche di aver chiesto a Casaleggio di togliere questa che definisce una “regola miope”. Ee che lui ha risposto: “ve lo scordate proprio“.

Uno vale uno e’ affascinante ma non tutti sono uguali. All’interno del mondo grillino la mia decisione di candidarmi con una lista civica e’ stata presa non bene. – ha detto ancora FucciUn regolamento cosi’ ferreo e’ limitante e non guarda al futuro, se vuoi governare devi anche valutare alleanze”.

IL NIET DI CASALEGGIO

Fucci svela inoltre che è da circa un anno che tenta di far ragionare i vertici del movimento su questo aspetto. “Un anno fa da Pomezia partirono il consigliere regionale Valentina Corrado e l’allora capogruppo in consiglio comunale in direzione Milano da Davide Casaleggio a dirgli: Pomezia vuole ricandidare il sindaco Fucci alle prossime elezioni, perche’ il suo primo mandato e’ durato poco piu’ di anno e non deve essere considerato un mandato pieno. Inoltre, abbiamo ottenuto ottimi risultati, c’e’ bisogno di continuita’ e ci sono i consensi, quindi cambiate questa regola.

Davide Casaleggio non volle sentire ragioni. Affermò che questo e’ uno dei cardini del M5S e non si puo’ sconfessare.

DOVREI ESSERE PREMIATO

Alle prossime elezioni comunali a Pomezia, prosegue Fucci,da una parte ci sara’ il sindaco uscente, che e’ stato portato a modello per i risultati che ha conseguito e dunque, fatti alla mano, dovrebbe essere premiato. Oggi invece il messaggio che si vuol far passare: avanti il prossimo, si ricomincia tutto da capo. C’e’ questa visione romantica per cui un’altra persona riuscirebbe a fare le stesse cose, io invece dico che la macchina amministrativa e’ un mostro complesso e c’e’ bisogno di anni prima di raggiungere l’esperienza per farla funzionare”.

IL REGOLAMENTO NON GUARDA AL FUTURO

Secondo il primo cittadino “l’impegno e l’intensità con cui ho vissuto i 5 anni da sindaco e con cui intendo passare i prossimi 5 anni mi fanno pensare che dopo sarò un pò stanchino. Penso però che nel momento in cui si trovano dei sindaci interessati al bene comune, che riescono a ottenere risultati, perché non dovrebbero andare avanti? Sono i cittadini che dovrebbero decidere. Ringrazio il M5S per quello che mi ha dato, ma credo anche di aver dato tanto al M5S, perché l’immagine del buon governo di Pomezia credo sia stato anche un traino per le vittorie a Roma e in altre città In Sicilia il M5S prende il 40% e non governa, alle politiche prende il 32% e probabilmente non riuscirà a governare. Dovrebbe valutare alleanze. Dovrebbe prendere consapevolezza che li’ fuori c’e’ un mondo variegato che ha bisogno di essere ascoltato. Al 50%+1 non ci si arriva, quindi bisognerebbe aprirsi. Questo regolamento ferreo e rigido e’ molto limitante e non guarda al futuro”.