Rifiuti, la Regione dice si ai sindaci: la stangata si può evitare

La regione Lazio accetta le proposte avanzate da 47 sindaci di centrosinistra e centrodestra della provincia di Frosinone. La stangata sui rifiuti può essere evitata. Ecco le soluzioni proposte. Ora si riunisce l'assemblea. Che però è divisa esattamente a metà.

La stangata sui rifiuti non ci sarà. Le bollette non raddoppieranno. I sindaci sono riusciti a convincere la Regione Lazio che esisteva un’altra via per pagare gli aumenti arretrati.

 

Il problema

Il problema si trascina dagli anni scorsi. Cioè da quando è arrivato il momento di aggiornare la tariffa sullo smaltimento dei rifiuti.

La Legge è chiara: la tariffa deve coprire l’intero costo del servizio. In pratica: la raccolta, le stazioni di trasferenza, il trasporto. Soprattutto il costo della la lavorazione: è vietato gettare in discarica l’immondizia così com’è, pertanto deve prima essere lavorata recuperando tutto il possibile, trasformando in combustibile ciò che rimane, gettando in discarica solo ciò che rimane. Infine la tariffa deve coprire anche altre due voci: il costo per la discarica, il costo per bruciare nel termovalorizzatore l’immondizia trasformata.

Al momento di fare i conti si era preso atto che negli ultimi anni erano lievitate un po’ tutte le voci. Così era stata fissata una nuova tariffa. Bloccata subito dalla Regione Lazio. Uno stop impugnato di fronte ai giudici del Tar dall’allora presidente della Saf – Società Ambiente Frosinone, la SpA formata da tutti i Comuni della provincia di Frosinone in parti uguali, a prescindere dal numero di abitanti e dalla quantità di spazzatura prodotta. Saf riteneva che senza quegli aumenti non fosse possibile far quadrare i conti.

 

La stangata

Si arriva ai giorni nostri. La tariffa da applicare è quella aumentata. Ne nasce una stangata: perché bisogna pagare tre anni di arretrati (2015 – 2016 – 2017), più il servizio di quest’anno. Ma i sindaci ora che è arrivato il momento di pagare gli aumenti che loro stessi avevano votato, dicono no (leggi qui La Saf inciampa sul bilancio. Muro dei sindaci). Inutile il tentativo di chiedere un aiuto alla Regione (leggi qui Rifiuti, doccia fredda in Regione: niente sconti. E dopo Roccasecca si va a Paliano). Il rischio è che venga nominato un commissario e che salti l’intero sistema Saf, lo spettro del liquidatore si agita sui sindaci).

Un rischio di fronte al quale 45 sindaci rompono gli steccati della politica: centrosinistra e centrodestra firmano insieme una proposta per la Regione. (leggi qui Saf, un fronte di 45 sindaci per evitare gli aumenti delle bollette). A loro poi si aggiungono altri due Comuni.

 

 

Fumata più bianca che grigia

La proposta dei 47 sindaci è stata esaminata per tutta la mattinata di oggi in Regione Lazio. Al tavolo c’erano la dirigenza della Saf guidata dal presidente Lucio Migliorelli (fino allo scorso anno capo segreteria del settore Ambiente in Regione) e la Direzione
Regionale Rifiuti dell’assessorato all’Ambiente.

La trattativa è andata avanti fino alle 14. Poi c’è stata una fumata: più bianca che grigia. Buona parte delle richieste è stata ritenuta fattibile. La parte non applicabile è stata sostituita con altre soluzioni.

Saf ed i sindaci hanno ottenuto tutto o quasi:

  • La tariffa aumentata non partirà dal 2015 (costringendo i Comuni a riaprire i Bilanci già chiusi ed approvati). Partirà soltanto dal 1° gennaio 2017.
  • Gli aumenti per gli anni 2015 e 2016 saranno congelati. Verranno ricalcolati durante un nuovo un confronto tra Regione, Saf e Comuni.
  • Una volta ricalcolati i maggiori costi del 2015 e 2016 non verranno messi subito in bolletta ma verranno spalmati attraverso un meccanismo graduale che non potrà superare il 10% della tariffa vigente nell’anno.
  • Quell’aumento potrà essere recuperato anche attraverso la lavorazione dei rifiuti che vengono da Roma (che potrebbe pagare una tariffa più alta di quella riservata ai Comun che sono soci della Saf).
  • Ad abbattere l’aumento potrebbero essere anche eventuali ulteriori finanziamenti che la Regione potrà concedere.

 

Cosa accade ora

Nei prossimi giorni il Consiglio d’Amministrazione di SAF SpA convocherà i sindaci (l’assemblea dei soci). Lo farà prima delle ferie estive: porterà alla loro attenzione i risultati ottenuti e li metterà in votazione. Contestualmente porterà in approvazione il Bilancio 2017 ed illustrerà il piano industriale 2018-2022 che prevede il totale ammodernamento dello stabilimento, con la chiusura di fatto dell’attuale impianto per trasformarlo in Fabbrica dei Materiali.

 

 

Favorevoli e contrari

Al fronte dei favorevoli sono iscritti i 47 sindaci che nei giorni scorsi avevano avanzato quella proposta di correzione delle tariffe.

Al fronte dei contrari sono iscritti i sindaci che non hanno firmato. Non lo hanno fatto per motivi diversi. Chi abita a ridosso dell’area Roccasecca – Colfelice è contrario perché l’intesa di oggi a Roma autorizza nei fatti l’arrivo alla Saf anche della spazzatura di Roma: cosa alla quale loro sono assolutamente contrari. Insieme ad altri ritengono che la soluzione sia troppo fumosa, non si sa a quanto ammonterà l’aumento 2015 – 2016, i contributi della Regione sono solo ‘eventuali’.

Il presidente Lucio Migliorelli è soddisfatto e fiducioso. Soddisfatto perché ora c’è una proposta concreta con cui evitare la stangata. Fiducioso perché se si approva il Bilancio si può procedere con il rinnovo degli impianti che porterebbe all’abbassamento della tariffa.

 

 

 

 

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