Roccasecca è salva: la Regione evita il caos rifiuti

La Regione Lazio evita il caos rifiuti a Roma. Ma solo per sei mesi. Scongiurato ogni rischio per Roccasecca e Colleferro. Dove andranno le immondizie

Roccasecca non dovrà tornare ad ospitare i rifiuti di Roma, Colleferro non dovrà stare con i binocoli per osservare se all’orizzonte stanno tornando i compattatori carichi di immondizie inviate da Virginia Raggi. La Regione ha individuato la soluzione che per sei mesi evita il caos nelle strade della Capitale e lascia tranquille le discariche nelle province del Lazio. (Leggi qui Sul tavolo del prefetto di Roma la riapertura di Roccasecca).

Questo pomeriggio si è svolta una riunione tecnica in Regione con l’azienda Ama e la società E. Giovi sul conferimento dei rifiuti trattati nell’impianto di Malagrotta. Dall’incontro sono emerse soluzioni positive con cui scongiurare il rischio di emergenze ambientali nella città di Roma”: Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, ha voluto comunicarlo di persona. Per far capire che ancora una volta l’emergenza rifiuti è stata scongiurata da altri. Non dal Comune di Roma.

La soluzione di Valeriani

Massimiliano Valeriani (Foto: Paola Onofri / Imagoeconomica)

In che modo la Regione ha risolto il problema? La società E. Giovi, che lavora circa 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno, ha individuato alcuni operatori in altre regioni italiane in cui smaltire i rifiuti trattati.

E. Giovi sta definendo accordi con impianti presenti in Abruzzo, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Lombardia per un totale di oltre 36.000 tonnellate di scarti da luglio a dicembre 2021.

C’è un dettaglio che sta consentendo di scavalcare mesi di attese e quintali di scartoffie. “Si tratta di contratti stipulati fra operatori privati per il conferimento di rifiuti urbani trattati, che non necessitano di intese preliminari tra le Regioni. Questo non ha comunque lasciato indifferente l’Amministrazione regionale che, come ha sempre fatto negli ultimi tre anni, anche questa volta ha supportato con impegno e lealtà istituzionale Comuni e operatori del settore per l’individuazione di queste soluzioni”.

Le intese dirette

C’è poi la questione del trattamento e dello smaltimento. Su questi de fronti la Regione Lazio ha già sottoscritto intese con l’Abruzzo per 70.000 tonnellate e con la Toscana per 13.500 tonnellate; si sta attivando anche un altro accordo con la Campania per 20.000 tonnellate di rifiuti di Roma, sempre nel periodo luglio-dicembre 2021.

Queste misure – stima l’assessore – consentiranno di mettere in sicurezza la città di Roma per i prossimi sei mesi, mentre solo per le prossime due settimane sarà necessario intervenire con una nuova ordinanza, che permetta di conferire i rifiuti trattati da E. Giovi nella discarica di Viterbo. Giusto il tempo per perfezionare i contratti fra la società di Malagrotta e i vari impianti di smaltimento individuati nelle altre regioni italiane”.

Questa soluzione, però, lascia intatto l’obbligo del Campidoglio e della Città metropolitana di indicare un sito dove realizzare una discarica di servizio per il Comune capitolino e un’altra per gli altri 120 comuni del territorio provinciale. Evita l’emergenza, non toglie a Roma le sue responsabilità ed i suoi obblighi di scelta.

Nel suo insieme, l’operazione Valeriani è un concentrato di operatività, di comunicazione e anche di politica. Perché la Regione, evidentemente su input di Nicola Zingaretti, non ha voluto infierire sulla Raggi. Basta vincere, non serve stravincere.

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