Ribaltone a Sora: De Donatis & co. calcolano se lasciare senza maggioranza Pompeo

Cena l'altra sera a Vicalvi. L'amministrazione comunale di Sora ha discusso se voltare le spalle al presidente della Provincia Antonio Pompeo. Dopo averlo votato in massa. L'ipotesi: formare in Aula una maggioranza o civica o di centrodestra. Perché la strambata?

Si sono visti a Vicalvi, nell’Osteria Pane e Vino. Bucatini all’amatriciana al dente con poca pancetta, mezze porzioni di polpette e mezze di pollo cotto alla birra. Il sindaco di Sora Roberto De Donatis e la sua maggioranza stanno studiando la possibilità di compiere il ribaltone. Vogliono voltare le spalle ad Antonio Pompeo dopo averlo votato in massa due settimane fa contribuendo a rieleggerlo presidente della Provincia di Frosinone.

Ne hanno parlato l’altra sera. A sollevare l’argomento è stato proprio il sindaco: visibilmente contrariato. Ha illustrato lo scenario politico alla maggioranza. E chiesto a tutti un parere sulla strada da imboccare.

L’obiettivo è uno: ribaltare l’assetto dell’amministrazione provinciale. Cioè fare in modo che il presidente (esponente del Pd) si ritrovi a governare con un Consiglio che sia di diverso colore politico. Che non abbia la maggioranza di centrosinistra o sia legato al voto dei civici.

 

Perché un’intera città, tra le più pesanti per numero di voti, prende in considerazione la possibilità di voltare le spalle al presidente che il 31 ottobre ha rieletto? Oltretutto dopo avere rotto l’asse con Forza Italia, mandandola all’opposizione in Comune?

Le ipotesi sono due. Roberto De Donatis durante la campagna elettorale ha avanzato una pretesa a Forza Italia che in quel momento era sua alleata nel governo della città. Ha chiesto la garanzia di un posto in giunta provinciale per un esponente di Sora. Il ragionamento politico fatto a Pasquale Ciacciarelli è stato: a Cassino è andato il consigliere regionale (Ciacciarelli stesso), a Frosinone è andato il parlamentare (Francesco Zicchieri della Lega). Sora ha reclamato il consigliere provinciale. Indicando il nome del capogruppo di Forza Italia Alessandro Mosticone.

 

La garanzia non è arrivata. Le smentite secondo le quali non verrà blindato il sindaco di Piedimonte San Germano Gioacchino Ferdinandi, non sono state giudicate attendibili. Così si è arrivati alla rottura: Mosticone è uscito dal Gruppo azzurro ed ha fondato il gruppo civico Reset.

L’amministrazione comunale di Sora ha votato in massa Antonio Pompeo.

Nessuno confermerà mai che il presidente Pompeo abbia promesso a De Donatis quella blindatura che Mosticone non ha avuto dal suo Partito. Ma è lecito ritenere che lo scambio sia stato quello.

Perché è innegabile che 1) Sora ha votato in massa Pompeo 2) Mosticone ha rotto con Forza Italia mandandola all’opposizione nel comune di Sora.

Se lo hanno fatto in cambio di nulla, folgorati sulla via per Frosinone una settimana prima del voto, significa che sono diventati materia per un consulto psichiatrico. Ma in Comune a Sora non ci sono matti.

 

Il motivo per cui hanno voltato le spalle all’improvviso? È strettamente collegato al primo. C’è una coincidenza che collega due fatti: la cena da Pane e Vino ed una dichiarazione fatta un pubblico da Massimiliano Quadrini, votatissimo consigliere provinciale di Isola del Liri, figlio di quella fabbrica di voti che è papà Enzo Quadrini, sindaco di Isola del Liri. Del quale si prepara a raccogliere l’eredità politica la prossima primavera.

Cosa ha dichiarato? Che lui non solo si candiderà alle Comunali di Isola del Liri. Ma anche alle Provinciali di Frosinone.

E che gliene importa a De Donatis, Mosticone e tutti gli altri? Importa eccome. Perché il bacino elettorale di Quadrini è lo stesso di Sora: con lui candidato a piazza Gramsci, le possibilità di eleggere nel centrosinistra un consigliere provinciale sorano si assottigliano.

Antonio Pompeo aveva promesso a Roberto De Donatis di blindare l’elezione di Alessandro Mosticone? Aveva preso impegni che riguardavano la ricandidatura di Quadrini?

Nessuno risponderà mai.

 

C’è anche un’altra vulgata. Qualcuno ha teso un trappolone a Sora per portare a Isola del Liri la sede zonale dell’Inps.

Che tipo di trappolone? L’amministrazione cittadina ha interessato i suoi interlocutori provinciali e regionali per capire quanti margini ci fossero per tenere a Sora quegli uffici. Sono stati indicati una serie di parametri: di fronte ai quali da Sora hanno detto “Non possiamo competere“.

Poi, un’altra dichiarazione di Massimiliano Quadrini ha insospettito Roberto De Donatis. Ha scoperto che qualcuno ha lavorato in retrovia per fare in modo che la scelta migliore fosse quella di Isola del Liri.

Chi è stato? Nessuno risponderà mai nemmeno a questo.

 

Ma l’altra sera c’è stata la cena. Per discutere se voltare le spalle ad Antonio Pompeo.

 

 

 

 

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